Salute 14 febbraio 2018

La blockchain cambierà la sanità? Scotti (Link Campus): «Tecnologia applicabile su più fronti, fondamentale seguirne l’evoluzione»

«Tracciabilità cartelle sanitarie, condivisione nel pieno rispetto della privacy, minori costi e maggiore efficienza: questa è la rivoluzione tecnologica» interviene il professor Vincenzo Vespri Ordinario in matematica e informatica dell’Università di Firenze

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La blockchain può essere determinante anche nel settore sanitario? Il sistema che archivia dati in registri crittografatici e che sfrutta la rete peer-to-peer può rendere più sicura l’attività di raccolta e tracciamento d’informazioni cliniche? Se sì, in che modo? «Il database per esempio faciliterebbe la condivisione delle informazioni personali sensibili, con personale medico autorizzato» spiega il Professor Vincenzo Vespri, Ordinario del Dipartimento di Matematica e Informatica presso l’Università di Firenze, nel corso dell’incontro ‘Blockchain, presente e futuro’ organizzato alla Link Campus University.

«Questa pratica consente grandissimi vantaggi e lascia immaginare una società non centralizzata, non ci sarà più un ‘terzo’ a fare da intermediario tra medico e paziente, questo comporterà una riduzione di costi, maggiore efficienza, quindi una grossa rivoluzione tecnologica» prosegue il Professore.

«Per intenderci, faccio un esempio più comprensibile in termini sanitari: il professionista attraverso il sistema crittografico potrà fruire più facilmente e in maniera più funzionale e sicura delle cartelle cliniche. Stiamo andando incontro ad una trasformazione decisiva non solo del sistema sanitario ma del mondo intero».

«Fare i conti con l’impresa virtuale e con il cambiamento tecnologico apre un dibattito che mostra quanto siamo lontani dal discutere di problemi di sovranità – interviene Vincenzo Scotti, Presidente dell’Università Studi Link Campus University –. La nostra università ha sempre messo al centro il tema del virtuale e dell’impresa virtuale. Oggi a livello internazionale sta crescendo l’interesse in questa direzione anche a causa della debolezza degli Stati, della scomparsa di grandi aspetti della sovranità che abbiamo conosciuto in passato. Le nuove tecnologie sono applicabili su più fronti, bisogna seguirne l’evoluzione».

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