Blockchain e sanità 5 luglio 2018

«Maggiore efficienza e sicurezza del dato», così la Blockchain sta già cambiando il mondo

Secondo Maria Letizia Perugini, esperta di Blockchain per l’Università di Ginevra, questa tecnologia sta prendendo sempre più piede: «Paesi come la Svezia e l’Estonia la stanno usando per cambiare il sistema catastale e il Servizio sanitario nazionale»

Che mondo sarebbe quello in cui la Blockchain (la catena di blocchi che sta rivoluzionando il modo di registrare e gestire informazioni) fosse l’unica tecnica di archiviazione dati (o almeno quella di gran lunga più diffusa)? «Senza dubbio un sistema molto più efficiente e meno dispendioso», risponde a Sanità Informazione Maria Letizia Perugini, esperta di Blockchain per l’Università di Ginevra. Una funzionalità generale che garantirà (e in alcuni sistemi sanitari lo sta già facendo) l’integrità dei dati, la privacy e la salute dei pazienti. In che modo? Ce lo spiega ancora la dottoressa Perugini.

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Cos’è la Blockchain e perché ha già iniziato a cambiare il mondo?

«La Blockchain è una struttura dati, quindi è un sistema che prevede l’inserimento dei dati in una serie di blocchi concatenati l’uno con l’altro. Ogni blocco fa riferimento a quello precedente, rendendo molto complesso l’eventuale tentativo di modificare la catena. Più la catena è lunga, più numerosi sono i riferimenti da cambiare e maggiore è la potenza computazionale, e dunque lo sforzo economico da investire in questa attività. La lunghezza della catena la rende dunque ancor più robusta e sicura. Il motivo per cui sta cambiando il modo di archiviare i dati è perché consente un’archiviazione molto più efficiente di quelle che si usavano in precedenza. Ci sono molti Stati, come per esempio la Svezia, che stanno riversando il sistema catastale su Blockchain, o ancora l’Estonia, che sta rivedendo tutta la pubblica amministrazione, in particolar modo il Sistema sanitario, portandola su Blockchain. la possibilità di conservare questi dati in maniera sicura, robusta ed efficace, fa si che venga utilizzata anche per progetti di cosiddetta e-identity, quindi per consentire l’identificazione delle persone. Questi progetti vengono ad esempio utilizzati, a livello sovranazionale, dalle Nazioni Unite nel caso dei refugee».

In sanità come può essere applicata e che migliorie può portare, sia dal punto di vista della sicurezza dei dati che da quello del fascicolo sanitario elettronico?

«In sanità può senza dubbio consentire una maggiore tutela della riservatezza. La Blockchain può essere utilizzata anche in funzione di database, ma in questo caso è maggiormente consigliabile utilizzare la Blockchain per la gestione delle chiavi di accesso ad un database che rimane comunque separato. La possibilità di gestire le chiavi di accesso in maniera robusta, di assegnare ai soggetti un’identità criptografica protetta che può essere diversa da ogni operazione che fanno, consente di tutelare la riservatezza del soggetto che uscirà, ad esempio, con un’identità criptografica per gli esami del sangue, con un’identità criptografica differente per gli esami cardiaci, e così via. Queste identità possono poi essere ricomposte garantendo anche la tutela della salute del soggetto. Questo sistema dunque consente di tutelare maggiormente la privacy e la riservatezza del soggetto mantenendo la fruibilità dei dati in chiaro, in quanto la Blockchain protegge le identità degli agenti ma mette in chiaro le transazioni che sono state eseguite».

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Come funziona un mondo in cui la Blockchain ha preso completamente piede?

«È un mondo sicuramente più efficiente. Questo tipo di sistema, una volta messo in atto, è meno dispendioso di molte altre strutture su cui vengono classificati, indicizzati o conservati i dati. La Blockchain consente dunque di risparmiare e di avere una estrema certezza del dato, visto che l’informazione inserita in sistema non è alterabile e si sa quando e come è stata inserita. Per questa ragione molti Stati nel mondo la stanno utilizzando per l’identificazione dei cittadini, per il sistema del catasto, per tutti quelli che sono i registri della proprietà, i registri scolastici e per i sistemi sanitari in senso lato».

 

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