Salute 1 Marzo 2018 13:03

Elezioni 2018, cosa cambierà per sanità e salute: ecco la “mappa” dei programmi elettorali

Dall’abolizione dei ticket ai vaccini, dalla formazione alla riforma titolo V e all’ammodernamento degli ospedali. I partiti politici arrivano all’appuntamento del 4 marzo in ordine sparso. Quasi tutti concordano nell’aumento delle risorse per il Sistema sanitario nazionale

Elezioni 2018,  cosa cambierà per sanità e salute: ecco la “mappa” dei programmi elettorali

Manca ormai pochissimo alle elezioni politiche 2018. Oltre 46 milioni di elettori sul territorio nazionale sono chiamati alle urne domenica 4 marzo per la Camera, mentre per il Senato sono 42 milioni 871mila. Gli italiani sono chiamati a eleggere 630 deputati e 315 senatori, compresi i 12 deputati e i 6 senatori della circoscrizione estero. La nuova legge elettorale, il cosiddetto ‘Rosatellum‘, prevede un sistema elettorale misto sia alla Camera che al Senato: un terzo dei seggi è assegnato con il sistema maggioritario e due terzi con il sistema proporzionale. Con il sistema maggioritario in ciascun collegio viene eletto un solo candidato, quello che ottiene più voti (232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato). L’assegnazione dei restanti seggi del territorio nazionale avviene con il metodo proporzionale in collegi plurinominali.

I MEDICI IN CORSA

Non mancano i medici in corsa: tra i nomi Gloria Saccani Jotti candidata per Forza Italia, Gino Di Manici Proietti del M5S, il chirurgo Paolo Anibaldi per il Pd e i tanti altri esponenti della sanità intervistati da Sanità Informazione in queste settimane. La competizione prevalentemente proporzionale rende difficile orientarsi tra i programmi: ogni partito ne ha uno ma a questi si sovrappongono i programmi di coalizione. Cercheremo di riassumere le proposte delle varie formazioni politiche sui temi di salute e sanità, un ambito, a dire il vero, poco presente in questa campagna elettorale ad eccezione della diatriba sui vaccini. Tutti o quasi concordano nell’aumento di risorse per il Sistema Sanitario Nazionale e nello sblocco delle assunzioni. Ecco le principali proposte.

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Movimento 5 Stelle

Tra i venti punti del Movimento fondato da Beppe Grillo uno è espressamente dedicato alla sanità e si intitola “la sanità si prede cura di te”: parla espressamente di un aumento delle risorse per la sanità e della riduzione delle liste di attesa. Per entrare nel dettaglio bisogna leggere un documento chiamato “programma salute” ricco di contenuti. Al centro c’è la salvaguardia del Servizio Sanitario Nazionale da attuare con una dura lotta alla corruzione e agli sprechi, come ha ricordato a Sanità Informazione il chirurgo Pierpaolo Sileri, candidato a Roma. Tra i punti quello di rivedere  il convenzionamento e l’accreditamento delle strutture private e l’intramoenia (con un tetto agli introiti), prevedendo meccanismi di rigorosa verifica di “assenza di conflitti d’interesse e commistioni economiche”. I pentastellati, guidati da Luigi Di Maio che ieri ha presentato il candidato a Ministro della Salute Armando Bartolazzi  (GUARDA IL VIDEO) cercheranno di incidere sulla farmaceutica con l’obiettivo di rompere qualsiasi «interazione inappropriata» tra i professionisti della salute e l’industria farmaceutica. Punto fondamentale è quello di rivedere i criteri di nomina dei direttori generali delle strutture sanitarie rescindendo il legame tra politica e sanità e prevedendo nuovi criteri di nomina basati su procedure ad evidenza pubblica. Sui ticket propongono l’eliminazione di quello sui farmaci, sugli appalti in sanità costi standard e completa centralizzazione degli acquisti. Dal programma è assente il tema dei vaccini, anche se a Sanità Informazione la deputata uscente Giulia Grillo ha sottolineato che la posizione del Movimento sui vaccini è quella di preferire la raccomandazione all’obbligatorietà, anche se in caso di crollo delle coperture si può giustifica l’obbligatorietà.

CENTRODESTRA

La coalizione si presenta con quattro partiti: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi con l’Italia – Udc. Il programma mette al centro la libertà di scelta nell’offerta sanitaria, l’incentivazione della competizione pubblico-privato, l’estensione delle prestazioni sanitarie per i più bisognosi. A questo programma si affianca quello dei singoli partiti. Nel documento della Lega di Matteo Salvini (che tra i candidati vede il medico legale Luisa Regimenti) si parla della necessità di un programma di formazione di una “classe dirigenziale di gestori della sanità”, in grado di saper dare vita ad un sistema sanitario “capace di coniugare le esigenze di utilizzo attento delle risorse sempre più ridotte, con la qualità di prestazioni sanitarie”. Per far fronte alla carenza di medici e del personale sanitario la Lega propone l’aumento del numero dei laureati in medicina rivedendo il numero chiuso per l’accesso ai corsi di laurea, l’aumento delle borse di studio per gli specializzandi. Nel programma di Fratelli d’Italia è previsto un “reale riconoscimento della funzione sociale” di chi si prende cura di un familiare non autosufficiente (caregiver), con tutele concrete in ambito lavorativo e normativo. Si propone un Patto per la Salute tra Stato e cittadini con forme di incentivi anche fiscali per chi effettua una corretta e periodica prevenzione sanitaria. Forza Italia, per cui corre anche Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, non ha un programma di partito. Sui vaccini non si registrano prese di posizione chiare all’interno della coalizione. Salvini ha dichiarato di essere a favore della raccomandazione (e quindi favorevole a togliere l’obbligo), mentre Forza Italia e Noi con l’Italia-Udc (che vede tra i candidati il presidente del partito Antonio De Poli) sono per mantenere l’obbligo.

CENTROSINISTRA

La coalizione composta da +Europa, Partito Democratico, Insieme e Civica Popolare non ha un programma comune. Dunque per le singole proposte bisogna attenersi ai programmi di partito. Il programma del Pd, tra i cui estensori c’è il responsabile Pd sanità Federico Gelli, è il più dettagliato: prevede la revisione del ticket e l’abolizione del superticket, un piano nazionale di gestione delle liste d’attesa. Il partito di Matteo Renzi (che in Campania schiera il primario di Pediatria del Santobono di Napoli Paolo Siani) prevede anche una campagna contro le fake news in ambito medico e una premialità alle regioni attive in campagne di prevenzione. Il Pd è l’unico partito a proporre espressamente la riforma della governance del farmaco e dei dispositivi attraverso un ripensamento del sistema dei tetti di spesa. +Europa, il cui programma è stato redatto dall’ex senatore e esperto di politiche sanitarie Massimo Crivellini, auspica che la spesa sanitaria venga spostata su cronicità e disabilità.  Civica Popolare (che vede come capolista a Roma il neurochirurgo Giulio Maira) del ministro della Salute Beatrice Lorenzin propone l’abolizione del superticket e la revisione dell’intera normativa. Lorenzin ha ribadito la necessità di destinare alla sanità 5 miliardi nei prossimi 5 anni e proporrà una riforma del Titolo V della Costituzione per porre rimedio alle eccessive disparità regionali in ambito sanitario. La lista Insieme, che racchiude al suo interno Verdi, Socialisti e Area Civica, propone sul fronte della disabilità investimenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche e sostegni concreti alle persone disabili. Il centrosinistra difende quanto fatto durante la passata legislatura in materia di obbligatorietà vaccinale.

LIBERI E UGUALI

La formazione guidata da Pietro Grasso punta molto sulla sanità e sul mondo dei professionisti della medicina. Lo slogan scelto è “la salute non si paga”. Il documento programmatico prevede, in primis, l’abolizione del superticket e la riduzione dei ticket per impedire che i costi della sanità siano più alti nel pubblico che nel privato. Punto nodale del programma, l’assunzione di almeno 40mila medici e operatori sanitari per far fronte ai futuri pensionamenti, e investimenti in strutture e tecnologie per garantire su tutto il territorio nazionale il diritto alla salute. Tra i punti anche un piano per la formazione dei medici di famiglia e dei pediatri e il sostegno alla diffusione dei farmaci generici per abbattere i costi per i cittadini. Obiettivo interrompere quella che definiscono una “privatizzazione di fatto” del sistema sanitario e riportare il finanziamento alla sanità nella media europea. LeU sostiene anche la necessità di un freno alle polizze sanitarie nei contratti integrativi, come ha ricordato l’ex senatore Paolo Bodini.

ALTRE LISTE

Accanto ai grandi partiti ce ne sono altri, outsider, che cercheranno di superare la fatidica soglia di sbarramento del 3%. 10 volte meglio, la lista fondata dagli imprenditori Andrea Dusi e Gian Luca Comandini, ha un dettagliato programma sanità redatto dall’ex vicedirettore dell’Oms Flavia Bustreo: la sanità pubblica deve essere rimessa “al centro dell’agenda politica” e devono aumentare i fondi per garantire un “servizio sanitario pubblico, equo e universalistico da garantire alle future generazioni”. Nel programma anche la promozione di corretti stili di vita per giovani e anziani e avviare campagna di informazione scientifica a cittadini e pazienti. Potere al popolo, la lista di sinistra guidata da Viola Carofalo e al cui interno è confluita anche Rifondazione Comunista, propone l’abolizione dei ticket sanitari, la garanzia dei livelli essenziali di assistenza erogati dal SSN e la loro omogeneità su tutto il territorio nazionale, il taglio drastico dei tempi di attesa, anche attraverso la modifica delle norme che regolano l’intramoenia. Il Popolo della Famiglia, il cui leader è Mario Adinolfi, ha al centro il diritto universale a nascere e contro l’aborto, per la cura dei malati e deboli contro l’eutanasia, per l’abrogazione delle leggi su divorzio breve, buona scuola, unioni civili e biotestamento. Nel programma anche l’assistenza e cura dei malati terminali e il potenziamento dei fondi pubblici destinati alla ricerca scientifica delle malattie rare e delle patologie tumorali. Casapound, la lista di estrema destra guidata da Simone Di Stefano, propone un forte controllo del ministero della Salute sulle politiche delle case farmaceutiche, la riqualificazione e l’ammodernamento degli ospedali pubblici e un piano nazionale per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Anche il Partito Comunista di Marco Rizzo al primo punto prevede l’abolizione dei ticket sanitari, oltre al blocco dei tagli al sistema sanitario nazionale, un crescente intervento statale nel settore farmaceutico fino alla sua completa nazionalizzazione.

 

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