Politica 22 Novembre 2019

Approvato il Contratto nazionale per la dirigenza medica: 190 euro al mese in più e aumento tutele

Il Consiglio dei Ministri ha licenziato il Contratto collettivo nazionale per il triennio 2016/2018 per dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, e dirigenti delle professioni sanitarie. L’accordo interesserà 130 mila dirigenti. Soddisfatti sindacati e associazioni di categoria. Leggi tutti i commenti

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Approvato in Consiglio dei Ministri il Contratto collettivo nazionale per il triennio 2016/2018 per dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e dirigenti delle professioni sanitarie. Il nuovo accordo porterà a circa 130mila dirigenti dell’area sanitaria un aumento in busta paga di circa 190 euro al mese. Il CNL che ha trovato il parere favorevole del Governo è il frutto del lavoro svolto questa estate dall’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e dalle Confederazioni e organizzazioni sindacali rappresentative.

«Un segnale importante, di cui vado molto fiera, perché l’ultimo rinnovo risaliva al biennio 2008-2009». Lo scrive su Facebook il ministro della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone. «Con questo contratto, per il quale va dato merito anche alla collega Giulia Grillo, ministro della Salute nel precedente Governo – sottolinea Dadone – riconosciamo incrementi retributivi a regime del 3,48%, corrispondenti a un beneficio medio complessivo di circa 190 euro/mese».

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«Inoltre ampliamo importanti tutele già previste per il personale del comparto, – continua Dadone – da quelle concernenti le gravi patologie che necessitano di terapie salvavita a quelle in favore delle donne vittime di violenza, fino alle ferie e riposi solidali per i dirigenti che debbono assistere figli minori bisognosi di cure».

Soddisfazione anche da parte del Ministro della Salute, Roberto Speranza. «Una bellissima notizia! Arriva il via libera in Consiglio dei Ministri al nuovo contratto del personale sanitario pubblico!! Finalmente più risorse per chi ogni giorno si prende cura della nostra salute» è il commento affidato ai social.

LE REAZIONI

ANAAO ASSOMED.«Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella seduta odierna il Ccnl della Dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. Il testo verrà ora inviato alla Corte dei Conti per la vidimazione finale. Si avvicina un risultato atteso da 10 anni – commenta il Segretario Nazionale Anaao Assomed Carlo Palermo – e un primo segnale di attenzione per quelle categorie che hanno garantito l’accesso alle cure ai cittadini in una fase critica del nostro SSN. Un grazie particolare al Ministro Speranza per l’impegno profuso nella rapida approvazione della pre intesa contrattuale».

CGIL. «Una buona notizia, approvato finalmente dal consiglio dei ministri il contratto nazionale dei medici e dei dirigenti del SSN sottoscritto a luglio e che attendeva la bollinatura definitiva». Ad affermarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi. «È stato un percorso tortuoso perché un contratto particolarmente positivo per i professionisti ha suscitato in questi mesi qualche difficoltà, ma l’impegno del Governo e delle Regioni consente di raggiungere il risultato sperato prima della fine dell’anno». Inoltre, prosegue il dirigente sindacale, «dobbiamo riconoscere il grande lavoro del ministro della salute, Roberto Speranza, del ministro della Pa, Fabiana Dadone, e del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, per ridare un contratto in tempi rapidi a 130 mila professionisti. Ora attendiamo la convocazione per la sottoscrizione definitiva dopo la valutazione della Corte dei conti».

FVM.«Si tratta di un risultato atteso da dieci anni e un primo segno di attenzione per quelle categorie di professionisti specializzati che hanno garantito la sopravvivenza del Servizio sanitario nazionale e l’esigibilità del diritto alla tutela della salute di ogni individuo che si trovi nel nostro paese» commenta Aldo Grasselli, Presidente della Federazione Veterinari e Medici (FVM). «Un grazie particolare va al Ministro Speranza e al suo staff per aver portato il Consiglio dei ministri ad approvare il nostro contratto in tempi record dopo le non più comprensibili lentezze burocratiche degli ultimi mesi».

FASSID. «Non è stato e non sarà facile tra proteste, a volte giustificate a volte no, e pretesti. Ma ci siamo assunti la responsabilità di rimettere in moto una macchina ferma ed arrugginita. Ora occorre mettersi al volante del contratto in ogni angolo di questo nostro Paese. Ci attende un grande impegno in periferia». E’ quanto afferma Corrado Bibbolino, Coordinatore nazionale FASSID, alla notizia del via libera in CDM al contratto dei medici.

FNOPI. «La chiusura del contratto della dirigenza sanitaria (medici, dirigenti non medici e, dalla riforma Madia, dirigenti delle professioni sanitarie tra cui circa 350 infermieri), rappresenta un ulteriore passo avanti nell’organizzazione del Servizio sanitario nazionale e di conseguenza dei servizi che ne fanno parte. Il contratto ormai assente da oltre dieci anni, anche se come nel caso del comparto sanità rappresenta un momento di transizione verso conquiste di livello più elevato, non può far altro che dare ossigeno a tutti quei professionisti che non hanno mai lasciata sguarnita l’assistenza e che anzi hanno dato tutto ciò che la loro professionalità ha consentito per mantenere alta la qualità dei servizi» Ad affermarlo è Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI).

«Ovviamente – commenta la presidente Mangiacavalli – un grazie va ai ministri – Speranza della Salute e Dadone della Pubblica amministrazione – che hanno confermato col loro impegno l’interesse al servizio sanitario e soprattutto al personale che ne rappresenta l’ossatura portante». «Ora, per quanto riguarda i dirigenti delle professioni sanitarie – spiega la presidente FNOPI – mancano ancora alcune tessere perché il quadro della loro dirigenza sia completo e uniforme con gli altri colleghi dirigenti, ma sicuramente l’occasione di sistemarle è vicina. A partire dalla stessa manovra di bilancio dove già sono stati presentati emendamenti di maggioranza per estendere anche a loro quell’indennità di esclusiva che fa parte del bagaglio della dirigenza sanitaria. Anche di questo – conclude – ringraziamo la sensibilità dei senatori, come dell’altro emendamento che reintroduce anche per gli infermieri la Retribuzione individuale di anzianità, ‘dimenticata’ nella manovra dello scorso anno».

NURSING UP. «Come volevasi dimostrare: tutta questo entusiasmo nel comunicare l’approvazione definitiva del Ccnl della dirigenza medica e sanitaria 2016-2018 non ci meraviglia. I soldi li hanno trovati per il contratto dei medici, ora li trovino per quello degli infermieri. Speriamo che veda la luce anche la reintroduzione della Ria anche per noi, visto che c’è l’emendamento alla legge di bilancio, cosa che abbiamo chiesto in ogni dove. Ora ancora di più premiamo affinché questo Governo non discrimini tra gli operatori sanitari e proceda tempestivamente a chiudere le procedure per l’individuazione di risorse certe e sufficienti per il rinnovo del contratto del personale di comparto 2019-2021 che è già scaduto il 31 dicembre 2018. Auspichiamo che le risorse messe a disposizione non siano i soliti bruscolini, dal momento che hanno firmato un contratto dei medici caratterizzato da incrementi economici sostanziosi». Così Antonio De Palma, presidente del sindacato degli infermieri Nursing Up, commenta l’approvazione in CdM del Ccnl della dirigenza sanitaria.

«Sensibilizziamo il ministro della Salute Roberto Speranza, tanto solerte nell’annunciare l’avvenuta approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del contratto dei medici – prosegue De Palma – affinché dia immediato impulso alla Commissione paritetica in Aran e affinché essa svolga il lavoro che già doveva portare a termine anni addietro, e quindi produca una proposta di revisione dell’ordinamento professionale contrattuale in linea, sia con le esigenze del Servizio Sanitario Nazionale, sia con quelle dei 260mila professionisti che vi operano, figure di eccellenza che forniscono ai cittadini prestazioni di elevata qualità. Contestualmente sollecitiamo il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che in diverse occasioni si era pubblicamente impegnato in favore degli infermieri, a intervenire sull’Aran per la prosecuzione concreta e operativa della Commissione paritetica e affinché venga riconosciuto al contratto degli infermieri quell’avvicinamento al contratto della dirigenza che ormai non vi è più motivo di negargli».

«Noi del sindacato degli infermieri Nursing Up abbiamo presentato una specifica piattaforma di lavoro alla Commissione paritetica della quale ci devono ancora dare conto. Farebbero bene le altre organizzazioni sindacali, come abbiamo fatto noi – sottolinea De Palma – a uscire allo scoperto e avanzare le proprie piattaforme dal momento che gli infermieri e gli altri professionisti sanitari hanno il diritto di sapere quali sono le idee di chi li rappresenta in merito al loro destino professionale e cosa i sindacati chiedono all’Aran e alle controparti regionali per loro conto. Troppo semplice e troppo deresponsabilizzante mettere tutto nelle mani di sedicenti proposte di fonte Aran/Regioni, che noi vediamo come il malcelato tentativo di evitare di assumere le proprie responsabilità». «I sindacati che fanno sul serio il proprio mestiere ci mettono la faccia – conclude il presidente Nursing Up – e a testa alta presentano ufficialmente i loro desiderata, i loro pensieri, le loro proposte di revisione professionale. Noi l’abbiamo fatto, lo facciano pure gli altri».

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