Non Categorizzato 22 Maggio 2020

FederSpecializzandi: «Per la fase 2 del SSN programmazione del fabbisogno di medici, informatizzazione e preparedness»

Per Roger Detels, epidemiologo americano, l’obiettivo della Sanità Pubblica è di perseguire il benessere biologico, fisico e mentale delle persone, senza distinzioni di genere, status economico, etnia, orientamento sessuale, nazionalità e posizione politica. Questo fondamentale caposaldo, il cui raggiungimento ha richiesto e richiede incessanti sacrifici, riteniamo debba ispirare le Istituzioni e la Politica nel garantire […]

di FederSpecializzandi

Per Roger Detels, epidemiologo americano, l’obiettivo della Sanità Pubblica è di perseguire il benessere biologico, fisico e mentale delle persone, senza distinzioni di genere, status economico, etnia, orientamento sessuale, nazionalità e posizione politica. Questo fondamentale caposaldo, il cui raggiungimento ha richiesto e richiede incessanti sacrifici, riteniamo debba ispirare le Istituzioni e la Politica nel garantire quotidianamente un diritto costituzionale, quello della tutela della Salute, dal Brennero a Lampedusa.

La pandemia di COVID-19 ha evidenziato le criticità del nostro Servizio Sanitario Nazionale, dovute in buona parte allo storico progressivo definanziamento, subìto soprattutto negli ultimi 10 anni. In questo quadro di sofferenza, è emersa in modo deciso la presenza su base regionale di molteplici modelli sanitari che, pur con diverse declinazioni, rimangono ad oggi per lo più ospedalocentrici. Ciò ha inevitabilmente condotto le strutture sanitarie a concentrarsi maggiormente sull’erogazione delle singole prestazioni piuttosto che nella costruzione di un percorso di promozione della salute e di un continuum unitario che comprenda le fasi di prevenzione, diagnosi, cura, assistenza e riabilitazione.

La fase Due per la Sanità, oltre alle misure di controllo e contenimento dell’attuale pandemia, riteniamo debba necessariamente passare attraverso un radicale ripensamento degli attuali modelli organizzativi e da un rifinanziamento che sia in grado di tenere conto del valore, per l’intero sistema economico e produttivo, insito nella generazione di Salute per le comunità.

Al centro del sistema devono essere poste nuovamente le Persone, pazienti ed operatori, quali principali beneficiari dell’impatto reale e concreto delle strategie sanitarie. La Politica non può non ripartire necessariamente dalle risorse umane, gli operatori sanitari di oggi e di domani. È infatti necessaria una reale programmazione volta ad individuare i professionisti sanitari in grado di rispondere ai bisogni di salute, su cui l’Italia deve investire. Il numero e la distribuzione di medici specialisti e generalisti, così come di tutti gli altri operatori sanitari, non può prescindere dall’essere calcolato sulla base del fabbisogno di salute di una tra le popolazioni più vecchie del mondo. È quindi responsabilità del Legislatore garantire che questo avvenga in maniera costante, precisa, trasparente e condivisa, sulla base delle evoluzioni che la nostra società vive al suo interno e in relazione al contesto globale in cui essa è inserita, delle scoperte scientifiche e tecnologiche.

La valorizzazione della medicina territoriale, porta di accesso al sistema ed elemento essenziale per garantire appropriatezza e sostenibilità, passa attraverso la realizzazione di sistemi informativi fortemente integrati.  La condivisione e la centralità del dato presente nei flussi e nel fascicolo sanitario elettronico, riteniamo costituisca un ponte essenziale tra ospedale e territorio in grado di garantire al professionista, specialista e generalista, l’informazione necessaria per il governo clinico sia degli aspetti di prevenzione e di controllo dell’epidemia che di presa in carico globale dell’individuo nel proprio contesto di vita.

Infine un ultimo tema, trasversale a molti settori, si è rivelato critico durante questa pandemia: la preparedness. Tale concetto, non solo tecnico ma anche culturale, raccoglie l’insieme di indirizzi e azioni volte alla definizione e all’incremento delle capacità del sistema, rendendolo pronto ad emergenze, anche complesse, come una pandemia. Migliorare la preparedness deve essere un’esigenza del Servizio Sanitario Nazionale e di tutte le Istituzioni che lo compongono e lo supportano: un’esigenza per tutti, non solo dei professionisti che operano nelle corsie, ma anche per ogni cittadino. Come il professionista sanitario è formato e preparato a gestire un’emergenza clinica, il nostro Servizio Sanitario Nazionale, chi lo supporta e lo governa, deve essere parimenti pronto a gestire un’emergenza sanitaria, preparando con competenza chi lo vive quotidianamente.

In questa situazione straordinaria sono state prese delle decisioni inattese e difficili, con un impatto durissimo sulla vita di molte persone. Non possiamo più permetterci di farci trovare impreparati, non possiamo più procrastinare scelte di sistema che non garantiscano una programmazione coerente ai bisogni e fortemente improntate al miglioramento degli esiti di salute. È ora di disegnare la fase Due del nostro Servizio Sanitario Nazionale.

 

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