Stop Ingiustizie Bancarie 5 gennaio 2016

Informarsi e difendersi dagli abusi grazie al web. C’è lo sportello virtuale www.stopingiustiziebancarie.it

Il sito è tra i più attivi nel raccogliere denunce e segnalazioni: «Verifichiamo gratuitamente tassi usurari, anatocismo e pubblicità ingannevole e facciamo partire le azioni legali»
 

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E se tutti i cittadini italiani sapessero con esattezza a quali condizioni una banca acconsente ad accendere un mutuo o a concedere un prestito? Quanto guadagnerebbero in realtà, in uno scenario del genere, gli istituti bancari? Dare una risposta precisa è impossibile.


Sta di fatto che negli ultimi mesi le sentenze di condanna da parte della magistratura nei confronti delle banche per anatocismo, tassi usurari e pubblicità ingannevole, sono aumentate. Questo grazie ad una maggior consapevolezza da parte dei correntisti, che hanno trovato nel web una fonte di informazioni sempre più autorevole e una valida protezione dagli abusi delle banche.

È in quest’ottica che nasce lo sportello virtuale www.stopingiustiziebancarie.it, gestito in partnership con l’ufficio legale di Consulcesi, realtà leader nella tutela dei camici bianchi in Italia e in Europa. Negli ultimi mesi, infatti, gli avvocati e consulenti del gruppo, specializzati nei ricorsi in difesa dei diritti degli operatori sanitari, hanno ricevuto un numero sempre maggiore di segnalazioni relative a presunte irregolarità commesse dagli istituti nella gestione di mutui e prestiti. Segnalazioni che hanno spinto la stessa Consulcesi a realizzare un sondaggio su un campione di 1484 operatori sanitari, da cui è emerso che sebbene l’86% di loro abbia acceso mutui e finanziamenti per la casa di proprietà o per lo studio professionale, pochissimi (il 28%) sanno che tre mutui su quattro possono essere irregolari.

Collegandosi al sito www.stopingiustiziebancarie.it si può leggere che è possibile, per chiunque ne faccia richiesta, contattare gli oltre mille avvocati e consulenti legali per ottenere uno «studio di fattibilità gratuito e non impegnativo sulla propria situazione». Nel caso in cui dovessero effettivamente emergere delle irregolarità, è possibile ricorrere per recuperare le somme ingiustamente pagate. E ricorrere conviene, visto che, stando a quanto dichiarato dal Ministero della Giustizia, nel caso di contenzioso si riesce a trovare un accordo con la banca entro 6/8 mesi nel 45,8% dei casi. In più, il team di legali di Stop Ingiustizie Bancarie è l’unico «a poter vantare – si legge sul sito – oltre 40 milioni di euro certificati ai suoi assistiti, dimostrando di essere il partner più affidabile per ottenere giustizia anche contro i colossi bancari nella lotta alle irregolarità per anatocismo, usura, pubblicità ingannevole e mutui fuorilegge». E con la clausola “zero rischi” il ricorrente o vince o non perde.

«Per i mutui e i finanziamenti stipulati dal 2003, in base alla delibera CICR n. 286, la pubblicità ingannevole è illegale, così come l’usura e la capitalizzazione degli interessi passivi, meglio nota come anatocismo. Si tratta nello specifico – spiegano i legali di Stop Ingiustizie Bancarie – di informazioni scorrette o incomplete tese a indurre in errore il cliente, pregiudicandone il comportamento economico. Oggi è possibile ottenere un rimborso commisurato a quanto indebitamente sottratto dalle banche. Per un’analisi completa e totalmente gratuita della documentazione, i nostri mille consulenti legali sono a disposizione al numero verde 800.088.278 e sul sito www.stopingiustiziebancarie.it».

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