Mondo 25 Ottobre 2019

Brad Smith, presidente Microsoft: «Cura per il cancro entro il 2030 grazie a intelligenza artificiale e machine learning»

Intervenuto alla conferenza internazionale delle autorità per la privacy in corso a Tirana, il presidente di Microsoft spiega a Sanità Informazione in che modo il colosso sta cercando di proteggere i dati personali degli utenti

di Giulia Cavalcanti e Cesare Buquicchio - Inviati a Tirana (Albania)

«Grazie al machine learning e all’intelligenza artificiale, sarà alla nostra portata riuscire a trovare una cura per il cancro entro il prossimo decennio». Parola di Brad Smith, presidente di Microsoft. Tra gli ospiti più attesi della conferenza internazionale delle autorità per la privacy in corso a Tirana, in Albania, Smith spiega a Sanità Informazione in che modo il colosso tecnologico che dirige sta cercando di coniugare protezione dei dati personali e accesso alle informazioni: «Dobbiamo trovare nuovi modi per consentire ai ricercatori di accedere ai dati e lavorare per il progredire della scienza e della medicina ma, allo stesso tempo, garantire il rispetto della privacy delle persone».

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«I dati sanitari – aggiunge il presidente di Microsoft – rientrano tra le informazioni più sensibili e personali di ognuno di noi. È assolutamente necessario proteggerli con nuovi strumenti di sicurezza. E credo sia d’obbligo per i leader del mondo tecnologico sviluppare le tecnologie necessarie per proteggere le informazioni sanitarie».

Smith spiega, allora, quali sono le strade intraprese da Microsoft per assicurare una maggiore protezione dei dati personali dei suoi utenti: «Per prima cosa stiamo attuando quanto previsto dal regolamento europeo sulla privacy GDPR in tutti i Paesi, non sono in Europa. Ma al diritto stiamo aggiungendo nuove tecnologie: crediamo di avere sistemi di cybersecurity più avanzati rispetto a qualunque altra compagnia presente sul mercato, ma stiamo progettando anche nuovi modi per proteggere al meglio la privacy».

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Tra le nuove tecnologie che possono offrire un aiuto concreto, anche la blockchain. Commentando l’iniziativa di Consulcesi Tech dedicata alla blockchain nel corso dell’evento ICDPPC, Smith definisce la catena dei blocchi come «una tecnologia che sicuramente ricopre un ruolo importante nella protezione della privacy delle persone, ma anche nel garantire l’integrità della catena di distribuzione dei prodotti che compriamo, nell’aiutare i contabili, nel monitorare le transazioni finanziarie. Ma è un pezzo del puzzle. Per proteggere i dati personali sono necessarie diverse tecnologie».

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