Lavoro 28 luglio 2015

«18 ore in corsia e una pressione insostenibile». Tutta la verità sui turni massacranti

Le testimonianze dei medici mentre il governo prepara nuovi tagli: «Necessario un cambio di rotta per il bene della professione». Ondata di ricorsi per la violazione della direttiva europea 2003/88

Immagine articolo

Coscienza, spirito di sacrificio e professionalità. Così i medici vanno avanti nonostante le tante difficoltà che devono affrontare. Non da ultimi i tagli alla sanità nella manovra attualmente in discussione che, se da un lato – nelle intenzioni dell’esecutivo – andranno a colpire «sprechi e doppioni», dall’altro potrebbero gravare ancora di più su un personale medico già ridotto all’osso.


Ed uno dei problemi più sentiti resta quello dei turni massacranti: a causa della riduzione del personale e del turn over bloccato, si lavora ben oltre i limiti fisici ed anche quelli orari, imposti dalla direttiva europea 2003/88. Una violazione che sta già producendo una valanga di ricorsi e ha smosso anche il mondo delle istituzioni. Nel frattempo ai microfoni di Sanità informazione continuano ad arrivare le testimonianze dei diretti interessati. Come nel caso della dottoressa Antonia Francesca Braione e il dottor Antonio Laborante.

«Ora sforo solo di qualche ora – racconta la dottoressa Braione, specialista in diabetologia – non facendo più i turni di notte. Quando li facevo, invece, arrivavo anche alle 18 ore di lavoro ininterrotto. Lavoravo non solo la notte, ma anche il mattino successivo».

«Credo che il medico debba lavorare in serenità – osserva invece il dottor Laborante, oftalmologo – ma in molti ospedali, purtroppo, gli orari di lavoro sono davvero insostenibili: ho testimonianze di coordinatori infermieristici e di altri miei colleghi responsabili di reparto che hanno difficoltà a far quadrare i turni». Fatto, questo, che «determina una ingiustizia lavorativa», per colpa della quale «il professionista trova difficoltà nell’esprimere al meglio le proprie potenzialità», con conseguente aumento dei rischi corsi dal paziente: «Quando si lavora con poca serenità e con la pressione di turni lavorativi eccessivi aumentano,  purtroppo, le possibilità di errore».

E con il super carico di lavoro, aumenta a dismisura anche lo stress dei camici bianchi, che arrivano spremuti davanti a pazienti con la denuncia sempre più facile. Ed anche se statisticamente sono quasi tutte infondate e la percentuale delle condanne infinitesimale, si genera comunque un circola vizioso.

«Non è un problema di mera turnazione – continua il dottor Laborante – ma di mentalità. Ed è una mentalità che allontana i medici dalle sale operatorie. A meno di un’inversione di tendenza, ci saranno sempre meno chirurghi disposti a correre rischi eccessivi. L’atteggiamento persecutorio nei confronti dell’intera categoria medica è controproducente. E’ giusto colpire il singolo se sbaglia – conclude il medico – ma è anche opportuno distinguere quando, spesso, le responsabilità sono organizzative o amministrative».

Appare evidente, però, che nei professionisti sanitari sottoposti a questo tipo di orari di lavoro scatti una molla che li spinge, qualunque cosa accada, a non fermarsi mai: «Abbiamo davanti esseri umani – osserva la dottoressa Braione – e in certe cose il lavoro non può essere fatto a metà. Non è come una pratica che lasci in un cassetto e la ritrovi il giorno dopo. Il “giorno dopo”, con un paziente, potrebbe essere troppo tardi».

Articoli correlati
Contenziosi medici-pazienti, Pierpaolo Sileri (M5S): «Arbitrato salute idea vincente, riduce i costi per il SSN e scoraggia la medicina difensiva»
«In tutto il percorso diagnostico-terapeutico del paziente possono essere commessi errori: dalla diagnosi fino alla terapia. A volte, si tratta di errori indiretti causati dal sistema ospedale che non sono riconducibili alla responsabilità del singolo medico» specifica il presidente della Commissione Sanità del Senato
di Viviana Franzellitti e Giovanni Cedrone
Medici nel mirino delle denunce: accusati di errori chirurgici, diagnosi sbagliate e terapie scorrette
Al fianco dei medici scende in campo la task force legale di Consulcesi & Partners, che dopo l'evento al Ministero della Salute ha ricevuto migliaia di segnalazioni: al primo posto ci sono gli errori chirurgici (37,9% dei casi), seguono le diagnosi sbagliate (15,5%) e le terapie scorrette (10,2%)
Il doppio filtro della Legge Gelli 24/2017
Avvocato Daniela Nazzaro
di Avvocato Daniela Nazzaro
Medicina difensiva, Rampelli (UIF): «Medico sottoposto a ‘tiro al piccione’. Occorre modificare questo habitat mentale»
«Serve un intervento legislativo per aiutare le strutture sanitarie a districarsi in caso di necessità. Legge Gelli utile ma va completata», così a Sanità Informazione Elisabetta Rampelli, presidente nazionale Unione Italiana Forense
Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019
La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azione collettiva, il Presidente di Consulcesi Massimo Tortorella: «Altri 1521 medici hanno visto riconosciuto il loro diritto, la nostra battaglia per tutti gli altri proseguirà con ancora più forza in questo 2019: fondamentale proseguire le cause già avviate e intraprendere le nuove»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Taglio pensioni e quota 100, che succede ai medici iscritti all’Enpam? Parla il vicepresidente Malagnino

Ad agosto le prime uscite dei dipendenti pubblici con 62 anni di età e 38 di contributi. Secondo i sindacati, saranno circa mille i medici che ogni anno approfitteranno della riforma pensionistica, c...
Sanità internazionale

La lettera di un medico stressato: «Il mio lavoro sta prosciugando la mia umanità»

«L’ultimo tuo contatto umano, poco prima che le tue condizioni peggiorassero velocemente e morissi, è stato con un medico stressato e distaccato, che ha interrotto il tuo ricordo felice. Ti chiedo...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...