Salute 13 Luglio 2022 12:43

Zuccarelli (OMCeO Napoli): «Sanità a rischio collasso, subito quarta dose e assunzioni»

«Tra Covid-19 e fuga dagli ospedali pubblici il personale è all’osso. Rischiamo un autunno drammatico»

Il vero nodo su cui investire per la sanità del futuro? Le risorse umane. “Perché possiamo avere 30 Ferrari pronte a correre, ma se non ci sono piloti, le Ferrari restano in garage”. A fare questo paragone calzante, che ben dipinge le enormi potenzialità della sanità italiana che rischia tuttavia il collasso sotto il peso del personale mancante, è Bruno Zuccarelli, presidente dell’OMCeO di Napoli, intervistato dalle telecamere di Sanità Informazione. Che ci parla anche della necessità di ripensare contenuti e modalità dell’aggiornamento continuo in medicina, per una formazione più fruibile e insieme più al passo coi tempi, ma anche dell’importanza di mettere al sicuro dal Covid-19 una categoria già profondamente in sofferenza: gli operatori sanitari.

Presidente, lei è stato molto chiaro in questi giorni: quarta dose subito per gli operatori sanitari…

«Assolutamente sì, non c’è stata indicazione specifica da parte del Ministero della Salute però ritengo che sia auspicabile. Mediamente un operatore sanitario ha fatto l’ultima dose ad ottobre: gli anticorpi stanno decadendo e la memoria immunitaria è un po’ più pigra, ma abbiamo un dato incontrovertibile: il 10-15% degli operatori sanitari in questo momento è positivo sintomatico. La situazione non è clinicamente drammatica come in passato perché abbiamo gli antivirali e gli anticorpi monoclonali, ma significa comunque ognuno di questi operatori resta fermo per 10 giorni, A chi dice che l’economia è ferma vorrei chiedere: ma le giornate di lavoro che queste persone perdono non sono comunque un colpo per l’economia? Ok la vita di relazione e sociale, ma comunque con prudenza, cioè tornando all’uso delle mascherine al chiuso, altrimenti potremmo scontare conseguenze serie. L’anno scorso l’impennata estiva dei contagi è arrivata ad agosto, quest’anno abbiamo iniziato un mese prima, se continuiamo così cosa succederà in autunno?»

Attualmente abbiamo il 30-40% di medici in meno. Quanto ancora potrebbe andare in affanno la sanità pubblica in particolare gli ospedali?

«Tutta la sanità pubblica è in grandissima sofferenza, l’altro dato preoccupante è che moltissimi medici decidono di andare in pensione anticipatamente perchè non ce la fanno più. Questo è un SOS  sul quale dobbiamo essere attenti altrimenti rischiamo di collassare nella medicina pubblica sempre più in difficoltà: medici di medicina generale, medici del 118, medici che vincono i concorsi per le strutture pubbliche ma si dimettono per andare nel privato. Davvero la sanità pubblica è a rischio collasso».

Intanto però in questi giorni si parla di PNRR e di assunzioni…

«Programmazione e pianificazione sono sacrosante. In Campania abbiamo perso oltre diecimila operatori sanitari e dobbiamo assolutamente recuperare. Mi piace usare un paragone: possiamo avere 30 Ferrari, ma se non abbiamo i piloti, le Ferrari restano in garage. Abbiamo bisogno di professionisti di qualità: oggi abbiamo la chirurgia robotica, bioingegneria e un livello della ricerca altissimo, e per fare tutto questo la risorsa essenziale è quella umana».

C’è bisogno di sempre più competenza e formazione. È necessario alzare il livello di quest’ultima anche considerando che la pandemia ci ha insegnato quanto non si finisca mai di imparare?

«Sì, è necessaria una revisione critica degli ECM dopo diversi anni di osservazione e correggerli di conseguenza. Non voglio giustificare i colleghi che hanno tralasciato l’aggiornamento continuo per pigrizia e indolenza, ma dobbiamo anche considerare che l’emergenza pandemica si è tradotta in un carico di lavoro abnorme per i colleghi che spesso non hanno avuto il tempo materiale di formarsi. Oggi come oggi se voglio partecipare ad un evento formativo, mi consentono di assentarmi da un turno ospedaliero in cui sto probabilmente sostituendo un collega assente a sua volta? La risposta è ovviamente no».

Se ne dovrà quindi tener conto quando a breve arriveranno i dati del COGEAPS su quanti colleghi hanno ottemperato all’obbligo di ECM?

«Ci sono state diverse proroghe e si è quindi lasciato il tempi ai colleghi di cercare di recuperare. Continuo però a dire che veniamo da un periodo durissimo e che quindi parliamo di una sanità diversa da quella di dieci anni fa quando si è programmato sugli ECM. É un discorso che andrebbe ricalibrato e ristrutturato alla luce di questi eventi, fermo restando il dovere di essere al passo coi tempi in materia di formazione, perché il mondo della scienza si evolve di continuo».

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Scadenza triennio ECM: «Nessuna scusa per chi non ha completato aggiornamento per pigrizia o indolenza»
Mazzacane (Goal): «Lettera Cogeaps è un atto di buona volontà. Gli ordini si adopereranno per informare gli iscritti». Foschi (Cic): «Paradossale che una professione complessa come quella medica abbia un unico momento di “abilitazione”». D’Anna (Onb): «Solo aggiornandosi un operatore sanitario può svolgere al meglio la propria professione»
Formazione ECM, Magi (OMCeO Roma): «Azioni disciplinari per chi non è in regola»
Falcinelli (OMCeO Ravenna): «Compito degli Ordini stimolare gli iscritti e verificare crediti». Lazzari (Cnop): «Aggiornamento continuo essenziale»
Formazione ECM: «Fino a 6 mesi di sospensione per chi non è in regola»
Rossi (OMCeO Milano): «Mancato aggiornamento rischioso da un punto di vista medico legale e assicurativo». Boldrini (Pd): «La formazione continua è diventata ancora più importante con il Covid». Filippini (OPI Varese): «Sarà necessario agire con un sistema punitivo anche se non ci piace»
ECM, i vertici della sanità: «Nessuna proroga. Provvedimenti amministrativi per chi non sarà in regola»
Monaco (FNOMCeO): «Mettersi in regola per evitare sanzioni». Bartoletti (Fimmg): «Dura lex sed lex, se ci sono sanzioni l’Ordine le applica». Amato (OMCeO Palermo): «Nel momento in cui arriveranno le lettere dal Co.Ge.A.P.S dovremo procedere». Mangiacavalli (Fnopi): «No a nuovo allargamento maglie: si svilirebbe il senso della formazione continua»
Dalla medicina territoriale all’infermiere di comunità, tutte le riforme a rischio con la crisi di governo
La fine anticipata della legislatura, sempre più probabile dopo le dimissioni di Mario Draghi, rischia di fermare molti disegni di legge all’esame del Parlamento: dallo psicologo delle cure primarie al budget di salute fino alle norme sulla Concorrenza. La crisi rischia di ritardare anche alcuni decreti attuativi come quelli per le malattie rare e per i ristori ai sanitari deceduti per il Covid
di Francesco Torre
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 12 agosto, sono 588.479.576 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.430.693 i decessi. Ad oggi, oltre 12 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Covid-19, che fare se...?

Paracetamolo o ibuprofene, cosa prendere contro i sintomi del Covid?

È la domanda che si fanno molti di coloro che sono stati colpiti lievemente dal virus Sars-CoV-2
Salute

Troppi malori improvvisi tra i giovani, uno studio rivela la causa

Alessandro Capucci, professore ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare, spiega come un eccesso di catecolamine circolanti possa determinare un danno cardiaco a volte fatale