Salute 10 Luglio 2024 17:18

Gioco patologico, in uno studio la strategia di “autoesclusione fisica”

Il Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale dell’Università Tor Vergata ha presentato una misura preventiva mirata a proteggere i giocatori a rischio di sviluppare problemi legati al gioco patologico

Gioco patologico, in uno studio la strategia di “autoesclusione fisica”

Dopo il primo significativo studio sul settore del gioco pubblico in Italia, dell’anno scorso, il Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale dell’Università Tor Vergata ha presentato questa mattina a Roma i dati di ‘Strategia di esclusione dal gioco fisico‘, una misura preventiva mirata a proteggere i giocatori a rischio di sviluppare problemi legati al gioco patologico. Si tratta di un ulteriore passo avanti rispetto al precedente lavoro che aveva già delineato la necessità di un Registro unico delle esclusioni (Rue) per tutte le forme di gioco, non limitandosi a quello online.

La prevenzione dei fenomeni di disturbo da gioco d’azzardo

“Il Gruppo ricerca ‘Diritti e salute del giocatore-consumatore’ dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nato con lo scopo di studiare strategie per la tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili, del giocatore consumatore e prevenire i fenomeni di disturbo da gioco d’azzardo (Dga) – afferma Giulia Donadel, del Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale – conclude il secondo anno di studio. Il Gruppo presenta proposte di integrazione secondo la Legge del 09/08/2023 n. 111, che prevede il rafforzamento dei meccanismi di autoesclusione dal gioco. A questo scopo viene presentato un percorso di integrazione tra normativa, informazione e tecnologia che prevede il coinvolgimento del consumatore-giocatore attraverso un processo di graduale potenziamento verso la presa di coscienza, con l’autoesclusione dal gioco fisico, e al contempo un ambiente di gioco sicuro e consapevole. L’obiettivo – continua – è la realizzazione di un portale di ‘auto-esclusione inclusiva’ come strumento con cui veicolare le politiche di prevenzione, in cui è necessaria la ‘collaborazione pubblica’ nella corretta gestione legata all’autoesclusione mediante l’utilizzo di strumenti digitali, con tecnologie che possono avvalersi dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per l’integrazione e l’analisi di dati atti a prevenire i fenomeni di disturbi da gioco d’azzardo e del gioco minorile”.

Il customer journey

La ricerca approfondisce le modalità operative e tecnologiche per attuare efficacemente questa strategia, evidenziando i benefici attesi e gli impatti potenziali. “La rete fisica di gioco in Italia – spiegano gli esperti – è stata analizzata in dettaglio per comprendere le dinamiche di accesso al gioco e le specifiche necessità di regolamentazione”. L’analisi del ‘customer journey’ ha permesso di identificare i principali punti di contatto tra il giocatore e l’ambiente di gioco, cruciali per l’attuazione delle misure di autoesclusione. “La ricerca – aggiunge Laura D’Angeli, componente del Gruppo ricerche diritti e salute del giocatore-consumatore – pone al centro il consumatore-giocatore e il suo empowerment, promuovendo il rafforzamento degli strumenti e delle iniziative informative per supportare un percorso consapevole di gioco. L’analisi approfondita del ‘customer journey’ ha consentito di individuare i principali momenti di interazione tra il giocatore e l’ambiente di gioco, contribuendo a sviluppare una visione olistica dell’autoesclusione”.

L’importanza della scelta volontaria di autoesclusione da parte del giocatore

Un aspetto centrale della ricerca è l’importanza della scelta volontaria di autoesclusione da parte del giocatore, non solo protegge i giocatori vulnerabili, ma per abilitare anche l’utilizzo dei loro dati personali per il monitoraggio e l’invio di avvisi. Le tecnologie mobili come smartphone e tablet o accessi web possono giocare un ruolo chiave permettendo un controllo continuo e discreto, con l’obiettivo di garantire un gioco più sicuro e consapevole. Questi sistemi possono gestire i dati personali in modo sicuro, stabilendo lo stato di autoesclusione dei giocatori in tempo reale. “L’ampliamento del sistema dell’autoesclusione al gioco fisico – sottolinea Cristiano Iurilli, responsabile Area legale del Gruppo ricerche diritti e salute del giocatore-consumatore – deve considerarsi un passo fondamentale per implementare una adeguata strategia volta a prevenire ed intercettare per tempo eventuali problematiche di gioco patologico o problematico. Con questa ricerca non solo l’Università di Tor Vergata vuole offrire al legislatore e al regolatore strumenti concreti per una revisione dell’attuale sistema di autoesclusione, oggi limitato al gioco online, ma si propone quale Osservatorio nazionale sull’autoesclusione per monitorare, nel continuum, il fenomeno e dunque offrire validi strumenti conoscitivi, interpretativi ed applicativi allo Stato, ai giocatori ed ai concessionari”.

Proposte soluzioni applicabili e sostenibili

A tale proposito, “la realizzazione di un framework di autoesclusione efficace, rispettoso dei diritti individuali e socialmente sostenibile – osserva Roberto Basili, del Dipartimento di Ingegneria dell’impresa – prevede una significativa base tecnologica in grado di garantire il giusto equilibrio tra automazione, fruibilità ed eticità. Le reti di telecomunicazione esistenti possono essere sfruttate da diversi servizi intelligenti per la gestione del flusso di dati necessario al supporto dell’autoescluso, rispettando la sua privacy e garantendo accuratezza. Nel progetto sono state studiate soluzioni applicabili e sostenibili, sfruttando le infrastrutture esistenti e le recenti innovazioni garantite dall’intelligenza artificiale”.
In sintesi, lo studio propone un quadro normativo-regolatorio che definisce i principali aspetti funzionali della strategia di esclusione, sottolineando l’importanza della comunicazione e dell’informazione al consumatore.

 

 

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