Salute 21 Ottobre 2020 13:24

Covid-19, il virologo Palù: «Vi spiego perché non sempre gli asintomatici sono da considerare malati»

Il virologo veneto, già Presidente della Società Europea di Virologia, spiega dove si può intervenire per contenere i contagi: «Stop alla movida, contingentare gli ingressi nei supermercati e ridurre la capienza dei mezzi pubblici. Ma dico no a un nuovo lockdown». Poi ammonisce: «Attenzione a dimenticare le altre patologie o rischiamo guai peggiori»

Covid-19, il virologo Palù: «Vi spiego perché non sempre gli asintomatici sono da considerare malati»

«Dobbiamo evitare gli assembramenti di qualsiasi natura ma ritengo che un lockdown generalizzato come quello della scorsa primavera sia improponibile». A parlare è Giorgio Palù, virologo trevigiano tra i più titolati in Italia: oltre ad essere stato fondatore e presidente della Società Europea di Virologia, ha al suo attivo oltre 600 pubblicazioni scientifiche ed è stato prorettore dell’Università di Padova, Preside della Facoltà di Medicina e fondatore della più grande Scuola di Microbiologia d’Italia.

PALÙ: «NO A LOCKDOWN GENERALE, INTERVENIRE SUI TRASPORTI»

«La curva dei contagi sta avendo un’impennata di tipo esponenziale» sottolinea Palù, secondo cui la colpa di questa crescita «è sicuramente legata alle attività connesse alla riapertura delle scuole, non tanto per le lezioni in sé ma per il fatto che si sono mossi otto milioni di studenti. Poi influisce anche la stagionalità del virus. La curva va tenuta bassa ma penso che un lockdown generalizzato sia insostenibile: con 2600 miliardi di debito, un rapporto deficit/Pil del 161%, una produttività che è l’ultima tra i paesi Ocse, a questo punto non ci riprenderemmo più».

Ma allora come fare per abbassare la curva? Secondo il virologo veneto la strada non può essere quella della chiusura delle scuole («metterebbe le generazioni future in grande difficoltà», spiega) ma si può intervenire sugli affollamenti: «Penso a contingentare gli ingressi, ad esempio, dei supermercati, a fermare la movida e soprattutto a intervenire sui trasporti pubblici: purtroppo l’ultimo Dpcm non ha ridotto la capienza massima sotto l’80%».

«GLI ASINTOMATICI NON SONO DA CONSIDERARE MALATI»

I dati di questa seconda ondata parlano però di un numero di asintomatici decisamente superiore a quello della prima, quando non si era ancora in grado di intercettarli: secondo l’ultimo report dell’ISS gli asintomatici sono almeno il 70%. Ma secondo Palù sono anche di più. «Prendiamo i dati del 19 ottobre: 7200 persone in ospedale, 770 in terapia intensiva. I casi attivi in Italia sono attorno a 140mila: sono il 5% in area non critica, lo 0,6% in area critica, dunque il 94% è asintomatico o paucisintomatico».

Secondo il virologo «gli asintomatici non sono da considerare malati». Questo per via della tipologia di test a cui sono sottoposti. «Trovare un soggetto positivo a un tampone molecolare non significa trovare necessariamente un malato – spiega Palù -. E non significa neanche che sia per forza contagioso. È dimostrato che per contagiare bisogna avere una carica virale elevata, superiore al milione di genomi: quello che il test molecolare non determina, perché è un test molto sensibile che amplifica milioni di volte il genoma, si chiama Polymerase Chain Reaction (PCR). E quando si amplifica il genoma milioni di volte, e si arriva ad amplificarlo dopo 30 o 32 cicli, quello che si rileva è una presenza di genoma virale che può essere insufficiente. Non è neanche detto che sia un virus vivo».

PALÙ: «POSITIVO NON VUOL DIRE NÈ MALATO NÈ CONTAGIOSO»

Per questo Palù chiede alla stampa di essere precisa su questo punto: «Positivo non vuol dire né malato né contagioso. Quando si parla di contagi bisognerebbe spiegare bene cosa si intende. Il contagio è il passaggio di una infezione, ma infezione non vuol dire malattia e repertare un frammento di RNA del virus non significa che ci troviamo di fronte a un virus infettante. È possibile che sia un virus non più in grado di infettare perché magari fa parte di una particella assunta da un ambiente atmosferico e che quel virus sia stato già inattivato dalla radiazione solare».

IL TASSO DI LETALITÀ

Anche sul tasso di letalità (proporzione percentuale di decessi per una determinata malattia sul totale dei soggetti ammalati in un determinato arco temporale) Palù fa un ragionamento difforme da quello di molti suoi colleghi. «Guardiamo i dati nel mondo: sono 40 milioni le persone positive confermate al test. Se compariamo questo numero a quello dei decessi, un milione e 100mila persone circa, ci si accorge che la letalità è al 2,78%. Ma se lei considera che i testati sono una parte inferiore del numero reale di positivi, forse 4-5 volte in meno perché non tutti i paesi sono in grado di testare tutti, allora lei capisce che dal 2,78% si scende allo 0,5%».

«Ci sono degli studi ben fatti in Islanda, in Cina, negli USA e in Germania – continua Palù – secondo cui la letalità va studiata non sui casi confermati positivi al virus ma su quelli positivi agli anticorpi. Si chiamano studi di sieroprevalenza perché chi è venuto in contatto col virus nel 90% dei casi sviluppa gli anticorpi. Sono questi dati che ci danno un’idea precisa di quanto il virus è circolato. In uno studio importante apparso sul New England Journal of Medicine fatto in Islanda e basato su decine e decine di migliaia di persone, hanno visto che la letalità è dello 0,3%. In ogni caso altri studi l’hanno collocata tra lo 0,5 e lo 0,6%. Vuol dire quattro o cinque su mille. Non è l’influenza, che è uno su mille, ma altre malattie infettive sono più letali come ad esempio le broncopneumopatie ostruttive».

L’ALLARME SOCIALE

Di fronte a una malattia sicuramente insidiosa ma meno di altre, secondo il virologo veneto, bisognerebbe «mettere sul tappeto un’analisi che valuti il rischio costi-benefici. Posso permettermi di dedicare tutte le risorse al Covid e dimenticare tutte le altre patologie? Le malattie cardiovascolari e i tumori hanno una mortalità molto superiore. C’è da fare un’analisi precisa».

Quando gli viene chiesto perché questo tipo di analisi non è mai stata fatta, Palù punta anche il dito contro l’informazione e alcuni colleghi: «L’analisi ragionata non è mai stata fatta perché c’è una rincorsa anche da parte dell’informazione a diffondere notizie allarmistiche. Parlare di contagiati ha un effetto che è superiore a parlare di positivi al tampone. Ci sono troppi pseudovirologi in tv, personaggi più o meno accreditati, più o meno esperti, spesso annebbiati dalla luce dei riflettori. C’è gente che ha una dipendenza dalle interviste. Ora grazie a internet tutti parlano di medicina, tutti si sentono autorizzati a dire la loro e dicono “moriremo tutti”».

«Credo che una lezione importante da imparare da questa pandemia sia la necessità di comunicare con termini scientifici, con dei comunicatori scientifici che valutino in maniera asettica a 360 gradi i dati epidemiologici. Noi abbiamo un po’ abdicato alla cultura della scuola, allo “studio matto e disperato” come diceva Leopardi, alla filosofia che si insegna poco, al ragionamento critico», conclude.

 

Iscriviti alla newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Scudo penale nel Dl Covid: «Professionisti sanitari punibili solo per colpa grave in emergenza»
Al Senato passa emendamento chiesto da tutto il mondo della sanità. Ora il giudice dovrà tenere conto “della limitatezza delle conoscenze scientifiche al momento del fatto sulle patologie da SARS-Cov-2 e sulle terapie appropriate, nonché della scarsità delle risorse umane e materiali”. Le reazioni
Dl Covid, Evangelista (M5S): «Finalmente per operatori sanitari punibilità solo per colpa grave»
«Non si può non tenere conto della situazione e del contesto in cui i nostri sanitari hanno operato durante quest’anno per far fronte al Covid-19» sottolinea la senatrice M5S
David Donatello 2021, premiati i sanitari del Lazio. Marongiu: «Una grande e inaspettata emozione»
Consegnate le targhe d’onore a tre professionisti sanitari laziali: Silvia Angeletti, Ivanna Legkar e Stefano Marongiu. Quest'ultimo, nell'intervista a Sanità Informazione, dichiara: «Abbiamo bisogno di sognare e riflettere e il cinema, in questo, è maestro»
Il vaccino con birra in omaggio. Ecco come nel mondo si convincono i più scettici
Alcolici ma anche ciambelle, buoni sconto, premi. Dopo il boom iniziale che ha portato alcuni Paesi a vaccinare a tappeto si pensano modi alternativi per attirare più persone possibile
La Simedet lancia la “Guida pratica al Covid 19 delle professioni sanitarie”. Prefazione del Ministro Speranza
«Un lavoro enorme che ha coinvolto decine di professionisti di ogni parte d'Italia e che ci permette di avere una risposta basata sulle attuali conoscenze ma pratica e utile per tutti gli operatori» spiega una nota della Società Italiana di Medicina Diagnostica e Terapeutica
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 13 maggio, sono 160.469.865 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.331.823 i decessi. Ad oggi, oltre 1,35 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Voci della Sanità

Terapia domiciliare Covid, Ministero ricorre al Consiglio di Stato. Il Comitato: «Ricorso in appello va contro voto del Senato»

«Chiediamo al Ministro della Salute Speranza delucidazioni in merito alla decisione di ricorrere in Appello, alla luce dell’opposto indirizzo votato dal Senato» scrive in una nota Er...
Cause

Medico denuncia per diffamazione paziente che lo aveva portato in tribunale per lesioni personali. Risarcito

Donna denuncia penalmente dermatologo ma l’accusa cade. Il medico avvia a sua volta un iter processuale verso la paziente che lo aveva accusato pubblicamente. «Una sentenza che farà...