I contributi di sindacati e federazioni

Le proposte di Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed, Fimmg, Aaroi-Emac, Fp Cgil Medici, Federfarma, Fassid, FVM, Cisl Medici Lazio, Smi, Sumai, Cimop, FederSpecializzandi e SIGM

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Palermo (Anaao): «Assumere 10mila medici e 20mila infermieri, aumentare gli stipendi, aderire al Mes e nel 2021 prevedere 17mila borse»

La “Fase 2” avrà bisogno non solo di un territorio pronto ad individuare precocemente nuovi focolai epidemici gestendo i pazienti a domicilio per quanto possibile, ma soprattutto della piena operatività degli ospedali italiani in termini di posti letto e di dotazioni organiche coerenti per garantire la piena funzionalità degli ospedali Covid e affrontare l’immensa domanda di prestazioni accumulata in questo periodo emergenziale… continua a leggere

 

Quici (Cimo-Fesmed): «Rivedere il finanziamento di SSN e LEA, riorganizzare la gestione regionalizzata e riformare al formazione»

Affrontare il sottofinanziamento del SSN in modo strutturale, rivedere il sistema di finanziamento dei LEA, riorganizzare le divisioni interne della sanità e la gestione regionalizzata, ridare centralità al Ministro della Salute, avviare una riforma della rappresentanza e della rappresentatività e, non ultimo, seria revisione del percorso formativo dei medici: questi i pilastri delle azioni per la sanità secondo CIMO-FESMED nel dopo-Covid… continua a leggere

 

Scotti (FIMMG): «Migliorare la medicina territoriale con piccole limature senza snaturarne il DNA» 

La premessa è che la convivenza con il Covid allontana i cittadini dai presìdi. In questa fase i cittadini hanno trascurato controlli e rimandato visite. È evidente che si dovrebbe investire di più sul territoriosenza però snaturare il DNA della medicina territoriale. Sarebbe un errore pensare di avviare grandi rivoluzioni in una sanità che non ha bisogno di essere cambiata a valle, ma a monte… continua a leggere

 

Vergallo (AAROI-EMAC): «Senza pianificazione, programmazione e organizzazione investimenti rischiano di rimanere sulla carta» 

La pandemia da Covid-19, tutt’altro che superata, ha evidenziato quanto la politica di governo del SSN abbia ignorato tutto ciò che da anni l’AAROI-EMAC denuncia nel merito del sottofinanziamento del SSN, della mancata programmazione, dell’incapacità di pianificazione, delle penalizzazioni di ogni genere intraprese a danno del personale sanitario, medici in primis… continua a leggere

 

Filippi (Fp Cgil Medici): «Bene investimenti, ma ora serve un’idea innovativa di cambiamento dei servizi»

È innegabile come gli ultimi due decreti del Governo, “Cura Italia” e “Rilancio”, sanciscano un vero e proprio cambio di rotta in termini di risorse destinate al Fondo Sanitario Nazionale rispetto agli ultimi 20 anni, caratterizzati da un progressivo definanziamento sui servizi e sul personale. Se da un punto di vista strettamente quantitativo registriamo per l’anno 2020 un aumento complessivo del Fondo che supera gli 8 miliardi, siamo però purtroppo preoccupati per la qualità degli interventi messi in campo… continua a leggere

 

Cossolo (Federfarma): «Farmacie hanno dimostrato loro potenziale, ora siano più coinvolte nell’organizzazione del Ssn» 

L’emergenza Covid-19 ha cambiato profondamente il modo di vivere, di lavorare, di apprendere, di accedere ai servizi, compresi quelli sanitari, di rapportarsi con gli altri. Molti di questi cambiamenti necessariamente si stabilizzeranno nella Fase 2. Vivremo in una società meno mobile, almeno per alcuni mesi: lavoro, scuola, sanità, pubblica amministrazione e organizzazione sociale in genere, dovranno avvalersi di innovazione e tecnologia in maniera ben più intensa di quanto fatto finora. Inevitabilmente cambierà anche la farmacia, la cui evoluzione, in atto da tempo, ha già subito una rapida accelerazione a causa dell’emergenza… continua a leggere

 

Mazzoni (FASSID): «E ora si ristabiliscano le regole» 

È innegabile che il decreto Rilancio porti una salutare iniezione di risorse a favore del SSN e della Dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e delle professioni sanitarie. L’incremento annuale per aumentare le assunzioni sia in ambito ospedaliero che territoriale, le premialità del disagio lavorativo, il prolungamento dei termini per stabilizzare i precari, l’aumento della formazione specialistica sono certamente misure apprezzabili. Soprattutto siamo sollevati che si possa ora affrontare il depauperamento di quel personale che già prima della pandemia era arrivato ai minimi termini… continua a leggere

 

Grasselli (FVM): «Se l’unico diritto “fondamentale” della Costituzione è tutelato con questi risultati, è urgente riformare l’intero sistema» 

Ripercorrere questi tre mesi di emergenza Covid-19 è un buon esercizio per comprendere quali sono stati gli errori della Fase 1, perché se la Fase 2 non sarà governata con la massima attenzione potrebbe essere necessario ritornare da capo a contrastare la diffusione dei focolai con nuove perdite di vite e costi esiziali per la nostra economia… continua a leggere

 

Proposte e criticità secondo i delegati di Cisl Medici Lazio 

Le risorse che un geriatra maggiormente auspica e predilige sono quelle rivolte alla cronicità, perché abbiamo a che fare con scarsi problemi legati all’acuzie ma con grandissimi lunghi e ricorrenti problemi da affrontare per il mantenimento della funzione e dell’autosufficienza dei propri pazienti che hanno tipicamente malattie croniche… continua a leggere

 

Onotri (SMI): «È ora di pensare ad una dipendenza atipica per i medici del territorio» 

Uno tsunami, di cui non siamo stati capaci di prevedere la potenza devastante e valutare le conseguenze. E si che i segnali ci sono stati tutti; abbiamo avuto due mesi per prepararci, ma abbiamo preferito fare come gli struzzi e pensare che, in fondo, la Cina era lontana, che era meglio dedicarci agli aperitivi, e fatto sì che quello che doveva essere un dibattito puramente scientifico, in cui avevano diritto di parola solo gli esperti, si trasformasse in un dibattito politico con al seguito, ognuno, le sue tifoserie… continua a leggere

 

Magi (Sumai): «Rafforzare medicina territoriale investendo sulla specialistica ambulatoriale» 

In questo momento di particolare crisi purtroppo si sono manifestate quelle che erano e sono le deficienze del Servizio sanitario nazionale dettate da alcune politiche sbagliate del passato ma anche da una crisi economica che ha portato a piani di rientro e a un blocco delle assunzioni. È stato privilegiato l’aspetto economico rispetto a quello sanitario. Questo si è trasformato non in un risparmio ma in un bagno di sangue perché se andiamo a vedere quello che abbiamo risparmiato in sanità e quanto abbiamo bruciato nelle borse o col debito pubblico in questi giorni, non c’è paragone… continua a leggere

 

De Rango (CIMOP): «Necessaria una stagione sanitaria “costituente”» 

Come cogliere l’opportunità della pandemia per riformare il Servizio Sanitario Nazionale, tra lacci, burocrati, divieti e regole spesso in contrasto fra di loro? Si può immaginare una struttura diversa, più agile e fruibile, che mescoli sapientemente le virtù del comparto privato con l’assoluta e imprescindibile centralità dell’ammalato? Il dibattito avviato nei giorni post fase 2 sull’argomento deve essere sostenuto da tutte le forze in campo, nella consapevolezza che la crisi, come insegnano gli antichi Greci, accoglie al suo interno una doppia spiegazione: rottura e opportunità… continua a leggere 

 

FederSpecializzandi: «Per la fase 2 del SSN programmazione del fabbisogno di medici, informatizzazione e preparedness»

Per Roger Detels, epidemiologo americano, l’obiettivo della Sanità Pubblica è di perseguire il benessere biologico, fisico e mentale delle persone, senza distinzioni di genere, status economico, etnia, orientamento sessuale, nazionalità e posizione politica. Questo fondamentale caposaldo, il cui raggiungimento ha richiesto e richiede incessanti sacrifici, riteniamo debba ispirare le Istituzioni e la Politica nel garantire quotidianamente un diritto costituzionale, quello della tutela della Salute, dal Brennero a Lampedusa… continua a leggere

 

SIGM: «Valorizzare la Medicina Generale con un miglioramento del percorso formativo»

L’emergenza Covid-19 ha reso evidenti luci e ombre del nostro Servizio Sanitario Nazionale, in parte o del tutto già note ma finora spesso ignorate, con le quali ora ci troviamo inevitabilmente a fare i conti. Ha mostrato la necessità di una adeguata programmazione quali-quantitativa dei professionisti sanitari, data la carenza, soprattutto in alcune branche, tragicamente venuta a galla… continua a leggere

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