Salute 1 Febbraio 2022 09:37

Regione Lombardia investe 10 milioni di euro nel “ponte digitale” tra ospedale e territorio

Il 2022 sarà l’anno decisivo per la realizzazione di una piattaforma centralizzata in grado di mettere in rete le strutture ospedaliere, le case di comunità e creare percorsi di telemedicina a cui avranno accesso i cittadini

Regione Lombardia investe 10 milioni di euro nel “ponte digitale” tra ospedale e territorio

La sanità lombarda punta sulla digitalizzazione per offrire ai cittadini un servizio integrato tra medicina ospedaliera e territorio con una piattaforma unica in grado di far dialogare ospedali e case di comunità, realizzare percorsi di telemedicina e mettere in rete medici di medicina generale, specialisti, operatori sanitari e cittadini. Un progetto ambizioso su cui i vertici lombardi hanno investito dieci milioni di euro. «Regione Lombardia continua il proprio percorso di potenziamento della tecnologia a supporto del sistema di cure – spiega Emanuele Monti, presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali al Pirellone e relatore della legge di potenziamento della sanità lombarda -. Nella legge di potenziamento della medicina territoriale, tramite un emendamento da me presentato, è stato istituito dapprima un fondo per l’acquisto di supporti tecnologici a favore dei malati cronici, e con la delibera approvata dalla Giunta regionale si stanziano altri dieci milioni di euro per favorire l’integrazione ospedale-territorio».

Piattaforma digitale centralizzata

«Abbiamo ritenuto di progettare un sistema nuovo – entra nel dettaglio Giovanni Degrossi dirigente dell’unità organizzativa dei sistemi informativi relativi alla direzione generale Welfare, specifici per la Sanità –   che verrà sviluppato per dare una risposta funzionale al personale delle case di comunità e delle centrali operative territoriali». Il ruolo sarà affidato ad Aria Spa, che coordinerà le attività di progettazione e sviluppo della piattaforma unica centralizzata, messa a disposizione da Regione Lombardia. «La novità sta proprio nella centralità del sistema – riprende Degrossi -, infatti invece di lasciare ad ogni singolo ente la facoltà di dotarsi di un programma per gestire i processi, abbiamo voluto progettare e sviluppare un sistema per tutta la regione.

Il vantaggio è che gli operatori sociosanitari sul territorio avranno a disposizione lo stesso strumento, e saranno parte attiva nella progettazione. Faranno parte dei tavoli di lavoro e potranno verificare passo dopo passo se quanto viene fatto risulta essere compatibile con le loro necessità e aspettative e sarà altresì uno strumento unico anche per i cittadini che potranno accedere, in una fase successiva, ad una sorta di cartella clinica elettronica che conterrà i dati del paziente dalla presa in carico e per tutto il percorso di cura».

Tre aree di intervento

L’architettura del nuovo sistema prevede tre aree di intervento:  una gestione digitale del territorio, una piattaforma regionale di telemedicina per l’attuazione dei diversi processi e servizi e un sistema di raccolta e valorizzazione dei dati «Abbiamo voluto dare molta rilevanza ai processi di telemedicina che verranno attivati dalle case di comunità e resi disponibili nelle piattaforme nazionali che si stanno implementando e attraverso i servizi regionali specifici, – prosegue il dirigente –  sarà inviato al paziente il device da utilizzare mentre, a sua volta,  lui potrà chiedere un consulto, oppure fare un tele triage. Quindi il sistema coinvolgerà operatori sanitari e cittadini con azioni più operative, e col tempo si potrà pensare di far convergere la piattaforma digitale con il fascicolo elettronico, per il momento sono due entità separate, ma complementari».

Cartella clinica digitale e fascicolo sanitario potranno dialogare

Fondamentale sarà dunque la capacità di far dialogare questo nuovo sistema di cartelle cliniche elettroniche con l’attuale fascicolo digitale «La prossima sfida sarà proprio questa – riprende Degrossi – in particolare con gli ospedali che hanno già una parte di digitalizzazione in essere, quindi il sistema si integrerà con le cartelle cliniche informatizzate che sono disponibili negli ospedali e nei pronti soccorsi in una modalità innovativa, attraverso una nuova architettura di gestione dei dati, che permetterà di scambiarli in modo automatico, dinamico e  sicuro. Quindi i dati che sono registrati sul territorio in occasione dei percorsi assistenziali, saranno messi a disposizione dell’ospedale qualora il cittadino dovesse recarsi al Pronto soccorso, o viceversa, un paziente ricoverato, al momento delle dimissioni riceverà le indicazioni cliniche per la prosecuzione delle cure».

Se il fascicolo per il momento rimane uno strumento autonomo da utilizzare per consultare i propri dati, prenotare visite, pagare prestazioni e scaricare ricette, la cartella digitale avrà al suo interno documenti medici, cure e percorsi riabilitativi del paziente che saranno consultabili da medici di base, operatori sanitari e specialisti. «Alcuni di questi dati verranno pubblicati anche sul fascicolo, ma non lo sostituiranno – sottolinea il responsabile del sistema -. È importante non confondere i cittadini perché il fascicolo sanitario ha lo scopo di tenere le informazioni di base relative alla salute del cittadino, mentre questo sistema ha un ruolo più operativo di gestione socioassistenziale e clinica».

Nove mesi per completare i lavori

«La tempistica per la realizzazione del progetto è super sfidante – ammette il responsabile dell’area progettistica – con la Vicepresidente Letizia Moratti abbiamo concordato che le prime funzioni di accesso del sistema, di valutazione multidisciplinare, di inquadramento dei bisogni clinici e di programmazione, saranno a disposizione entro i prossimi tre mesi. Nei successivi sei si potrà iniziare a lavorare con lo strumento e registrare gli assistiti. Entro nove mesi, quindi in autunno, il sistema dovrà essere ultimato. Questo è un anno decisivo per rendere il sistema accessibile a tutti».

 

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