Salute 7 Ottobre 2019

Big Data e ambiente, Desideri (ISS): «Il 30% delle cause di mortalità per tumore sono da ricondurre agli stili di vita»

«L’ambiente di vita e di lavoro deve essere al centro delle politiche del sistema sanitario pubblico» ha evidenziato Enrico Desideri, Presidente Fondazione ISS, a margine del congresso Big Data in Health di cui Sanità Informazione è stata media partner. E sul diritto dei cittadini ad intraprendere azioni legali per la mancata tutela della salute: «I cittadini devono alzare la voce e farsi sentire»

«I Big Data devono essere d’aiuto e supporto per la prevenzione. Gli stili di vita rappresentano il 30% delle cause di mortalità per tumore, il fumo da solo il 33% e l’ambiente lavorativo il 5%». Dalle indagini e analisi di Enrico Desideri (Presidente Fondazione ISS) emerge che i Big Data possono essere utili alla ricerca per avere una visione globale dello stato di salute della popolazione di una singola regione o città.

«Lo studio è nato da un’indagine epidemiologica del 2010 che ha dimostrato come le sottopopolazioni non istruite, più povere e a basso reddito vivevano molto meno e costavano di più al SSN» ha spiegato Desideri a margine della tre giorni Big Data in Health che si è svolta recentemente al Consiglio nazionale delle ricerche di Roma. «In realtà – ha continuato ai nostri microfoni il presidente della Fondazione ISS – se seguiti bene i cittadini vivono di più meglio, si ammalano meno e diminuiscono i costi per il sistema».

«I dati sanitari fanno parte di un complesso di nuove informazioni che siamo soliti chiamare Big Data – ha aggiunto l’avvocato Alberto Improda (Studio legale Improda) intervistato da Sanità Informazione – la loro tutela dati passa per l’utilizzo di strumenti tradizionali in ambito giuridico che necessitano di un adattamento e di un’evoluzione per essere conforme rispetto alla specificità di questa realtà così innovativa e inesplorata».

Un supporto al nuovo Regolamento europeo per coniugare il diritto alla salute con il diritto alla privacy, può arrivare dalla tecnologia Blockchain, che traccia e registra i dati in maniera sicura e attendibile. «La Blockchain è una realtà estremante interessante e ancora in piena evoluzione le cui applicazioni pratiche si stanno moltiplicando di settimana in settimana. Certamente – ha sostenuto l’avvocato Improda – in questo ambito può essere una risorsa particolarmente preziosa, perché presenta caratteristiche perfettamente consone alle esigenze del mondo sanitario: l’immodificabilità, la certezza e anche il rapporto di fiducia che sottintende all’intero sistema Blockchain».

Nella prevenzione e tutela della salute pubblica un grande ruolo è svolto dall’ambiente in cui si vive e lavora: «In generale – ha ricordato Desideri – le aree urbane come Roma espongono i cittadini a inquinanti ambientali inusitati: pensiamo agli idrocarburi che escono dai vecchi diesel. In più, c’è, nuovamente, un’emergenza rifiuti. Ricordo a tutti – ha specificato – che i rifiuti sono un pablum di crescita straordinaria per i batteri, soprattutto quelli a trasmissione oro-fecale. Chi non ha sentito parlare del New Delhi? A noi sani non ci succede niente, ma ci sono quei pazienti anziani e vulnerabili che possono morire per questa esposizione. Per questo, il tema dell’ambiente di vita e di lavoro deve essere nel centro delle politiche del sistema pubblico sanitario» ha concluso.

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