Stop Ingiustizie Bancarie 6 Ottobre 2015 16:50

«Stop ai mutui irregolari, nella Finanziaria si intervenga contro le ingiustizie bancarie»

L’intervista al senatore Claudio Moscardelli «Inevitabili i ricorsi dei cittadini contro abusi degli istituti di credito. Ripristinare fiducia tra banche e correntisti»

«Stop ai mutui irregolari, nella Finanziaria si intervenga contro le ingiustizie bancarie»

Basta anatocismo bancario. Lo chiede a voce alta Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera, riferendosi ad un problema, quello delle ingiustizie bancarie, che attira su di sé ogni giorno di più i riflettori della discussione politica e non solo, anche alla luce delle sempre più frequenti sentenze della magistratura di condanna verso gli istituti bancari che si macchiano di una o più irregolarità nei confronti dei correntisti.


La capitalizzazione degli interessi passivi è stata infatti dichiarata fuori legge dalla Cassazione ma viene spesso e volentieri ancora applicata dagli istituti bancari.
L’On. Boccia è il primo firmatario di una norma approvata dal governo Letta nella Legge di Stabilità 2014 che modificava sensibilmente la disciplina dell’anatocismo bancario in modo da vietare che gli interessi, una volta capitalizzati, potessero produrre ulteriori interessi: «Va riaperto il dossier in Europa sulla relazione tra impieghi e capitalizzazione delle stesse banche», spiega Boccia, aggiungendo che, a livello nazionale, è necessario «accelerare i tempi per far sì che, al termine della consultazione aperta da Bankitalia e tutt’ora in corso, si possa chiudere la vicenda connessa ai costi per correntisti e imprese degli interessi sugli interessi». Secondo Boccia, dunque, «sull’anatocismo è un dovere essere netti e applicare la norma fortemente voluta dal Partito democratico nel 2014». Come detto, però, l’anatocismo rappresenta solo una delle tante irregolarità commesse dalle banche, italiane e non, che costano ai correntisti (privati o aziende che siano) anche centinaia di migliaia di euro non dovuti. Ne abbiamo parlato con il senatore Claudio Moscardelli, membro della VI Commissione permanente (Finanze e tesoro).

Senatore Moscardelli, anatocismo, tassi usurari, pubblicità ingannevoli: tante le irregolarità bancarie degli istituti italiani e internazionali. Si calcola che circa 4 mutui su 5 non siano conformi alle leggi vigenti in materia. Un danno enorme sia per le aziende sia per i cittadini italiani. Come si muove la politica?
«Intanto lo scorso anno, nelle legge di Stabilità 2014 siamo intervenuti con una norma  – in relazione all’anatocismo dei conti correnti – utile ad evitare la capitalizzazione degli interessi. Ciò ha riguardato sia le banche sia, ovviamente, i correntisti, nel cui caso la corresponsione è sul monte interessi che non viene capitalizzato e così sul versante della banca. Manca in realtà un intervento sulla problematica dei mutui, leasing e finanziamenti, e che potrebbe trovare spazio nella nuova legge di Stabilità».

Le sentenze di condanna nei confronti delle banche si fanno sempre più frequenti: la giurisprudenza si sta consolidando in favore di chi ricorre alla magistratura per farsi restituire quanto indebitamente sottratto e interrompere per il futuro le attività non lecite. E’ il momento di fare ricorso?
«Indubbiamente il tema della tutela dei cittadini nei loro rapporti con le banche trova sempre più sensibile l’opinione pubblica e le istituzioni politiche. Il nuovo sistema bancario deve improntarsi alla trasparenza e alle norme in tema di patrimonializzazione e solidità, anche a difesa dei risparmiatori.  Di pari passo dobbiamo aumentare il livello di certezza per i cittadini nel rapporto con le banche, che per sua stessa natura è squilibrato. Come già fatto nel 2014 per l’anatocismo, nella nuova legge di Stabilità è importante intervenire per un rapporto sempre più positivo fra utenti e sistema bancario».

Intanto, secondo il Ministero della Giustizia in caso di contenzioso, nel 50% dei casi la banca cerca un accordo con il correntista prima di arrivare in giudizio. Accordo che di solito viene trovato in 6 – 8 mesi. Dati alla mano, sembra proprio che fare ricorso convenga.
«In effetti una casistica del genere dà questa idea. D’altra parte le banche sono sempre più sottoposte a norme stringenti per erogare del credito (c’è un rating di chi chiede credito). C’è quindi una serie di elementi che le banche devono rispettare, e credo che questo tipo di impostazione bisogna averla anche per quanto riguarda il rapporto con servizi che la banca eroga agli utenti.  Anche da questo punto di vista è sempre più necessario un intervento legislativo a tutela dei cittadini».

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