Formazione 11 Dicembre 2019

«Medici ignoranti», il duro attacco di Panorama: «Chi non si aggiorna mette a rischio la salute dei pazienti»

Pubblicata sulle pagine della rivista un’inchiesta shock: «A seguire davvero i corsi è un medico su due o poco più. Depennati più di 6.500 medici competenti non aggiornati». La preoccupazione delle associazioni: «A rischio rapporto medico-paziente»

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«Pensate che il vostro dottore sia professionalmente valido? Chiedetegli se, ogni anno, partecipa alla formazione obbligatoria per la sua categoria. Potrebbe far parte di quella metà dei camici bianchi (in Italia, sono in tutto un milione e 200 mila) che non ritiene opportuno doversi aggiornare su scoperte, terapie, progressi scientifici. Mettendo a rischio la salute dei propri pazienti». È questo il succo del duro attacco pubblicato questa mattina da Panorama nei confronti della classe medica, o perlomeno di quella nutrita percentuale di operatori sanitari che non rispetta l’obbligo ECM. Il titolo del pezzo è, se possibile, ancora più forte: «I medici ignoranti danneggiano anche te».

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Le due pagine del numero da oggi in edicola sono un elenco di numeri e dati tutt’altro che confortanti. Secondo gli autori, che citano un’indagine del Cogeaps (il Consorzio gestione anagrafica patrimonio sanitario), «stando all’ultimo rapporto relativo al triennio 2014/2016, solo il 54 per cento dei camici bianchi è in regola con i programmi di aggiornamento previsti dalla normativa, mentre oltre il 40 per cento rischia sanzioni disciplinari perché non segue i corsi». A conti fatti, dunque, «a seguire davvero i corsi è un medico su due. Proprio quest’anno – rivelano Piazza e Tirinnanzi – il Ministero della Salute si è visto costretto a depennare più di 6.500 medici, sia pur competenti ma “non aggiornati”».

Un aspetto chiave di questa vicenda riguarda poi il sistema sanzionatorio: «I provvedimenti per i medici che non si aggiornano – si può ancora leggere nell’inchiesta – sono regolate dalla Legge Lorenzin 3/2017 […]. E la legge stabilisce che a verificare per ogni medico il requisito formativo debbano essere gli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri provinciali. Se ciò non accade – spiegano gli autori –, la Commissione nazionale ECM deve richiedere che ogni Ordine inadempiente si adoperi in tal senso. Ed è proprio qui che emerge in tutta la sua evidenza il conflitto di interesse che sinora ha reso impossibile sanzionare chi non si è aggiornato: a decidere i provvedimenti sono gli stessi medici che dovrebbero essere “puniti”. Basterebbe – è l’idea degli autori del pezzo – creare un organismo indipendente che avesse il potere di sanzionare chi non è in regola. Ma la sua creazione è ben lontana dal vedere la luce».

Questa situazione avrebbe diverse conseguenze negative. Luigi Gabriele, responsabile affari istituzionali di Adiconsum (Associazione difesa consumatori e ambiente), intervistato dagli autori si dice preoccupato «non solo per il rapporto medico-paziente, che presto potrebbe venir meno, ma anche per la percezione immediata che il malato ha sulla competenza del medico che si trova di fronte». Emerge dunque, da queste parole, un disagio importante da parte dei pazienti. «La salute è un diritto e la sua tutela un obbligo di legge», scrivono i due autori nell’incipit del pezzo. Il rischio è che, per colpa di chi non rispetta tale obbligo, sia tutta la classe medica – e quindi anche chi aggiorna le proprie competenze con costanza e dedizione – a farci una brutta, pessima figura.

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