Voci della Sanità 22 Maggio 2018 16:25

Diabete: la nuova terapia con microinfusore integrato con sensore di glicemia

Pubblicati sulla rivista Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases i risultati di un importante studio sul rapporto costo/efficacia della terapia per il diabete di tipo 1 con microinfusore SAP (Sensor Augmented Pump therapy) in Italia. Lo scopo della ricerca, condotta da CORESEARCH di Pescara in collaborazione con Medtronic e l’HEVA HEOR di Lione in Francia, è […]

Pubblicati sulla rivista Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases i risultati di un importante studio sul rapporto costo/efficacia della terapia per il diabete di tipo 1 con microinfusore SAP (Sensor Augmented Pump therapy) in Italia.

Lo scopo della ricerca, condotta da CORESEARCH di Pescara in collaborazione con Medtronic e l’HEVA HEOR di Lione in Francia, è stato valutare i benefici del microinfusore integrato con sensore continuo di glicemia, in grado di sospendere automaticamente l’erogazione d’insulina, rispetto alla terapia con il solo microinfusore.

Il microinfusore permette di riprodurre il funzionamento di un pancreas sano: effettuando un’infusione continua di insulina nel tessuto sottocutaneo sostituisce la necessità di effettuare frequenti iniezioni erogando quantità precise dell’ormone ad azione rapida 24 ore al giorno. Ma aggiungendo un sensore continuo della glicemia, si ottiene un migliore controllo di quest’ultima. Il sensore, infatti, è in grado di inviare un allarme istantaneo in caso di iper o ipoglicemia e di sospendere l’erogazione d’insulina se i livelli glicemici rilevati scendono al di sotto di una certa soglia.

Lo studio ha confrontato, in termini di costi e benefici, i dispositivi in due gruppi di pazienti: diabetici in scarso controllo glicemico e diabetici che soffrivano di ipoglicemie severe. Ha dimostrato che i benefici si traducono in un rapporto costo-efficacia incrementale considerato comunemente un buon rapporto qualità-prezzo, in particolare nei pazienti a rischio elevato di ipoglicemia.

«Ci siamo basati su dati provenienti da studi precedenti su due macro-gruppi di pazienti. Abbiamo, quindi, estratto le informazioni su efficacia e sicurezza dei dispositivi, oltre alle caratteristiche sul profilo dei pazienti; tramite il modello di analisi CORE, poi, abbiamo eseguito le proiezioni a lungo termine sull’incidenza delle complicanze e dei costi associati – ha commentato il principale autore dello studio, il dottor Antonio Nicolucci del Center for Outcomes Research and Clinical Epidemiology (CORESEARCH) -. Sono, quindi, stati valutati i benefici costo-efficacia della terapia con SAP, in grado di evitare fenomeni di ipoglicemia. Una condizione che espone i pazienti a rischi sanitari continui, con un conseguente abbassamento della qualità di vita. Senza dimenticare che ogni accesso in pronto soccorso e ogni ricovero ospedaliero ha dei costi importanti che incidono sulla sostenibilità della terapia per il SSN. È emerso che nei soggetti ad alto rischio di ipoglicemia o in coloro che partono da valori di emoglobina glicata superiore a 9, il costo incrementale per anno di vita guadagnato, aggiustato per qualità di vita, si aggira intorno ai 30-35mila euro. Una cifra che copre tutto l’arco di vita del paziente. Il costo di queste nuove tecnologie è, quindi, giustificato dai benefici prodotti in termini di aspettativa e qualità di vita».

Il Sistema Integrato Medtronic MiniMed™ 640G monitora, trasmette e visualizza in continuo sul display del microinfusore i valori di glucosio, sospendendo automaticamente e temporaneamente l’erogazione dell’insulina per prevenire le ipoglicemie.

«Nella sanità del futuro l’innovazione deve essere non solo novità, deve rappresentare un investimento in termini di valore che ricade sul paziente e sul sistema sanitario – ha affermato Luigi Morgese, Direttore di Medtronic Diabete Italia -. I risultati di questo studio aggiungono un tassello cruciale verso il concetto di sanità basata sul valore nell’area diabete di Medtronic. Sappiamo bene che il concetto di costo-efficacia è ancora poco diffuso nel Sistema Sanitario italiano e per questo stiamo lavorando con iniziative regionali e locali volte a sensibilizzare i diversi interlocutori su questo tema» ha concluso.

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