Diritto 26 maggio 2014

Direzioni U.O., al via la class action per risarcire i sostituti responsabili

L’avv. Rango: “I ricorsi collettivi strumento ideale per tutelare il medico senza esporlo a rischi professionali”

Immagine articolo

Nuove azioni collettive in partenza per il mondo dei camici bianchi. Questa volta nel mirino ci sono quelle Aziende sanitarie che, in barba a quanto sancito dall’articolo 18 del CCNL di categoria, prorogano, oltre il termine massimo, l’affidamento dell’incarico di sostituto responsabile di U.O.

Reiterare per un tempo eccessivo un incarico di questo tipo significa non solo bloccare i concorsi previsti per legge, ma anche riservare al sostituto un trattamento economico differente.

Sanità Informazione ha approfondito il tema con l’avvocato Flavio Valerio Rango che, tracciando un quadro della situazione, spiega: “Il profilo professionale interessato, e che può fare ricorso, è quello dei dirigenti medici che svolgono, o hanno svolto, un incarico di sostituto responsabile di Unità Operativa oltre il termine di un anno. Il contratto collettivo della dirigenza medica consente all’azienda di utilizzare la sostituzione di un medico dirigente, che abbia cessato il rapporto di lavoro, esclusivamente per un termine di sei mesi, prorogabili al massimo a un anno. In tutte quelle ipotesi in cui l’azienda proroghi l’affidamento di questo incarico oltre il termine massimo, incorre in una violazione della normativa suddetta. Tutto ciò –continua Rango – legittima la richiesta per ottenere le differenze retributive tra quanto previsto per il ruolo di responsabile di Unità Operativa e quanto effettivamente percepito dal facente funzioni per il maggior tempo in cui ha svolto questo incarico”.

Particolare attenzione va però data al termine di prescrizione dei crediti retributivi rivendicati, un punto su cui l’avvocato Rango fa chiarezza: “Le scadenze vanno analizzate singolarmente, nel senso che per ogni singola posizione è necessario individuare la decorrenza del termine di prescrizione, che in questi casi è di cinque anni; inoltre – continua l’avvocato –  la decorrenza andrà valutata considerando che questa matura nel corso del rapporto di lavoro. Un medico che agisce in giudizio potrà quindi richiedere esclusivamente gli ultimi cinque anni di facente funzioni, a meno che – specifica Rango – nel periodo precedente non abbia presentato un’apposita diffida: in quel caso sarà possibile estendere l’ambito di applicazione dell’azione seriale”.

E per far fronte al comprensibile timore, da parte dei medici, di avere problemi con le proprie strutture a causa di azioni di questo tipo, il legale rassicura: “Azionare un ricorso collettivo è l’ideale: così facendo si evita un’esposizione personale da parte del dirigente medico, e si solleva collettivamente la problematica nei confronti dell’azienda di appartenenza”.

Per ulteriori informazioni, un team di consulenti legali è disponibile gratuitamente al numero verde 800.122.777.

Articoli correlati
Ex specializzandi, parla l’esperto della vertenza: «Rimborsi anche a chi si è iscritto prima del 1983 e importi da rivedere al rialzo»
L’avvocato Marco Tortorella, uno dei massimi esperti della materia, con oltre 530 milioni di euro fatti riconoscere dai tribunali in favore dei medici tutelati dal network legale Consulcesi, spiega cosa cambia con la recente pronuncia della Corte di Giustizia Europea. Nel frattempo una sentenza del Tribunale di Roma conferma i rimborsi a chi ha interrotto la prescrizione prima del 20 ottobre 2017
Medici specializzandi, storica sentenza della Corte UE: «Risarcimenti triplicati e non scatta la prescrizione»
Simona Gori, (Direttore Generale Consulcesi): «Dopo 20 anni la Corte Ue conferma quanto abbiamo sempre sostenuto. Ora si apre una nuova giurisprudenza che i Tribunali dovranno recepire in tutti i gradi di giudizio, inoltre le somme riconosciute potrebbero triplicarsi e vengono meno i termini di prescrizione»
Emendamento ex specializzandi, Consulcesi: «Insistere su soluzioni di buon senso»
Massimo Tortorella, Presidente del gruppo che garantisce tutela legale dei medici, interviene sulla discussione parlamentare in corso sulla Legge di Bilancio
Ex specializzandi, Aiello e Bianconi (Ap): «Remunerazione 11mila euro per corso specializzazione, sarebbe misura di buon senso»
«Risorse che potrebbero essere immediatamente investite in sanità per settore della ricerca e farmaci innovativi» a dirlo sono i senatori di Alternativa popolare, Laura Bianconi e Piero Aiello, in riferimento all'emendamento presentato da Ap alla legge di Bilancio
Ex specializzandi, emendamento al Bilancio. Aiello (Ap): «Sbloccare transazione entro fine anno»
«Se andasse a buon fine la questione ex specializzandi si potrebbe sbloccare il turnover e finanziare le scuole di specializzazione» così il Senatore nell’intervista esclusiva a Sanità Informazione
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Medici specializzandi, storica sentenza della Corte UE: «Risarcimenti triplicati e non scatta la prescrizione»

Simona Gori, (Direttore Generale Consulcesi): «Dopo 20 anni la Corte Ue conferma quanto abbiamo sempre sostenuto. Ora si apre una nuova giurisprudenza che i Tribunali dovranno recepire in tutti i gra...
Salute

Contratto medici, partita la trattativa. Sciopero revocato, ma l’aumento deve superare gli 85 euro

Partita all'Aran la trattativa per il rinnovo del contratto dei medici. Il primo effetto concreto è stato la revoca dello sciopero fissato per il 23 febbraio. Ma per arrivare alla agognata firma atte...
Lavoro

Scadenze fiscali: slitta all’8 febbraio il termine per invio dati tessera sanitaria. Ecco le altre date…

Stefano Rigo, Presidente della Commissione Fisco FIMMG: «Gli MMG hanno un’organizzazione fiscale semplice ma pagano lo scotto della posizione tra liberi professionisti e ‘pseudo-dipendenti’». ...