Professioni Sanitarie 13 Novembre 2018

Educatori professionali, il presidente Anep Nicola Titta: «L’Ordine è già operativo ma le iscrizioni non sono consentite ai laureati in Scienze dell’Educazione»

L’appello alle istituzioni: «La classe politica provveda a rimuovere tutti gli ostacoli che  impediscono ad alcuni professionisti di iscriversi all’Ordine e di esercitare in maniera libera»

di Isabella Faggiano

Aiuta una persona disabile ad acquisire la massima autonomia di cui è capace. Sostiene un bambino, con un passato fatto di abusi o trascuratezze, nella sua crescita personale. Assiste un anziano non più autosufficiente. Cosi, l’educatore professionale accompagna gli individui, in diverse fasi della loro vita, lungo un percorso sia abilitativo che riabilitativo, “tenendoli per mano” fin quando necessario.

«Un esercito di circa 60 mila professionisti – ha affermato Nicola Titta, presidente dell’Anep, l’Associazione Nazionale Educatori Professionali – che sin dal 1950 prende in carico le persone e tutti gli aspetti funzionali della loro vita».

Ma se la cifra degli educatori professionali che operano in Italia è, per ora, solo una stima, presto ci si potrà basare su un censimento certo. Da quest’anno, infatti, gli educatori professionali, come molti altri professionisti sanitari, hanno l’obbligo di iscriversi all’ordine di competenza. A stabilirlo uno dei decreti attuativi della legge 3/2018 sulla riforma degli ordini professionali e le sperimentazioni cliniche, meglio conosciuta come legge Lorenzin.

LEGGI ANCHE: PROFESSIONI SANITARIE, BEUX (TSRM e PSTRP): «ORDINE FAVORIRA’ QUALITA’. ORA SERVONO DECRETI ATTUATIVI»

Ma anche quando le iscrizioni saranno terminate, all’appello finale potrebbero mancare molti professionisti: «Non tutti gli educatori professionali – ha spiegato il presidente Titta -, pur lavorando da tempo, in ambiti pubblici o privati, possono iscriversi all’Ordine. È il caso dei laureati in Scienze dell’Educazione – ha specificato il presidente Anep – il cui titolo (secondo i requisiti previsti dalla legge attualmente in vigore) non è ritenuto abilitante all’esercizio della professione».

Meno di un anno fa, la legge Iori  – dal nome dell’onorevole promotrice Vanna Iori –  aveva riconosciuto la qualifica di educatore professionale socio-pedagogico a chi consegue un diploma di laurea nella classe di laurea L-19 (Scienze dell’educazione e della formazione ) e quella di educatore professionale socio-sanitario a chi consegue un diploma di laurea abilitante nella classe di laurea L/SNT/2 (Professioni sanitarie della riabilitazione).

Intanto, nonostante alcune difficoltà, così come previsto dalla legge, «l’Ordine è già attivo e operativo – ha aggiunto il presidente Anep -. Dal primo luglio di quest’anno sono cominciate le iscrizioni. Nel 2019, poi,  saranno costituiti i cosiddetti albi professionali che andranno ad implementare l’Ordine già funzionante».

E cosa accadrà a quegli educatori professionali finiti nel limbo? «Su questo – ha assicurato Titta – ci stiamo già mobilitando. Sarà necessario rimuovere tutti gli ostacoli che attualmente impediscono a questi professionisti di iscriversi all’Ordine e di esercitare in maniera libera. Professionisti che già lavorano nel settore da svariato tempo e che, in molti casi, sono anche vincitori di concorsi pubblici. Ci si aspetta quindi che la politica prenda i giusti provvedimenti per aiutare tutte queste persone. Laddove ciò non accadesse – ha concluso il presidente Anep –  sarebbe un vero disastro».

 

Articoli correlati
Professioni sanitarie, Bortone (Conaps): «Imminenti ultimi decreti attuativi legge 3 del 2018, ora fase di sviluppo»
Con gli ultimi due decreti vengono stabilite la composizione delle Commissioni d’Albo e dei consigli direttivi degli Ordini. Ancora al lavoro i tecnici del ministero per l’elenco speciale che raccoglierà chi ha un titolo potenzialmente equivalente: «Quelli che non sono riconducibili alle professioni sanitarie ma che hanno immaginato di poterlo essere rimarranno fuori», sottolinea il Presidente del Conaps
#UnGiornoCon | Igienista dentale. Dascola (Aidi): «Così miglioriamo il sorriso dei nostri pazienti»
Importante lo spazio dedicato all’accoglienza e al colloquio. L’esperta: «Durante ogni visita è necessario dedicare spazio al colloquio: conoscere la storia dentale del paziente garantisce il raggiungimento di migliori risultati»
di Isabella Faggiano
Professioni sanitarie, l’ex ministro Lorenzin: «Maxi ordine fondamentale per combattere abusivismo. Non si torni indietro»
La ‘madre’ della legge 3 del 2018 che ha riunito le professioni sanitarie nel maxi ordine TSRM e PSTRP spiega l’importanza della norma: «Gli ordini hanno non solo una capacità di intervenire sulla formazione e quindi sull’aggiornamento professionale ma anche di adottare provvedimenti disciplinari quando questi professionisti non rispettano il Codice deontologico»
Patto per la salute, FNOMCeO: «Chiamare ai tavoli le Professioni sanitarie»
«Chiamare ai tavoli le Professioni sanitarie». Lo avevano già chiesto, insieme alle altre Federazioni e Ordini nazionali delle professioni sanitarie e sociali, il 21 marzo scorso, in occasione dell’incontro con il Ministro della Salute Giulia Grillo. Ora la FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, e prima ancora la Fnopo, l’omologo ente […]
Massofisioterapisti e fisioterapisti: uguali o diversi? La posizione di Beux (TSRM e PSTRP)
Alessandro Beux (TSRM e PSTRP): «Iscrizione solo per quelli che hanno conseguito titolo prima 1999»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

ECM, finisce a Striscia la Notizia il caso dei medici non in regola. FNOMCeO: «Dal 2020 sanzioni per chi non sarà in regola»

Anche la popolare trasmissione di Canale 5 punta i riflettori sul caso dei tanti medici che non rispettano l’obbligo di legge sull’aggiornamento continuo in medicina. Gerry Scotti: “Pazienti pre...
Formazione

Obbligo ECM, Rosset (OMCeO Aosta): «La formazione tutela la salute pubblica. Con sentenza si esce dall’ambiguità»

«Il rispetto della formazione, la tutela della salute e l’obbligo di rispondere a quanto viene dettato dal legislatore, quindi a osservare la legge, sono cose assolutamente imprescindibili e che re...
di Giovanni Cedrone e Diana Romersi
Salute

Guarire dalla balbuzie si può: Chiara Comastri, psicologa ed ex balbuziente, ci spiega come agisce il metodo Psicodizione

Da balbuziente ad esperta di linguaggio: la psicologa Chiara Comastri si racconta a Sanità Informazione e rivela: «Con un approccio di tipo cognitivo comportamentale e un percorso preciso si possono...