Salute 23 Aprile 2020

Ricoverato in terapia intensiva per Covid-19, i medici gli istallano un pacemaker e il paziente migliora

L’intervento all’Ospedale di Schiavonia: prima volta in Veneto. Nella struttura sanitaria cardiologi a disposizione h24. Pasquetto (direttore Cardiologia): «Malattie cardiovascolari sono moltiplicatore del rischio di morte»

di Gloria Frezza

Il quadro clinico era preoccupante: una grave polmonite da Covid-19 che lo costringeva in terapia intensiva e una contemporanea valvulopatia aortica, ma i medici degli Ospedali Riuniti Padova Sud di Schiavonia non si sono arresi. È la storia di un 78enne ricoverato e sottoposto con successo a un impianto pacemaker bicamerale definitivo. È la prima volta che succede in Veneto e il paziente è in netto miglioramento.

Al 78enne è stato corretto un blocco atrio-ventricolare che gli causava una grave bradicardia, che stava aggravando notevolmente la sua situazione. Tre ore di operazione tra sanificazione della sala, preparazione del paziente e intervento. Eseguito da Barbara Ignatiuk dell’Unità di Cardiologia con l’aiuto dell’anestesista Elena De Marzi e delle due infermiere di Emodinamica Alessandra Celestino e Viviana Levorato. «Pianificata con estrema attenzione e scrupolosità secondo i protocolli vigenti – si legge in una nota dell’ospedale – per garantire massima protezione agli operatori sanitari».

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Il Covid-19 non è una malattia facilmente prevedibile. In molti casi le complicanze dell’infezione non sono solo respiratorie ma cardiache. I soggetti più a rischio – secondo gli ultimi dati – risultano gli anziani e quelli con patologie che costituiscono rischi cardiovascolari, come ipertensione e diabete. Da quando è diventata Covid-hospital, l’azienda sanitaria veneta ha attivato una reperibilità h24 per i cardiologi, che già lavoravano a tempo pieno nei reparti dei contagiati. In modo da poter mettere immediatamente in moto le sale per qualsiasi complicazione.

«Le malattie cardiovascolari – ha commentato il direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiologia, Giampaolo Pasquetto – sembrano rappresentare un moltiplicatore del rischio di morte in caso di infezione da Coronavirus. E il coinvolgimento cardiaco può assumere tanti aspetti: dalle sindromi coronariche acute e infarto miocardico, alla riacutizzazione di uno scompenso cardiaco, alla miocardite, alle aritmie ipo-cinetiche ed ipercinetiche».

Ma oggi a Schiavonia si festeggia. Il quadro clinico del paziente migliora. Il direttore dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta, si è detto fiero dei suoi operatori sanitari: «È nelle situazioni straordinarie come questa che si riconoscono i veri professionisti, e hanno il volto di queste donne e questi uomini che non si fermano davanti a nulla, servendo con slancio, tenacia e competenza la nostra sanità veneta».

 

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