Salute 9 Novembre 2020 15:20

Anche i veterinari potranno fare tamponi? Ecco come rispondono i diretti interessati alla proposta di Zaia

Grasselli (FVM): «Già dato grande contributo all’attività di contract tracing ma dobbiamo portare avanti attività che non possono essere rimandate». Penocchio (FNOVI): «Sappiamo fare i tamponi ma esiste problema relativo a responsabilità professionale»

di Giovanni Cedrone e Arnaldo Iodice
Anche i veterinari potranno fare tamponi? Ecco come rispondono i diretti interessati alla proposta di Zaia

«Tutti i mammiferi hanno sette vertebre cervicali e allattano il nascituro. I veterinari sono esperti di mammiferi. L’uomo è un mammifero. Per questo non c’è nulla di trascendentale nel pensare di fare un percorso insieme ai veterinari, qualora fossero disponibili». Solo pochi giorni fa il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, apriva alla possibilità di far fare anche ai veterinari i tamponi per verificare la presenza o meno del Covid sugli uomini. Ma i veterinari sono effettivamente disponibili? È una proposta attuabile? Cosa ne pensano i diretti interessati?

GRASSELLI (FVM): «GIÀ DATO GRANDE CONTRIBUTO ALLA LOTTA COVID MA ABBIAMO TANTE ALTRE ATTIVITÀ CHE NON POSSONO ESSERE RIMANDATE»

«Io rappresento i veterinari del Servizio sanitario nazionale e dunque parlo solo per questi. Dall’inizio di marzo siamo impegnati sia nell’attività di contac tracing sia nei processi dei tamponi che vengono mandati agli istituti zooprofilattici. La nostra attività ha permesso di raddoppiare la capacità di diagnosi degli ospedali. Abbiamo dunque già dato un grande contributo in termini di indagine epidemiologica e attività di laboratorio. Noi, però, dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro». Così Aldo Grasselli, Presidente della Federazione Veterinari e Medici (FVM), commenta la proposta di Zaia.

«Molte attività sono state razionate e procrastinate ma una gran parte di queste non possono essere rimandate: pensiamo al costante approvvigionamento delle derrate alimentati che prima vengono sottoposte al controllo veterinario per garantire la salute sia degli animali che dei consumatori. Ci sono poi patologie animali che non colpiscono l’uomo ma che sono estremamente problematiche perché impattano sull’economia. Insomma, di lavoro da fare ce n’è».

Ma quello delle attività da procrastinare o razionalizzare non è l’unico problema che hanno i veterinari del Ssn: «Ci sono anche tutta una serie di problemi giuridici – spiega Grasselli – che dovrebbero essere verificati preliminarmente dalle istituzioni. Problemi che derivano, banalmente, dall’esercizio di una professione che non è la nostra. Fare un atto medico su una persona vuol dire avere l’abilitazione per farlo, come i medici e gli infermieri, oppure deve essere messo in campo un qualcosa di straordinario per reclutare altre figure. Insomma – conclude il Presidente di FVM –, la nostra disponibilità non verrà mai sottratta ma prima di farci fare quel che non possiamo fare dovrebbero essere utilizzate tutte le risorse disponibili».

PENOCCHIO (FNOVI): «SAPPIAMO FARE I TAMPONI MA ESISTE PROBLEMA LEGATO ALLA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE»

Anche per Gaetano Penocchio, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei medici Veterinari Italiani (FNOVI), esiste un problema di fondo che andrebbe superato nel caso in cui si dovesse effettivamente andare verso la direzione immaginata dal Governatore Zaia: «Ovviamente – spiega –in quanto medici veterinari sappiamo fare benissimo i tamponi. Il punto è che esiste un problema legato alla responsabilità professionale: siamo abilitati ad agire sugli animali e non sull’uomo. Come sempre – spiega Penocchio – vi è piena disponibilità da parte della categoria che rappresento ma è evidente che, prima di tutto, andrebbe risolto questo aspetto che non è affatto secondario».

«In un momento di emergenza – continua il Presidente di FNOVI – tutti dobbiamo remare dalla stessa parte: senza medici e infermieri potrebbero esserci i medici veterinari del Servizio sanitario nazionale. Impossibile invece – conclude Penocchio – ipotizzare un intervento delle strutture veterinarie private, perché, oltre ai problemi sulla sicurezza, impatterebbe sull’attività di cura degli animali, che non può assolutamente cessare».

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Veterinari, Penocchio (FNOVI): «Bene PNRR, medicina veterinaria coinvolta. Ora completare sorveglianza epidemiologica»
La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani si appresta a celebrare il Consiglio Nazionale a Roma, dove verrà presentato l’istant book “Questione pandemia: emergenza o convivenza?”. Il Presidente chiede la riforma delle scuole di specialità e retribuzioni alla stregua dei medici specializzandi impegnati negli Ospedali
«Negata nuovamente la mobilità volontaria del personale del SSN. Il legislatore ci discrimina»
Lettera aperta della Federazione Veterinari, Medici e Dirigenti Sanitari al Ministro della Salute e al Ministro per la Pubblica Amministrazione
di FVM
Contratto, Grasselli (FVM): «La pandemia non sia un’occasione sprecata»
Intervista al Presidente della Federazione Veterinari e Medici: «Servono innovazione e premialità»
Scudo penale per i sanitari: evitare frettolosi palliativi formulati nel nuovo decreto legge
Di FVM (Federazione Veterinari Medici e Dirigenti sanitari)
di Di FVM
Recovery Plan. Le richieste di farmacisti, veterinari, infermieri e assistenti sociali: «Occasione da non sprecare»
In audizione in Commissione Affari Sociali alla Camera i rappresentanti di CNOAS, FNOPI, FNOVI e FOFI
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 17 settembre, sono 227.070.462 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.670.479 i decessi. Ad oggi, oltre 5,81 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Aumentano i contagi tra i sanitari: 600% in più in un mese, l’84% sono infermieri

La presidente FNOPI Mangiacavalli interpreta i dati dell'ISS. Anche nel Regno Unito gli studi confermano che la protezione dall'infezione si riduce dopo 5 mesi dalla seconda dose per Pfizer e AstraZen...
Salute

Pericarditi e miocarditi dopo il vaccino, Perrone Filardi (SIC): «Casi rari e mai gravi»

Dopo i casi della pallavolista Marcon e del calciatore Obiang colpiti da pericardite e miocardite, la parola al professor Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Società Italiana di C...
di Federica Bosco