Le proposte delle professioni per il futuro della sanità

I contributi di medici, infermieri, tecnici, psicologi, ostetriche e odontoiatri

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Anelli (FNOMCeO): «È il momento di una visione illuminata della sanità» 

Come sarà il ‘dopo’? Innanzitutto, dovremo abituarci a convivere con il virus, almeno sino a che non sarà disponibile per tutta la popolazione un vaccino efficace. Questo significa che dovremo abituarci a mantenere le distanze di sicurezza e a mettere in atto le pratiche igieniche e organizzative idonee a limitare il contagio. Sarebbe consigliato poi vaccinare tutti gli over 55 contro l’influenza, in modo da facilitare la diagnosi differenziale con i nuovi casi di Covid-19. Visto che non possiamo escludere una nuova ondata epidemica, è assolutamente necessario monitorare l’accendersi di nuovi focolai in modo da stroncarli sul nascere… continua a leggere

 

Mangiacavalli (FNOPI): «Servono più infermieri. Aumentare del 20% i posti all’università» 

Appena l’emergenza sarà terminata si dovrà necessariamente rivedere la consistenza degli organici perché non sia solo un decreto a incrementarli, ma il naturale percorso universitario: prima di COVID al tavolo dei fabbisogni ogni anno chiediamo di riservare alle lauree infermieristica circa il 15-20% dei posti in più rispetto a quelli chiesto dalle Regioni (sempre al ribasso prima dell’attuale situazione) e a quelli stabiliti dal ministero dell’università… continua a leggere

 

Beux (TSRM e PSTRP): «Sistema ha retto ma ora digitalizzare, territorializzare e domiciliarizzare la sanità» 

Dobbiamo assolutamente evitare di ripartire da dove eravamo rimasti prima dell’emergenza pandemica. Quest’ultima ha reso evidenti tutti i limiti della nostra sanità, imponendo una sua radicale revisione. Se è vero che il Sistema sanitario pubblico ha retto, lo è altrettanto che, ancora una volta, l’ha fatto soprattutto grazie alle competenze, alla dedizione e al sacrificio dei professionisti sanitari, ai quali non è quasi mai stato garantito ciò di cui avrebbero avuto bisogno: formazione, modelli e strumenti organizzativi, sorveglianza sanitaria e DPI… continua a leggere

 

Lazzari (CNOP): «L’alleanza tra medicina e psicologia è la cura del XXI secolo» 

problemi di interesse psicologico, come stress, disagio psicosociale, forme lievi/moderate di ansia e depressione, conflitti relazionali e così via sono notevolmente aumentati a seguito della pandemia. Tutto questo richiede sia strategie collettive di prevenzione e promozione delle risorse psicologiche (es. resilienza, capacità adattive) che risposte di sostegno per le persone, se non si vuole che questo disagio ricada sulla salute, sulle relazioni sociali, sull’economia… continua a leggere

 

Vicario (FNOPO): «Meno ospedalizzazione, più servizi territoriali e continuità assistenziale» 

L’epidemia da Coronavirus ha messo in luce le disfunzioni e le falle di uno dei migliori servizi sanitari esistenti al mondo, per il quale però negli ultimi decenni si è investito poco e tagliato molto. L’emergenza COVID-19 ha insegnato, quindi, che è finito il tempo delle attese per rivedere i modelli organizzativi territoriali e ospedalieri, rinforzare la rete dei servizi territoriali, promuovere la continuità assistenziale e ridurre alle effettive esigenze per il ricorso all’ospedalizzazione… continua a leggere

 

Iandolo (CAO): «Il dopo per l’odontoiatria è già ora» 

Il “dopo”, per l’Odontoiatria, è già ora. Il Comitato Tecnico scientifico per l’emergenza Covid-19 ha dato parere favorevole alle “Indicazioni operative per l’attività odontoiatrica durante la Fase 2 della pandemia di Covid-19”, messe a punto dal Tavolo ministeriale istituito dal Viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri. Le Indicazioni costituiscono l’unico documento istituzionale di riferimento in materia avendo superato brillantemente le varie analisi a cui è stato sottoposto… continua a leggere

 

 

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