Salute 23 Febbraio 2021 13:03

Sugli operatori sanitari il vaccino funziona: i contagi scendono e l’immunità sfiora il 100%

I contagi tra gli operatori sanitari si sono più che dimezzati in meno di un mese. Il vaccino Pfizer rende immuni e la campagna sta funzionando. In ospedale vicini alla totalità dei vaccinati. In un’indagine Fadoi le motivazioni dei professionisti: il 65% si è vaccinato per i propri pazienti

Sugli operatori sanitari il vaccino funziona: i contagi scendono e l’immunità sfiora il 100%

Sono stati la prima categoria indicata per il vaccino anti-Covid e saranno la prima a completare il ciclo di immunizzazione. I medici e il personale sanitario dopo due mesi di somministrazioni di massa mostrano i risultati della campagna vaccinale. L’80% dei 1,4 milioni di operatori hanno ricevuto almeno una dose, percentuale che si alza al 90-95% per chi lavora tra le mura degli ospedali.

Secondo i risultati esposti dalla Fondazione Gimbe, due settimane fa i contagi tra i professionisti sanitari erano scesi del 64,2% rispetto al mese precedente, passando da quasi 5mila casi in sette giorni a meno di 1.500 e in continuo abbassamento. Un primo successo per l’Italia che respira di fronte alla speranza di una prossima protezione totale delle sue risorse più importanti contro la pandemia.

Vaccinazione, dalla sanità un “sì” convinto

Alla vaccinazione medici e infermieri hanno risposto con entusiasmo: oltre il 90% dei consensi per entrambe le categorie secondo i dati Fnomceo e Fnopi. Secondo un’indagine Fadoi (Federazione dei medici internisti ospedalieri), fatta su 1.022 operatori sanitari in vari ruoli, tutti l’hanno fatto consapevolmente. Nel 78,8% dei casi si sono informati su articoli scientifici, nel 22,7% hanno seguito webinar dedicati. Il 51,4% si è affidato alle opinioni di colleghi esperti, mentre il 20,3% a fonti media e social.

Il 23% di chi ancora non ha fatto il vaccino imputa l’evento a difficoltà organizzative dell’azienda, mentre la stragrande maggioranza (32%) ha scelto “altre risposte”. Le più comuni: una recente guarigione da Covid, lo stato di gravidanza o allattamento, l’attesa di una convocazione. Solo nel 9% dei casi si è trattato di una scelta personale.

Se si pensa che il 20% degli intervistati Fadoi aveva riportato di aver già contratto Covid si genere un’idea chiara del rischio a cui la categoria è esposta. Il 73% ha dichiarato di aver avuto sintomi che non hanno però richiesto il ricorso al ricovero, necessario invece per il 7% dei casi.

Chi si è sottoposto alla vaccinazione ha dato motivazioni facilmente immaginabili da parte di chi ogni giorno si dedica alla cura degli altri. Nel 77,2% lo ha per proteggere i propri cari e nel 72,7% sé stesso e la sua attività. Mentre rispettivamente nel 65% e nel 57,6% dei casi la scelta è stata dovuta a una volontà di protezione dei propri pazienti o a quella di favorire un più rapido ritorno alla normalità per tutti.

Fonte: ISS

Pfizer è una garanzia, ma non è concesso a tutti

Il vaccino prestabilito, in questo caso, è quasi sempre Pfizer. Il prodotto americano veniva già da test clinici piuttosto promettenti, ma i dati più recenti ne hanno ulteriormente confermato gli ottimi risultati. La barriera anticorpale, scrive Fadoi, si alza nel 100% dei casi. Così confermano anche i test sierologici effettuati dal 12% degli operatori sanitari. Ferma al 37% la percentuale di persone che hanno rilevato effetti collaterali. Nella maggior parte dei casi si trattava di dolore al sito dell’iniezione, nel 10% di malessere generale e dolori muscolari. Per pochissimi febbre e tachicardia.

Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, ha espresso a Sanità Informazione estrema soddisfazione per questi primi risultati. «Finalmente guardiamo con un po’ di fiducia al prossimo futuro – ha detto – perché il vaccino ha ridotto il numero dei contagi tra gli operatori sanitari. Come avevamo previsto si è rivelato il miglior dispositivo per preservarli dalla malattia».

Il presidente ha approfittato anche per ricordare che alcuni operatori sanitari sono rimasti indietro nella vaccinazione: primi tra tutti i libero professionisti. «Proprio per questo – ha aggiunto – dovrebbe essere assicurato a tutti gli operatori sanitari: tanti ancora non lo hanno ricevuto. Ricordo che al primo posto tra le priorità stabilite dal piano vaccinale nazionale è quella di vaccinare tutti gli operatori della salute e credo che questo obiettivo vada perseguito sempre e comunque».

Il problema sepolto: la condizione psicologica dei professionisti sanitari

Quel che rimane per ora sepolto, e che si rivelerà un problema di certo in seguito, è la condizione psicologica dei professionisti della sanità. Ciò che hanno visto e i tanti decessi di cui molti sono stati testimoni hanno avuto un influsso fortemente negativo sulla loro psiche. Il 58% teme anche solo di uscire di casa, il 55,9% teme per il futuro e il 45,5% si sente isolato e impossibilitato a spiegare la propria sensazione.

Queste sensazioni prolungate troppo a lungo e per tanto tempo ignorate a causa di problemi più gravi portano però a problematiche che possono rivelarsi pericolose per il proprio lavoro. Il 49,3% accusa irritabilità e ansia, il 19% difficoltà di concentrazione e il 12,5% difficoltà di memorizzazione.

«Preoccupano – ha dichiarato Dario Manfellotto, presidente Fadoi – i segnali di stress al quale è stato sottoposto in questi mesi di lotta al virus il personale sanitario, spesso costretto a lavorare in situazioni difficili per carenze d’organico e turni di lavoro massacranti. Per questo riteniamo quanto mai urgente che si avvii un piano di assunzioni nel comparto sanitario utilizzando le risorse del Recovery Plan, che prevede espressamente il rafforzamento dei reparti di medicina interna»

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Giornata mondiale malattie rare, Bartoli (Omar): «Inserire malati rari nelle liste di priorità del piano vaccinale»
La direttrice di Omar, nell’intervista a Sanità Informazione, richiama l’attenzione anche sui caregiver: «Dove non si può proteggere il paziente bisogna tutelare le persone vicine e a stretto contatto»
Snami Lazio: «Sì alla campagna vaccinale anti-Covid ma tutele per i medici vaccinatori»
Il sindacato autonomo dei medici Snami ha aderito alla Campagna vaccinale anti-COVID-19 organizzata nella Regione Lazio, ma ha chiesto di tenere conto di alcune precisazioni nell’elaborazione del Dispositivo Regionale attutativo (DCA). «Lo SNAMI Lazio – si legge in un comunicato – dopo il Comitato regionale per la Medicina generale svoltosi in data 12/2 u.s., ha […]
Covid, Senior Italia FederAnziani: «Da inizio anno quasi 20mila morti»
Il Presidente Messina: «Chiediamo cambio di passo su campagna vaccinale per arrivare a immunità di gregge e salvare migliaia di vite dei nostri anziani»
I libero professionisti non vogliono il vaccino AstraZeneca. Magi (OMCeO Roma): «Hanno diritto di rifiutarlo»
Nell'Hub vaccinale dell’aeroporto di Fiumicino è iniziata la somministrazione di AstraZeneca ai medici liberi professionisti e altri sanitari under 55. L’inoculazione del siero inglese, anziché Pfizer o Moderna, ha provocato polemiche. Il presidente dell'Ordine dei Medici di Roma: «Non ci sono vaccini di serie A e di serie B»
Covid-19, tutto sul vaccino made in Italy ReiThera – Spallanzani
Il vaccino Spallanzani-Reithera Grad-Cov-2 raccoglie i frutti della sperimentazione. La Fase 2 partirà a breve e vedrà arruolati 900 volontari: si punta ad averlo già a settembre
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 26 febbraio, sono 113.025.730 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.507.803 i decessi. Ad oggi, oltre 221,80 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata da...
Cause

Dermatologa condannata a pagare 90mila euro, l’assicurazione le nega la copertura: «Colleghi, attenzione alla clausola claims made»

In Italia succede che un medico possa pagare per anni un’assicurazione che poi, nel momento in cui riceve una richiesta risarcitoria, non vale più. Una stortura che potrebbe essere risolta con un d...
Professioni Sanitarie

Osteopati, raggiunto l’accordo per la definizione del profilo professionale ma manca il decreto attuativo

Sciomachen (ROI): «Il Miur istituirà il percorso di laurea triennale in osteopatia. A completare l’iter verso il riconoscimento tra le professioni sanitarie sarà, poi, l’equipollenza dei titoli...
di Isabella Faggiano