Lavoro 21 Ottobre 2020 13:23

Pazienti non Covid, Magi (Sumai): «Rafforzare la specialistica sul territorio e curarli anche negli alberghi»

«Gli specialisti ambulatoriali lavorano nelle aziende sanitarie pubbliche per 20 ore settimanali. Chiediamo di raggiungere le 38 ore previste dal vigente Accordo collettivo nazionale che prevede anche le visite a domicilio, soprattutto per i pazienti fragili»

Pazienti non Covid, Magi (Sumai): «Rafforzare la specialistica sul territorio e curarli anche negli alberghi»

Il Covid-19 continua a dettare l’agenda politica, sanitaria ed economica dell’Italia: il numero dei contagi sale vertiginosamente ogni giorno e le reti ospedaliere dei servizi sanitari regionali cominciano ad organizzare i posti letto per gestire l’emergenza. Tutte le misure del Governo sono chiaramente dirette a contenere la seconda ondata dell’epidemia e questo, spesso, significa che le strutture che non possono assicurare doppi percorsi chiudono ai pazienti normali e ai malati cronici, che potranno andare in ospedale solo per controlli gravi e urgenti.

«I MALATI CRONICI PASSANO IN SECONDO PIANO E SPESSO, RINUNCIANO ALLE CURE»

A lanciare l’allarme il segretario nazionale del Sumai Assoprof, Antonio Magi che ha delineato il seguente scenario a Sanità Informazione: «Molti reparti ospedalieri chiudono in maniera importante, nel senso che non accettano più pazienti non Covid; i medici di famiglia sono oberati di lavoro perché devono occuparsi dei tamponi, dei vaccini antinfluenzali oltre alle normali attività quotidiane. Questo quadro – evidenzia – in cui Ospedali e Mmg sono impegnati a contrastare con ogni sforzo possibile la pandemia, comporta un serio problema: i malati cronici passano in secondo piano, non vengono visitati dal loro medico specialista, dal cardiologo o diabetologo e, spesso, rinunciano alle cure». Nei mesi passati, infatti, i cronici, impauriti da possibili contagi, hanno evitato di recarsi negli ospedali nonostante gli ambulatori territoriali fossero chiusi o a regime ridotto.

«CURVA DECESSI DRAMMATICAMENTE AUMENTATA»

Un grave errore, che non deve ripetersi: «Tra maggio e giugno – continua Magi – abbiamo “scoperto” che lo stop delle visite specialistiche aveva comportato un’esplosione delle liste d’attesa già fuori controllo. Le visite specialistiche ambulatoriali prenotate e saltate sono state circa 14 milioni – precisa -, 12 milioni gli esami di diagnostica per immagini non effettuati. La curva dei decessi, drammaticamente aumentata, ci conferma questo dato» commenta rammaricato.

ATTIVARE E POTENZIARE LA SPECIALISTICA AMBULATORIALE SUL TERRITORIO

La soluzione, per gli specialisti ambulatoriali del Sumai Assoprof, è solo una: potenziare l’attività specialistica sul territorio per sopperire alle eventuali carenze che, inevitabilmente, subiranno i cronici. Come fare? Aumentando il numero di ore di attività. «Oggi gli specialisti ambulatoriali lavorano nelle aziende sanitarie pubbliche per 20 ore settimanali. Chiediamo di raggiungere le 38 ore previste dal vigente Accordo collettivo nazionale che prevede anche le visite a domicilio soprattutto per i pazienti fragili».

«ROMA MI PREOCCUPA, POCHI POSTI LETTO. CREARE STRUTTURE INTERMEDIE, COME GLI ALBERGHI»

«Si, Roma mi preoccupa – ammette Magi, che è anche presidente dell’Ordine dei medici della Capitale -. Non ci sono sufficienti posti letto negli ospedali. Proprio per recuperare quelle prestazioni specialistiche, gli ospedali avevano ripreso le normali attività ma ora faticano a sistemare i pazienti, con altre patologie, che arrivano in pronto soccorso. Oltre ad aumentare i reparti Covid, sarebbe utile creare delle strutture intermedie, anche gli alberghi chiusi, con medici, infermieri e specialisti per occuparsi dei pazienti non Covid e lasciare posto ai malati più gravi negli ospedali» conclude.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Liste d’attesa: Piemonte rivoluzione sistema presa in carico e punta ad abbatterle entro fine anno
Grazie ad un budget supplementare di 50 milioni di euro già recuperati il 45 percento dei ricoveri e il 44 percento delle prestazioni ambulatoriali arretrate. A settembre al via la fase pilota del nuovo sistema per mammografie e visite cardiologiche
«Nei Pronto soccorso del Lazio si lavora in condizioni al limite del sostenibile». L’allarme dell’Omceo Roma
Il Presidente Omceo Roma, Antonio Magi, denuncia le terribili e precarie condizioni di lavoro degli operatori del Pronto soccorso e chiede alle istituzioni di intervenire per risolvere il problema della carenza di personale nei reparti di emergenza-urgenza
Lazio, via a piano straordinario per recuperare le liste di attesa
La Giunta regionale del Lazio presenta il Piano di recupero delle liste d'attesa per un investimento pari a 48 milioni di euro. Previste strutture aperte la sera e nel weekend
Liste d’attesa, la proposta CIMO-FESMED per recuperare 22 milioni di ore di assistenza l’anno
Il sindacato: «Dedicare le 4 ore a settimana previste per attività non assistenziali a prestazioni mediche aggiuntive per abbattere le liste d’attesa, prevedendo una retribuzione extra-contrattuale»
Si possono bere alcolici quando si risulta positivi al Sars-CoV-2?
Il consumo di alcolici è controindicato quando si è positivi al virus Sars CoV-2. Gli studi mostrano infatti che gli alcolici possono compromettere il sistema immunitario
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

All’11 agosto, sono 587.500.701 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.427.422 i decessi. Ad oggi, oltre 12 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dall...
Covid-19, che fare se...?

Paracetamolo o ibuprofene, cosa prendere contro i sintomi del Covid?

È la domanda che si fanno molti di coloro che sono stati colpiti lievemente dal virus Sars-CoV-2
Salute

Troppi malori improvvisi tra i giovani, uno studio rivela la causa

Alessandro Capucci, professore ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare, spiega come un eccesso di catecolamine circolanti possa determinare un danno cardiaco a volte fatale