Salute 28 Marzo 2019

Eterologa, il 95% degli embrioni e dei gameti arriva dall’estero. Dal 29 aprile si rischia stop a importazione

Benigna (specialista in riproduzione assistita): «Dal 2014, in Italia, è possibile ricorrere all’ovodonazione eterologa femminile. In linea teorica è consentito donare i propri ovociti in maniera assolutamente gratuita ed altruistica, ma mancano le Linee Guida del Ministero» | LEGGI LO SPECIALE PMA

di Isabella Faggiano
Eterologa, il 95% degli embrioni e dei gameti arriva dall’estero. Dal 29 aprile si rischia stop a importazione

Dal 29 aprile potrebbe arrivare lo stop all’importazione di gameti per la fecondazione eterologa destinati a molti centri italiani, sia pubblici che privati. Che tradotto in cifre significherebbe rinunciare alla quasi totalità delle Procreazioni Medicalmente Assistite (PMA) eterologhe: in Italia, il 95% di queste fecondazioni vengono effettuate grazie ai gameti o embrioni importati dall’estero.

E chi sceglie questa strada, di solito, non ha molte altre alternative: «Si ricorre alla fecondazione eterologa femminile quando la riserva ovarica è ormai ridotta ai minimi termini, oppure – spiega Michela Benigna, specialista in riproduzione assistita di Institut Marquès a Roma, in collaborazione con Villa Salaria – quando la donna è affetta da endometriosi di stadio severo (terzo o quarto grado), o ancora quando la coppia ha eseguito più tentativi di fecondazione in vitro, almeno 4 o 5, senza successo. Ultima condizione per la quale è consigliata una tecnica eterologa è l’esito negativo di una diagnosi preimpianto, ovvero quando tutti gli embrioni ottenuti da una precedente tecnica di fecondazione assistita omologa siano risultati aneuploidi (cromosomicamente alterati)».

LEGGI LO SPECIALE DI SANITA’ INFORMAZIONE DEDICATO ALLA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA

Tutte le coppie che presentano una o più di queste condizioni – in Italia si stima siano oltre 6mila ogni anno – potrebbero dover rinunciare al loro desiderio di genitorialità sin dal mese prossimo. Il ministero della Salute, infatti, proprio in questi giorni, ha ricordato la scadenza del 29 aprile come data ultima per i centri di PMA di acquisire i certificati di conformità. Molti ne sono ancora sprovvisti per il mancato rispetto della tempistica nelle ispezioni da parte di Regioni e Enti. Un ritardo che per i pazienti che intendono sottoporsi ad una eterologa si traduce in sole due alternative: andare all’estero o ricorrere all’ovodonazione in Italia. La prima alternativa non è accessibile alle tasche di tutti; la seconda, invece, più che ad una soluzione assomiglia ad un miraggio. «In Italia – dice Michela Benigna – è possibile ricorrere all’ovodonazione eterologa femminile dalla seconda metà del 2014. In linea teorica è consentito donare i propri ovociti in maniera assolutamente gratuita ed altruistica, ma dal Ministero non sono ancora chiare le Linee Guida che consentono di attivare questo tipo di percorso. Di conseguenza, la maggior parte dei centri di PMA italiani che eseguono fecondazione di tipo eterologa femminile devono inevitabilmente rivolgersi a banche estere».

LEGGI ANCHE: CONSERVAZIONE STAMINALI, L’ITALIA È INDIETRO. PIERPAOLO SILERI (M5S): «L’AUTOLOGA SOLIDALE È NECESSARIA»

«Il nostro Istituto, che dispone di una propria banca di ovuli, offre invece ai pazienti italiani la possibilità di realizzare una ovodonazione “a fresco” – sottolinea Benigna – senza dover viaggiare all’estero. Grazie alla donazione di ovuli a distanza, il medico realizza personalmente la selezione della donatrice idonea per ogni paziente, che effettuerà la stimolazione ed il pick up. La fecondazione in vitro si realizza quindi a fresco nel laboratorio di Barcellona, con gli ovociti della donatrice. Una volta fecondati, gli embrioni vengono vitrificati il quinto giorno di sviluppo (blastocisti) e mandati all’origine, in modo che il trasferimento dell’embrione possa essere effettuato in Italia».

La situazione non cambia se la coppia necessita di una donazione di liquido seminale: «Esistono situazioni in cui l’eterologa viene scelta per un’infertilità maschile – aggiunge la specialista in riproduzione assistita – e non sono poche. Anzi, negli ultimi anni, i casi di sterilità maschile sono addirittura aumentati. Cosicché, quando non è possibile reperire gli spermatozoi nel partner maschile nemmeno utilizzando le tecniche più avanzate, come il prelievo testicolare degli spermatozoi, è necessario ricorrere al seme di donatore. Le regole in vigore per i donatori maschili sono identiche a quelle previste per le donatrici. E di conseguenza per la maggior parte dei centri italiani l’approvvigionamento avviene attraverso banche estere, principalmente spagnole, greche o danesi. Altri centri, compreso il nostro – conclude Benigna – possono invece contare su una propria banca».

Articoli correlati
Giornata dei prematuri, più che raddoppiati i parti pretermine tra le donne Covid-positive
Mosca (Sin): «Molte donne in gravidanza, per la paura di contrarre il virus, hanno rinunciato a controlli fondamentali per il buon esito della gestazione, aumentando il rischio di mettere al mondo bambini senza vita. Ma questi timori sono infondati: gli ospedali sono sicuri»
di Isabella Faggiano
PMA, il boom dopo lo stop. Guglielmino (SIRU): «+20% di procreazioni medicalmente assistite»
Il presidente della Società italiana della riproduzione umana: «Con la seconda ondata ci aspettiamo un calo delle prestazioni, anche se lavoriamo in sicurezza. Mobilità dei pazienti e attese ridotte grazie alla telemedicina»
di Isabella Faggiano
Con la seconda ondata in aumento ostetriche e donne incinta positive al Covid
Vaccari (FNOPO): «Grazie a tamponi e test sierologici regolarmente effettuati a personale sanitario e pazienti scoviamo tempestivamente anche i positivi asintomatici. Con l’introduzione dei test rapidi nelle sale parto il tracciamento sarà ancora più efficace»
di Isabella Faggiano
Report Eurostat: Italia tra i primi posti per neomamme over 40
La media in Europa è del 5,2% di nuovi nati da mamme con età pari o superiore a 40 anni. In Italia si alza a 7,5%. Il rapporto di Eurostat sulle nasciet Ue
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 25 novembre, sono 59.787.369 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.409.639 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 24 novembre...
Voci della Sanità

Manovra 2021, prevista indennità per gli infermieri. Beux (FNO TSRM e PSTRP): «Offesa alle altre professioni sanitarie, si premi il merito»

L’articolo 66 della bozza della Legge di Bilancio prevede una indennità di “specificità infermieristica” in vigore a partire dal primo gennaio 2021. Ma il Presidente del maxi Ordine delle prof...
Salute

Covid-19, Stefano Vella: «Dall’HIV abbiamo imparato che i virus vanno affamati»

Intervista a Stefano Vella dell'Università Cattolica di Roma: «Pandemia dichiarata colpevolmente in ritardo, ci siamo fidati della SARS. Testare tutti è impossibile, dobbiamo raggiungere una copert...
di Tommaso Caldarelli