Professioni Sanitarie 13 Novembre 2018 12:29

Educatori professionali, il presidente Anep Nicola Titta: «L’Ordine è già operativo ma le iscrizioni non sono consentite ai laureati in Scienze dell’Educazione»

L’appello alle istituzioni: «La classe politica provveda a rimuovere tutti gli ostacoli che  impediscono ad alcuni professionisti di iscriversi all’Ordine e di esercitare in maniera libera»

di Isabella Faggiano

Aiuta una persona disabile ad acquisire la massima autonomia di cui è capace. Sostiene un bambino, con un passato fatto di abusi o trascuratezze, nella sua crescita personale. Assiste un anziano non più autosufficiente. Cosi, l’educatore professionale accompagna gli individui, in diverse fasi della loro vita, lungo un percorso sia abilitativo che riabilitativo, “tenendoli per mano” fin quando necessario.

«Un esercito di circa 60 mila professionisti – ha affermato Nicola Titta, presidente dell’Anep, l’Associazione Nazionale Educatori Professionali – che sin dal 1950 prende in carico le persone e tutti gli aspetti funzionali della loro vita».

Ma se la cifra degli educatori professionali che operano in Italia è, per ora, solo una stima, presto ci si potrà basare su un censimento certo. Da quest’anno, infatti, gli educatori professionali, come molti altri professionisti sanitari, hanno l’obbligo di iscriversi all’ordine di competenza. A stabilirlo uno dei decreti attuativi della legge 3/2018 sulla riforma degli ordini professionali e le sperimentazioni cliniche, meglio conosciuta come legge Lorenzin.

LEGGI ANCHE: PROFESSIONI SANITARIE, BEUX (TSRM e PSTRP): «ORDINE FAVORIRA’ QUALITA’. ORA SERVONO DECRETI ATTUATIVI»

Ma anche quando le iscrizioni saranno terminate, all’appello finale potrebbero mancare molti professionisti: «Non tutti gli educatori professionali – ha spiegato il presidente Titta -, pur lavorando da tempo, in ambiti pubblici o privati, possono iscriversi all’Ordine. È il caso dei laureati in Scienze dell’Educazione – ha specificato il presidente Anep – il cui titolo (secondo i requisiti previsti dalla legge attualmente in vigore) non è ritenuto abilitante all’esercizio della professione».

Meno di un anno fa, la legge Iori  – dal nome dell’onorevole promotrice Vanna Iori –  aveva riconosciuto la qualifica di educatore professionale socio-pedagogico a chi consegue un diploma di laurea nella classe di laurea L-19 (Scienze dell’educazione e della formazione ) e quella di educatore professionale socio-sanitario a chi consegue un diploma di laurea abilitante nella classe di laurea L/SNT/2 (Professioni sanitarie della riabilitazione).

Intanto, nonostante alcune difficoltà, così come previsto dalla legge, «l’Ordine è già attivo e operativo – ha aggiunto il presidente Anep -. Dal primo luglio di quest’anno sono cominciate le iscrizioni. Nel 2019, poi,  saranno costituiti i cosiddetti albi professionali che andranno ad implementare l’Ordine già funzionante».

E cosa accadrà a quegli educatori professionali finiti nel limbo? «Su questo – ha assicurato Titta – ci stiamo già mobilitando. Sarà necessario rimuovere tutti gli ostacoli che attualmente impediscono a questi professionisti di iscriversi all’Ordine e di esercitare in maniera libera. Professionisti che già lavorano nel settore da svariato tempo e che, in molti casi, sono anche vincitori di concorsi pubblici. Ci si aspetta quindi che la politica prenda i giusti provvedimenti per aiutare tutte queste persone. Laddove ciò non accadesse – ha concluso il presidente Anep –  sarebbe un vero disastro».

 

Articoli correlati
Fisioterapisti e Covid, i numeri dello studio AIFI: uno su sette positivo durante la prima ondata
La ricercatrice Silvia Gianola, prima autrice dello studio pubblicato su 'Physical Therapy': «Picco di prevalenza più alto nel mese di marzo quando uno su tre dei fisioterapisti che avevano fatto il tampone risultavano positivi»
Gli Audiometristi puntano agli “ambulatori 4.0”
Rodolfo Sardone, presidente SIA: «Digitalizzare la sanità non basta. È necessario formare il personale sanitario che utilizza le nuove tecnologie, fin dall’università. L’abilitazione digitale è necessaria anche tra i pazienti, soprattutto i più anziani»
di Isabella Faggiano
Per la logopedia ogni età è quella giusta
Rossetto (CNDA): «Grazie alle numerose evidenze scientifiche raccolte in materia, i nostri interventi sono sempre più mirati ed efficaci: promuoviamo la suzione non nutritiva tra i neonati, trattiamo i disturbi del linguaggio dell’età evolutiva e della terza età. In prima linea anche nel trattamento degli effetti del Long Covid»
di Isabella Faggiano
Gli igienisti dentali al tavolo tecnico sull’odontoiatria. Di Marco (CDAN): «Implementare la nostra presenza nel SSN»
Telemedicina tra app e tutorial, l’igienista dentale: «Da un lato eseguiamo procedure, dall’altro siamo i coach dei nostri pazienti per la cura della sua salute orale. È il mantenimento domiciliare che fa la reale differenza»
di Isabella Faggiano
Dietista di comunità, Tonelli (CAND): «Accanto a medici e pediatri di famiglia per prevenire e riabilitare»
Assistenza territoriale, il presidente della Commissione d’albo nazionale dei Dietisti: «Puntare sulla telenutrizione per assistere i pazienti che vivono in aree geograficamente più svantaggiate e inserire le prestazioni nutrizionali nei Livelli essenziali di assistenza (Lea)»
di Isabella Faggiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 17 giugno, sono 177.043.245 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.833.075 i decessi. Ad oggi, oltre 2,44 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Cause

Medico condannato a pagare 25mila euro di provvisionale. L’Azienda lo lascia solo

Dopo una condanna in sede penale di primo grado, un camice bianco ha chiesto sostegno alla direzione sanitaria, che gliel’ha negato: «Quel che è successo a me potrebbe succedere a t...
Ecm

Professionisti non in regola con gli ECM, Monaco (FNOMCeO): «Ordini dovranno applicare la legge»

Il segretario della Federazione degli Ordini dei Medici ricorda scadenze e adempimenti per non incappare in spiacevoli conseguenze. Poi guarda al futuro del sistema ECM