Diritto 30 Gennaio 2019

Medicina difensiva, Rampelli (UIF): «Medico sottoposto a ‘tiro al piccione’. Occorre modificare questo habitat mentale»

«Serve un intervento legislativo per aiutare le strutture sanitarie a districarsi in caso di necessità. Legge Gelli utile ma va completata», così a Sanità Informazione Elisabetta Rampelli, presidente nazionale Unione Italiana Forense

Immagine articolo

«Un tiro al piccione», così Elisabetta Rampelli, presidente nazionale UIF – Unione Italiana Forense, definisce l’atteggiamento vessatorio a cui, spesso, vengono sottoposti i liberi professionisti e soprattutto la categoria dei medici. «Esercitare una professione con la spada di Damocle di qualcuno che è pronto a cogliere qualunque tipo di sbavatura tu possa compiere, non ti dà libertà di azione e provoca una perdita di fiducia nella professione che si è scelto di praticare». Così commenta a Sanità Informazione la presidente Rampelli in occasione del convegno ‘Avvocati e medici. I profili delle responsabilità e le strategie difensive’ organizzato presso la Corte d’Appello di Roma con OMCeO Roma e la partnership media della nostra testata.

La medicina difensiva è la risposta «ad una corsa al risarcimento sempre più forsennata» spiega la dottoressa che sottolinea quanto, negli ultimi anni, la posizione dei professionisti sanitari sia diventata difficoltosa «praticamente si lavora nella paura costante, è come camminare sulle uova», aggiunge Rampelli.

«C’è stato un periodo in cui i medici sono stati veramente oggetto di processi a iosa, una vera e propria ‘persecuzione’ nei loro confronti, senza tener conto del contesto in cui questi professionisti operano – prosegue -. Non dimentichiamo che gli ospedali sono sotto organico, che i turni di lavoro sono massacranti, che nonostante le sentenze europee, ai medici vengono imposti turni di lavoro che non tengono conto dei parametri stabiliti dalle direttive europee».

«Noi come associazione abbiamo sempre contrastato questo ‘accanimento’ che oltretutto lascia delle cicatrici importanti sia personali che professionali. Io credo – continua la Rampelli -, che sarebbe stato sufficiente che in passato qualche sentenza del Tribunale avesse rimesso in ordine quelli che sono i confini dell’attività professionale, per evitare oltre il danno al professionista, anche il grosso danno per lo Stato che questa medicina cosiddetta ‘difensiva’ provoca».

«Non dico che il medico non faccia errori – tiene a specificare la presidente -, lo stesso discorso vale per gli avvocati: è evidente che ci siano degli avvocati non preparati che sbagliano, questo nessuno lo mette in dubbio, ma è anche evidente che non si può stabilire a monte il risultato di un processo o di una controversia, perché non dipende solo dall’avvocato. Così come non si può decidere di non pagare un avvocato se non consegue un risultato, l’attività professionale è molto più complessa di come la si vuole far apparire. La stessa cosa vale per la professione medica».

LEGGI ANCHE: TRIBUNALE DELLA SALUTE, PIERPAOLO SILERI (M5S): «PAZIENTI E MEDICI SONO DALLA STESSA PARTE. UN LUOGO DI DIALOGO AIUTEREBBE A EVITARE DENUNCE»

Dunque «dovrebbe cambiare il sistema», fa notare la presidente UIF – Unione Italiana Forense che auspica un intervento legislativo per aiutare le strutture sanitarie a destreggiarsi in caso di necessità: «Quando c’è evidenza del danno – aggiunge -, teoricamente le aziende sanitarie potrebbero essere portate a concludere con un accordo, ma spesso non lo fanno perché i funzionari demandati a concludere la transazione, assumono in proprio una responsabilità risarcitoria che deve passare il vaglio della Corte dei Conti. La paura di essere citati per danno erariale dal procuratore della Corte dei Conti, innesca un meccanismo perverso rispetto al quale è molto difficile venirne fuori anche quando si riuscisse a dimostrare legittimità del proprio operato. Si tratta di un habitat mentale che va trasformato».

«Ritengo che, almeno in questo senso, la legge Gelli abbia posto dei freni. Infatti se non altro si sono limitate le ipotesi in cui automaticamente si finiva sotto processo. Ma in ogni caso è necessario rivedere la normativa per bloccare l’esborso costante dello Stato per i risarcimenti e per la medicina preventiva. Soprattutto – conclude -, è il momento di tutelare i professionisti per impedire che si disinnamorino del loro lavoro che è una professione non solo costituzionalmente prevista, ma da svolgere con passione e dedizione e non sotto costante minaccia».

Articoli correlati
Giovani medici, Pollifrone (Cao Roma): «Ecco come l’Ordine vi supporta e agevola nell’avviamento alla professione»
«Corsi formativi, il 50% della quota d’iscrizione per i primi tre anni, le consulenze legali e commerciali da parte nei nostri esperti e l’apertura di uno studio medico in sole 24 ore» così Brunello Pollifrone, Presidente Cao
Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo
L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna, Irlanda, Germania e Grecia. Consulcesi avvia la battaglia legale per tutelare i medici e ottenere i risarcimenti
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone
Dalla carriera all’aumento economico, tutto quello che c’è da sapere sul contratto dei medici. E su cosa si dividono i sindacati
Un vademecum del sindacato Anaao-Assomed ha provato a riassumere i punti qualificanti del contratto della dirigenza medica. Ma su molti aspetti le interpretazioni dei sindacati firmatari e quelli contrari divergono. Ecco una mappa con le diverse posizioni
Malpractice, i chirurghi scrivono al Ministro Grillo: «Basta pubblicità ingannevole. Ridurre contezioso medico-paziente»
Una lettera aperta del Collegio Italiano dei Chirurghi indirizzata la Ministro della Salute, Giulia Grillo riporta di nuovo l'attenzione sulle pubblicità che promuovono azioni legali temerarie nei confronti dei medici italiani
Incontro Bussetti-FNOMCeO, obiettivo superare l’imbuto formativo. Anelli: «Allineare numero borse e numero laureati»
Incontro al Miur tra delegazione FNOMCeO e il ministro dell'Istruzione. «Una delle ipotesi al vaglio potrebbe essere quella di un piano straordinario, da condividere con il Ministro della Salute Giulia Grillo, che prevederà, per i prossimi anni, un canale aggiuntivo di accesso alle scuole, con una quota di contratti riservati a coloro che, già laureati da un certo tempo, non abbiano trovato posto nelle specializzazioni», spiega il presidente FNOMCeO Anelli
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Il medico di famiglia che paga di tasca propria lo psicologo per i suoi pazienti: la storia di Antonio Antonaci

A Galatina i “precursori” del decreto Calabria. La psicologa: «La compresenza di queste due figure professionali all’interno dello studio di medicina generale limita l’assunzione di farmaci e...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Riposo dopo la reperibilità, Spedicato (Fems): «In altri Paesi europei sempre garantito recupero di 24-48 ore»

La delegata della Federazione europea dei medici salariati illustra il funzionamento dell’istituto della reperibilità nel resto d’Europa: in Slovenia c’è una soglia limite oltre la quale diven...
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Lavoro

Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo

L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna...
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone