Salute 24 Maggio 2022 10:56

Noduli alla tiroide, AME: «La diagnosi provoca ansia e preoccupazione, fondamentale corretta informazione»

Settimana della Tiroide, parte il progetto “Tiroide e salute: io mi informo bene”. Le nuove Linee Guida redatte da AME in collaborazione con tutte le principali Società Scientifiche italiane

Noduli alla tiroide, AME: «La diagnosi provoca ansia e preoccupazione, fondamentale corretta informazione»

I noduli tiroidei sono tra le patologie endocrine più comuni e vengono rilevati in circa il 5-7% della popolazione adulta, soprattutto femminile, con prevalenza più elevata in rapporto all’età. «Spesso la loro scoperta crea ansia e preoccupazione. – riferisce Enrico Papini, Coordinatore nazionale della Commissione Scientifica dell’Associazione Medici Endocrinologi ETS –. Negli ultimi anni, con l’avvento di internet e la grande disponibilità di notizie mediche in rete, il cittadino è venuto a conoscenza di informazioni riguardanti il nodulo tiroideo non sempre corrette e le notizie scaricate in rete creano solitamente ansia e preoccupazione», aggiunge Papini.

Non a caso, il tema scelto quest’anno per la Settimana Mondiale della Tiroide, che si celebra dal 25 al 31 maggio, è proprio quello della corretta informazione.

In seguito alle politiche di medicina preventiva, al migliore accesso alle risorse sanitarie e all’utilizzo diffuso delle modalità di imaging – quali l’ecografia, la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RM) e la tomografia a emissione di positroni (PET) – il riscontro incidentale di questi avviene con sempre maggiore frequenza, con prevalenza che può raggiungere il 50-60% nei soggetti adulti di sesso femminile.

Nell’ambito dei noduli, lo sviluppo di malattie tumorali varia dal 5 al 15%, ancora una volta in rapporto a sesso, all’età e alla storia clinica. La maggior parte dei noduli tiroidei può essere identificata con elevata accuratezza diagnostica come una lesione benigna mediante l’ago-aspirato eco-guidato con ago sottile (FNA). I noduli benigni all’esame citologico, normo-funzionanti e clinicamente asintomatici non richiedono alcun intervento terapeutico.

Tuttavia, riferisce Enrico Papini, «una quota minoritaria ma non trascurabile dei noduli benigni si accresce progressivamente e può divenire causa di disturbi compressivi locali, variabili in rapporto a dimensioni e localizzazione anatomica della lesione».

La Settimana Mondiale della Tiroide 2022 è promossa dalle principali società scientifiche endocrinologiche insieme alle Associazioni dei Pazienti Endocrini e la partecipazione dell’Istituto Superiore di Sanità – ISS.

L’occasione di sensibilizzazione data dalla Settimana Mondiale, promossa dalle principali società scientifiche endocrinologiche insieme alle Associazioni dei Pazienti Endocrini e la partecipazione dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), vedrà gli esperti particolarmente impegnati in attività di divulgazione volte a sfatare falsi miti e dare risposte alle tante domande che ancora ruotano attorno alla ghiandola tiroidea.

Questa diviene altresì un importante momento di condivisione delle più recenti linee guida in materia di trattamenti.

«Nel corso degli ultimi anni, con lo scopo di guidare il clinico verso la migliore decisione terapeutica ritagliata sul singolo paziente, le società scientifiche hanno pubblicato varie raccomandazioni per la classificazione dei noduli tiroidei», racconta Franco Grimaldi, Presidente AME-ETS.

Queste infatti sono divenute sempre più importanti nell’ambito della responsabilità professionale anche a seguito della legge n. 24/2017 che dà all’ISS, tramite il Centro Nazionale per l’Eccellenza Clinica, la Qualità e la Sicurezza delle Cure (CNEC), il ruolo di garante metodologico e di governance nazionale del processo di produzione di LG di buona qualità, nel rispetto delle migliori evidenze disponibili e rispondenti ai bisogni di salute del Paese sulla base di criteri di rilevanza e impatto clinico, economico e sociale. Nel nuovo contesto normativo, l’SNLG costituisce, quindi, il punto di accesso istituzionale alle linee guida per la pratica clinica o per scelte di salute pubblica sviluppate per il Servizio Sanitario Nazionale e per decisori, professionisti e pazienti, come dichiara Agostino Paoletta, Segretario nazionale AME-ETS.

In questo contesto, l‘Associazione Medici Endocrinologi ha pubblicato, in collaborazione con tutte le principali Società Scientifiche italiane che si occupano di patologia tiroidea, le Linee Guida per la “Gestione del nodulo benigno della tiroide causa di sintomi locali” «Destinata a medici e operatori sanitari coinvolti nella gestione clinica dei pazienti con nodulo tiroideo benigno, in particolare specialisti in endocrinologia del territorio e di centri di 2° livello, MMG, endocrino-chirurghi, radiologi interventisti, queste Linee Guida hanno l’obiettivo di migliorare e standardizzare su tutto il territorio nazionale il trattamento del nodulo tiroideo benigno causa di sintomi locali producendo delle raccomandazioni utili e pratiche per i clinici nel trattamento dei pazienti adulti, tenendo conto delle ultime evidenze scientifiche disponibili» spiega Renato Cozzi, Presidente eletto AME-ETS.

Le linee guida, che sono disponibili sul sito del Sistema Nazionale delle Linee Guida (SNLG) dell’Istituto Superiore di sanità, «sono inoltre un riferimento per le Associazione dei Pazienti, per raggiungere una corretta informazione sullo stato dell’arte nella gestione della patologia nodulare tiroidea in considerazione dell’ampia diffusione di tale patologia», aggiunge Alessandro Scoppola, Coordinatore della Commissione LG AME-ETS.

 

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