Nutrizione clinica 17 Gennaio 2019 12:12

Formazione e nutrizione clinica. Molfino (internista): «Istituire insegnamento ad hoc per tutti i sanitari»

Lo specialista: «Tutti i medici dovrebbe avere gli strumenti per riconoscere i segni e i sintomi di alterazione dello stato di nutrizione sia per eccesso, che per difetto»

di Isabella Faggiano

Un paziente oncologico su 5 muore per malnutrizione e, più in generale, il 15% dei malati, in Italia, rischia di non essere nutrito adeguatamente. Sono solo alcuni dei dati che mostrano quanto la nutrizione clinica, associata alle terapie farmacologiche, sia fondamentale per la ripresa di un ammalato. «Eppure nel percorso di formazione riservato ai futuri medici ed ai professionisti sanitari non c’è un insegnamento ad hoc». È Alessio Molfino, professore associato di medicina Interna all’università Sapienza di Roma, a denunciare questa carenza formativa, sottolineando la necessità di istituire «un insegnamento unico dedicato alla nutrizione clinica all’interno dei corsi di laurea che formano tutte le professionalità del mondo della sanità. Attualmente – ha aggiunto il professore – questi argomenti vengono affrontanti in maniera più o meno lacunosa durante le ore dedicate ad altri i insegnamenti».

Ma quali sono le competenze che medici e professionisti sanitari dovrebbero acquisire? «Un laureato in medicina e chirurgia – ha spiegato Molfino – dovrebbe avere almeno quelle conoscenze di base che gli permettano di riconoscere i segni e i sintomi di alterazione dello stato di nutrizione sia per eccesso, come sovrappeso ed obesità, che per difetto, come la malnutrizione. Dovrebbero avere, dunque, degli strumenti per poter effettuare prima una diagnosi e poi un intervento terapeutico». Conoscenze di base che andrebbero ampliate all’aumentare del grado di preparazione del professionista: «Nelle scuole di specializzazione – ha commentato il professore associato di medicina Interna – gli obiettivi dovrebbero essere differenti. I medici specializzandi dovranno acquisire degli strumenti di interventi più precipui inerenti alla propria specialità».

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L’adeguamento formativo dovrebbe coinvolgere anche il farmacista, una figura cardine per la salute del paziente che per il professore Molfino dovrebbe conoscere quantomeno «le strategie e le terapie nutrizionali, come la nutrizione artificiale sia enterale che parenterale. Nozioni importanti soprattutto per chi lavora nelle farmacie ospedaliere o delle Asl».

Quanto tempo ci vorrà affinché il mondo della formazione possa adeguarsi a queste richieste di cambiamento è difficile dirlo. Ma per Alessio Molfino dovremmo essere già sulla buona strada. Società scientifiche, associazioni di pazienti, mondo dell’informazione e Istituzioni sono già state sensibilizzate sul tema: «Il Forum Nutrendo –  il primo Forum italiano dedicato alla nutrizione clinica –  ha dedicato un intero tavolo alla formazione  – ha detto Molfino – proprio per definire i bisogni formativi degli studenti dei corsi di laurea magistrale, prevalentemente di medicina e farmacia, e successivamente dell’insegnamento della nutrizione clinica all’interno delle scuole di specializzazione mediche. Uno stimolo concreto per tutti gli attori del sistema, auspicando – ha concluso il professore – che  questo cambiamento arrivi in tempi brevi».

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