Mondo 1 Dicembre 2015 16:21

Ex specializzandi: Bruxelles mette sempre più fretta all’Italia

L’eurodeputato del M5S, Piernicola Pedicini: «La violazione delle direttive ha costi elevati, urge soluzione immediata». Sui turni massacranti: «Pieno sostegno ai medici che percorrono la strada dei ricorsi».

Ex specializzandi: Bruxelles mette sempre più fretta all’Italia

Prevenire è meglio che curare, è un consiglio di cui il nostro Paese dovrebbe fare tesoro. Un’Italia perennemente in ritardo, e un’Europa che, alla fine, presenta il conto. Salatissimo, dal momento che – a causa dell’inerzia dello Stato nell’adeguarsi a quelle direttive europee che prevedevano il rispetto dei turni di lavoro per i medici, e il giusto risarcimento per gli ex specializzandi dei periodi ’78 – ’93 e ’94 – 2006 – i camici bianchi ricorrono in massa alle aule dei Tribunali, che danno loro ragione.


Il risultato? Per quanto riguarda gli ex specializzandi, lo Stato – che continua a glissare sui tre disegni di legge che propongono un accordo transattivo – rischia un esborso di oltre 5 miliardi di euro. Per quanto riguarda la questione orari di lavoro, lo scorso 25 novembre è entrata in vigore la legge di adeguamento alla normativa europea. Tuttavia, pare che, in concreto, ben poco cambierà. E oltre ai risarcimenti, lo Stato deve fare i conti con un’altra problematica a questa complementare e ancora irrisolta: lo sblocco del turn over.

Sanità informazione è volata a Bruxelles per parlarne con Piernicola Pedicini, coordinatore del Gruppo EFDD (Europe of Freedom and Direct Democracy), esponente del M5S membro della Commissione Ambiente, Salute e Sicurezza alimentare del Parlamento europeo.
«L’Unione europea, su questi temi, suggerisce all’Italia che prevenire è meglio che curare, soprattutto in termini economici. Bisogna assolutamente provvedere ad adeguarsi ai principi dettati dal Parlamento europeo, perché non si può pretendere di essere Stati membri aderendo solo pro forma a questi principi, senza attuarli concretamente. Ciò che stiamo facendo, questo ritardo nell’adeguamento, ci costa solo tanto denaro. Qui c’è in ballo un diritto fondamentale del cittadino dell’Ue: il diritto alla salute, e di riflesso il diritto del personale sanitario ad essere adeguatamente formato per fornire le giuste prestazioni ai pazienti. Ricordiamoci che i medici, fin dalla fase di specializzazione, danno un contributo essenziale alla sanità ed hanno certamente diritto ad ottenere quel che è loro dovuto, e nei tempi giusti. Ecco perché questa questione va risolta in fretta».

Il premier Renzi di recente in un question time alla Camera ha ammesso che la spesa per Palazzo Chigi è aumentata a dismisura proprio a causa di questi risarcimenti. Qual è la soluzione?
«Il costo c’è nel momento in cui bisogna ottemperare a delle direttive europee disattese, viceversa c’è un risparmio nel momento in cui si risolve la questione una volta per tutte. Mi fa piacere che sia stato un intervento del M5S a sollecitare la risposta di Renzi al Parlamento. Presteremo particolarmente attenzione alla questione, non soltanto in Italia, ma in qualsiasi Stato membro dovesse sorgere questo tipo di problema».

E per quanto riguarda la questione turni massacranti, in questo momento quella dei ricorsi sembra essere l’unica strada percorribile.
«Pieno sostegno ai medici che hanno deciso di intraprendere la strada dei ricorsi per far rispettare il loro diritto. Noi, intanto, stiamo percorrendo una strada parallela, che prevede un rapporto di iniziativa promosso dal M5S in Commissione Sanità, finalizzato a contrastare gli eventi avversi in Sanità. Nell’ambito di questo rapporto di iniziativa c’è anche un paragrafo specifico in cui si chiede di smetterla con le politiche di austerity in campo sanitario, responsabili di questa problematica: riducendo i profili professionali sanitari e gli staff ospedalieri, aumenta il rischio di evento avverso. Al tempo stesso, mentre i medici nei reparti diminuiscono, il fabbisogno di cure è costante, se non crescente. Ovvio che i turni di lavoro diventano massacranti».

Articoli correlati
Covid, per sanitari turni massacranti e ferie negate. Boom di richieste d’aiuto a Consulcesi: +30% in un anno
Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi. «Per i medici gli straordinari sono diventati 'ordinari'. Siamo al fianco dei nostri eroi affinché ricevano il giusto riconoscimento per i sacrifici che continuano a fare»
Ex specializzandi, Consulcesi: «Con transazione risparmio di oltre 78 milioni per i costi delle cause»
Rappresentanti dei medici e politici fanno fronte comune per chiudere la vertenza. Richiamo anche da Bruxelles. Il Vicepresidente del Parlamento Ue, Castaldo: «Recovery fund e presupposti per trovare soluzione». Il senatore di maggioranza Pagano in pressing sul governo e pronto a nuovo Ddl. Forte appello a immediata risoluzione anche da Anelli (FNOMCeO), Oliveti (Enpam) e Magi (OMCeO Roma)
Azione collettiva medici ex specializzandi. Stato condannato a pagare altri 7 milioni di euro
Il Tribunale di Roma (Sentenza n. 951/2021) accoglie il nuovo ricorso di Consulcesi: riconosciuto il diritto negato ad altri 259 medici per la violazione delle direttive Ue. Massimo Tortorella (presidente Consulcesi): «La pandemia non frena la giustizia. Andremo avanti finché ogni medico non riceverà ciò che gli spetta».
Dal Recovery Plan alle malattie rare, la crisi di governo mette in bilico alcune riforme chiave per la sanità
Il ritorno alle urne, per quanto improbabile, resta sullo sfondo di una crisi di governo dall’esito imprevedibile. Rischiano di saltare riforme chiave della sanità: dalla medicina territoriale all'infermiere di comunità
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 7 maggio, sono 156.080.676 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.256.425 i decessi. Ad oggi, oltre 1,22 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&n...
Voci della Sanità

Terapia domiciliare Covid, Ministero ricorre al Consiglio di Stato. Il Comitato: «Ricorso in appello va contro voto del Senato»

«Chiediamo al Ministro della Salute Speranza delucidazioni in merito alla decisione di ricorrere in Appello, alla luce dell’opposto indirizzo votato dal Senato» scrive in una nota Er...
Salute

Vaccini e rischi, Peyvandi (EMA): «No ad eparina o aspirina prima dell’inoculazione»

Le raccomandazioni di Flora Peyvandi del comitato scientifico dell’Agenzia: «Non bisogna neppure sospendere la pillola anticoncezionale»
di Federica Bosco