Salute 23 Ottobre 2020 11:43

Cos’è la pandemic fatigue? L’esperto ci spiega perché ne soffre il 60% degli europei

Spossatezza e sfiducia nelle regole, nella seconda ondata tanti sentono la pandemic fatigue. Cosa succede nel nostro cervello? Il professor Vitiello (coordinatore “Lavoro” OdP Lazio) spiega come contrastarla

Cos’è la pandemic fatigue? L’esperto ci spiega perché ne soffre il 60% degli europei

Stanchezza, sfiducia e svogliatezza nel rispetto delle regole. Se anche voi vi siete sentiti così e avete cercato di trovare un nome a questa sensazione, ora c’è. Si chiama “pandemic fatigue” e l’Organizzazione mondiale della Sanità la definisce «la tendenza a sentirsi demotivati nel seguire i comportamenti raccomandati per proteggere sé stessi e gli altri dal virus Sars-CoV-2». In una recente conferenza Hans Kluge, direttore Oms per la regione europea, ha annunciato che oltre il 60% degli europei ne soffre al momento. E sta diventando un problema per la gestione della salute pubblica in questo momento di crisi.

Ma come si riconosce la pandemic fatigue e c’è un modo per contrastarla? Sanità Informazione lo ha chiesto al professor Marco Vitiello, psicologo del lavoro e delle organizzazioni e coordinatore “Lavoro” per l’Ordine degli psicologi del Lazio.

COS’È LA PANDEMIC FATIGUE

«Nella stessa definizione – spiega – c’è il termine “fatica” che funziona sia sul campo fisico che mentale». Il meccanismo che si attua nel nostro cervello, durante la convivenza prolungata con questa emergenza sanitaria, trasmette una sensazione di sconfitta che distrae dall’impegno necessario contro il contagio e affatica anche fisicamente. «La nostra psiche può generare delle sostanze che hanno un effetto fisiologico sul nostro corpo. La melatonina e il cortisolo ad esempio: la prima che porta a spossatezza e appesantimento fisico e il secondo che invece induce l’eccessivo stress», analizza tecnicamente l’esperto.

«L’esplosione di queste due polarità genera quasi un burnout proprio perché non è possibile vedere un orizzonte chiaro di miglioramento di questa situazione», aggiunge. La pandemic fatigue dunque, dipende più di tutto dal tempo. Un valore a cui la modernità ci ha abituato a dare il massimo peso e che adesso ci scorre davanti lasciandoci impotenti, tra quarantene e isolamenti. Un’esposizione prolungata sconfigge anche la paura. Quella che la professoressa Cornelia Betsch dell’università di Erfurt in Germania descrive come il principale motivatore al comportamento protettivo. Ma «la paura si cancella quando la popolazione si abitua alla minaccia e si ripetono le stesse abitudini nel tempo», è chiarito sul sito Oms.

SECONDA ONDATA E SFIDUCIA: COSA CI SUCCEDE?

«La seconda ondata ha risvegliato questo meccanismo – insiste Vitiello – che le riaperture estive avevano sopito, e qui c’è stato lo “schianto” per molti». Su ognuno di noi, infatti, ha effetto la difficoltà in cui si trova di nuovo il sistema sanitario che preannuncia una situazione già vista. «Le persone, anche se non provano più lo stesso stress di prima, come in sovra-apprendimento sanno già a cosa questo porta e sentono gli effetti psichici ancora prima che arrivi il pericolo vero e proprio», spiega ancora. I casi di positività sempre più vicino casa, la mancanza di zone più a rischio di altre, e lo «slalom continuo tra isolamenti fiduciari e quarantene imposte dal lavoro e dalle scuole dei figli» innescano il processo mentale.

Potrebbe la pandemic fatigue e la relativa “stanchezza da misure restrittive” aver portato al rialzo dei contagi? Su questo Vitiello è cauto, specifica che non c’è mai una sola causa per una conseguenza così grande. «Di certo però l’affaticamento generale ha avvicinato molti più soggetti a posizioni fataliste o addirittura negazioniste», specifica.

«Esiste una dimensione dentro di noi, di nome locus of control, che stabilisce come siamo posizionati rispetto all’incidenza che possiamo avere sugli accadimenti. In questo momento chi aveva maggiormente il controllo sul futuro e sugli eventi sente che quell’atteggiamento non è corrisposto dalle cose che accadono, si sente in balia degli eventi» e si rompe.

I PIÙ COLPITI DALLA PANDEMIC FATIGUE

Ci sono categorie più esposte di altre alla pandemic fatigue e, spesso, sono le più vicine al problema. Chi affronta il virus in prima linea e non si sente aiutato da chi cerca di aiutare, sente l’impotenza e la paura contemporaneamente. «Come fascia di età sicuramente soffre quella tra i 35 e i 55 anni, che è contemporaneamente genitore e figlio, e sente il peso di dover proteggere e tranquillizzare tutti senza sapere come», approfondisce Vitiello.

C’è un modo per contrastare questa diffusa problematica? «Bisogna sfidarsi a mantenere alta la soglia dell’attenzione – insiste il professore – e crearsi delle piccole progettualità realizzabili con queste nuove regole. Inseguire nuovi spunti e tornare ad avere una propensione per il futuro. Così fa quel 40% di europei che non vive la pandemic fatigue. Non si fermano e provano a guardare oltre». Il consulto psicologico, inoltre, deve essere una soluzione a cui ricorrere, anche con le limitazioni. Le tele-sedute funzionano e fanno sentire meno soli.

PARTECIPARE CONTRO LA SFIDUCIA

Ai governi di un’Europa penalizzata dal suo stesso benessere, che ora non sa come affrontare una difficoltà inattesa, la raccomandazione da dare è quella di «coinvolgere i cittadini». «Le nuove strategie – conclude Vitiello – possono e devono essere condivise. Con numeri di difficoltà psicologiche così grandi i piccoli esempi e le isole felici non bastano più. Bisogna tornare a sentirsi una comunità che lavora per un obbiettivo comune. La voglia di partecipazione e quella di aiutare combattono per definizione sfiducia e spossatezza».

 

Iscriviti alla newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Terapia domiciliare Covid, Ministero ricorre al Consiglio di Stato. Il Comitato: «Ricorso in appello va contro voto del Senato»
«Chiediamo al Ministro della Salute Speranza delucidazioni in merito alla decisione di ricorrere in Appello, alla luce dell’opposto indirizzo votato dal Senato» scrive in una nota Erich Grimaldi, Presidente del Comitato Cure Domiciliari Covid-19
Vaccini, Regimenti (Lega): «Velocizzare campagna e puntare su produzione in Ue»
«L'Italia e l'Europa hanno tutto il potenziale per produrre i vaccini sul proprio territorio» sottolinea l'eurodeputata della Lega Luisa Regimenti
Riaperture, Vineis (CSS): «Così si rischia di mantenere lunga coda dell’epidemia»
La chiave del successo inglese: un lockdown incisivo «pianificato e temporizzato» e una vaccinazione rapida ed efficace. L’intervista a Paolo Vineis, professore di epidemiologia all’Imperial College di Londra e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità
La vitamina C e la vitamina D prevengono il contagio da Covid-19?
Cosa dice la Circolare del 30 novembre 2020 del Ministero della Salute sulla “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2”
Covid, per sanitari turni massacranti e ferie negate. Boom di richieste d’aiuto a Consulcesi: +30% in un anno
Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi. «Per i medici gli straordinari sono diventati 'ordinari'. Siamo al fianco dei nostri eroi affinché ricevano il giusto riconoscimento per i sacrifici che continuano a fare»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 21 aprile, sono 142.964.759 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.044.492 i decessi. Ad oggi, oltre 919,60 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Salute

Terapia domiciliare anti-Covid, guida all’uso dei farmaci

Antivirali, antitrombotici, antibiotici e cortisone: facciamo chiarezza con gli esperti della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) ed il dirigente medico in Medicina Interna presso l&rs...
Politica

Cosa prevede il nuovo decreto legge, tra scudo penale e obbligo vaccinale per i sanitari

Licenziato il nuovo decreto legge a firma del Consiglio dei Ministri. Tutta Italia rossa e arancione fino al 30 aprile, ma scuole aperte fino al primo anno di secondaria. Arrivano obbligo vaccini per ...