Salute 5 Febbraio 2021 12:00

Diabete e cancro, Grimaldi (Ame): «I diabetici si ammalano di più e la malattia spesso ha evoluzione sfavorevole»

La gestione del diabete in ambito oncologico è complessa. È necessaria un’educazione del paziente e dei caregiver e una presa in carico multidisciplinare. L’intervista al Presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME) Franco Grimaldi

Diabete e cancro si influenzano reciprocamente: il diabete mellito, infatti, è uno dei fattori di rischio per alcuni tipi di tumore, mentre le terapie oncologiche possono provocare o peggiorare i valori glicemici. Nell’intervista a Sanità Informazione il presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME) Franco Grimaldi ha evidenziato qual è la gestione corretta del paziente diabetico in oncologia; nell’ambito delle terapie oncologiche per i pazienti con cancro che hanno il diabete, infatti, bisogna considerare l’impatto dei farmaci sulla malattia. È per questo motivo che l’autocontrollo glicemico è essenziale; un grande aiuto in questo senso arriva dalla tecnologia che permette un monitoraggio continuo.

«Il diabete – spiega il presidente Ame a Sanità Informazione – è responsabile di un aumentato rischio di insorgenza di neoplasie e ha un effetto sfavorevole sulla loro prognosi. Sono diversi i fattori di rischio che condividono diabete e cancro: età avanzata, dieta, obesità, sedentarietà, stile di vita, fumo di sigaretta. Anche l’obesità e l’insulino-resistenza si associano a un incremento del rischio neoplastico».

Diabete e cancro: i diabetici si ammalano di più e spesso con esiti meno favorevoli

È importante precisare che le persone con diabete «non solo si ammalano di più di cancro, ma che la malattia spesso ha un’evoluzione più sfavorevole. La prognosi più infausta, infatti, è legata al fatto che questi pazienti possono presentare complicanze della malattia» aggiunge il presidente. Grimaldi approfondisce anche un altro aspetto importante, quello nutrizionale. «Spesso le terapie oncologiche causano calo ponderale – continua – debilitano il paziente fino all’incapacità di alimentarsi a sufficienza e in presenza di diabete il rischio maggiore riguarda l’ipoglicemia».

Lo scompenso glicemico e l’iperglicemia

«Un problema di non poco conto è poi causato dagli scompensi glicemici in corso di terapia steroidea – sottolinea Grimaldi – tra i farmaci maggiormente utilizzati in oncologia ci sono i cortisonici, impiegati nella preparazione all’infusione dei chemioterapici». Tra gli effetti collaterali c’è l’iperglicemia: spesso causa di diabete di nuova insorgenza o di un peggioramento glicemico nel diabete già noto. «Queste iperglicemie riguardano soprattutto il periodo post-prandiale e sono difficilmente controllabili con antidiabetici orali, è necessario perciò ricorrere all’insulina «il farmaco più maneggevole con proprietà anabolizzanti, adattabile a seconda della capacità di alimentarsi del paziente» evidenzia Grimaldi.

L’insulina

L’inizio di una terapia insulinica richiede impegno e collaborazione da parte del paziente e genera paura, frustrazione, ansia. Per questo, è fondamentale «la presenza di un team e di infermieri dedicati – chiarisce il presidente – una corretta presa in carico da parte di tutte le figure professionali e la collaborazione con l’oncologo ed il lavoro in team multi disciplinare».

L’autocontrollo glicemico e la tecnologia

Un altro aspetto di grande importanza per il paziente diabetico in trattamento oncologico è l’aspetto dell’autocontrollo glicemico; deve poter controllare le glicemie, particolarmente nelle giornate della chemioterapia e nelle successive per ridurre al minimo il rischio di iper ed ipoglicemie. La tecnologia viene in aiuto «grazie all’utilizzo del monitoraggio glicemico continuo – spiega Grimaldi – si tratta di piccoli sensori e apparecchietti minimamente invasivi che consentono di misurare e visualizzare la glicemia ad intervalli fissi, settimanali o mensili, di giorno e di notte, fornendo informazioni sui livelli glicemici attuali e pregressi. Questi strumenti – prosegue – mostrano la tendenza dei valori della glicemia e a volte forniscono allarmi in caso di superamento di soglia per ipo o per iperglicemia. C’è anche la possibilità di utilizzare i microinfusori, dispositivi che permettono di somministrare in continuazione un livello basale di glicemia anche durante i pasti, in modo che ci sia un incremento della dose. Questi sistemi, però – conclude il presidente Grimaldi – hanno importanti costi e non sono sempre rimborsabili per tutti i pazienti, dipende dalla regione di residenza che segue le normative locali».

 

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Un algoritmo è in grado di prevedere le metastasi nel tumore al seno triplo negativo
Ricercatori dell’Università degli studi di Milano diretti dalla professoressa Caterina La Porta hanno messo a punto ARIADNE, una strategia innovativa basata sull’intelligenza artificiale
di Federica Bosco
Parodontite e diabete, position paper di AMD, SidP e SID lancia il “doppio screening” per diagnosi precoce
Screening per il diabete alla poltrona dell’odontoiatra e screening per l’infiammazione gengivale nello studio del diabetologo: in un documento congiunto gli specialisti stabiliscono il percorso per la diagnosi precoce di due malattie legate a doppio filo, che riguardano complessivamente oltre 12 milioni di italiani
Cure domiciliari, Nicastri (Spallanzani): «Antivirali, cortisone ed eparina solo in ospedale»
Il corso Fad realizzato dal provider di Consulcesi Club affronta gli aspetti relativi all’assistenza domiciliare dei positivi al Sars-Cov-2, dalla diagnosi alla negativizzazione. Rossi (Uscar Lazio): «Terapie inappropriate possono causare un peggioramento della patologia»
KetApp di Unimore rivoluziona la vita dei bambini affetti da epilessia che seguono la dieta chetogenica
Marchiò (dietista e ricercatrice): «La App assicura ai pazienti in trattamento con dieta chetogenica una maggiore autonomia quotidiana e ai curanti un facile strumento di monitoraggio»
di Federica Bosco
Tumori, crollo di screening, visite e interventi nel 2020. FAVO: «Subito Piano oncologico nazionale da inserire in PNRR»
Secondo i dati AGENAS emerge nel 2020 la diminuzione di circa il 30% dei volumi dei tre screening e una diminuzione consistente degli interventi. De Lorenzo: «Covid-19 uno tsunami per i malati di cancro, occorre progettualità complessiva da inserire nel Recovery Plan»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 13 maggio, sono 161.188.177 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.344.757 i decessi. Ad oggi, oltre 1,38 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Voci della Sanità

Terapia domiciliare Covid, Ministero ricorre al Consiglio di Stato. Il Comitato: «Ricorso in appello va contro voto del Senato»

«Chiediamo al Ministro della Salute Speranza delucidazioni in merito alla decisione di ricorrere in Appello, alla luce dell’opposto indirizzo votato dal Senato» scrive in una nota Er...
Cause

Medico denuncia per diffamazione paziente che lo aveva portato in tribunale per lesioni personali. Risarcito

Donna denuncia penalmente dermatologo ma l’accusa cade. Il medico avvia a sua volta un iter processuale verso la paziente che lo aveva accusato pubblicamente. «Una sentenza che farà...