Lavoro 30 Gennaio 2020

Riscatto agevolato della laurea, l’INPS chiarisce: «Può chiederlo anche chi ha studiato prima del ‘96»

Previsto un pagamento annuo della cifra agevolata di 5.260 euro per ogni anno di Università

Anche chi ha studiato prima del 1996 può chiedere il riscatto agevolato della laurea. Lo ha chiarito la Circolare INPS 6 del 22 gennaio 2020 con riferimento al decreto 4 del 2019 sulla riforma pensionistica. Lì era stata introdotta un’agevolazione per chi voleva riscattare gli anni di studio successivi al 1995, vale a dire da quando è iniziato il sistema di calcolo delle pensioni interamente contributivo. Il riscatto della laurea prevede un pagamento annuo della cifra agevolata di 5.260 euro per ogni anno di Università (esclusi gli anni fuori corso). Il pagamento può essere fatto in una sola soluzione o dilazionato fino a 120 rate mensili. Fra i requisiti previsti, bisogna aver conseguito il diploma di laurea, diversamente il riscatto non sarà ammesso, ed essere assicurato presso l’INPS, cioè aver versato dei contributi IVS.

LEGGI LA CIRCOLARE INPS

La circolare dell’Istituto nazionale della previdenza sociale specifica molto chiaramente che chi ha svolto il proprio percorso di studi prima del 1996 (o a cavallo di quell’anno, data in cui è entrata a in vigore la riforma pensioni del governo Dini) può chiedere l’applicazione del riscatto. Esistono però delle condizioni. Il soggetto in questione deve avere meno di 18 anni versati prima del 31 dicembre 1995, almeno 15 anni di contributi versati (al momento della richiesta) e almeno 5 anni nel periodo contributivo successivo al 1995. Sempre stando a quanto specificato dalla circolare, è necessario chiedere il riscatto con il sistema contributivo insieme alla domanda di pensionamento. Se la domanda è stata già presentata ma non ancora definita, è comunque possibile inoltrare la richiesta.

«Con i versamenti in misura fissa – spiega il Dott. Christian Tomi della F.F.S. S.r.l. e collaboratore di Consulcesi & Partners –, indipendentemente dal livello di reddito o dallo stato occupazionale, si potranno coprire gli anni scoperti da contribuzione nel diritto, ma non anche nella misura. Fino al 31 dicembre 1995, infatti, il sistema di calcolo della pensione è retributivo, mentre dopo diventa contributivo. Ebbene, gli anni riscattati per motivi di studio ante 1996 saranno considerati dall’INPS ai fini pensionistici sono nel regime contributivo, in deroga al sistema di calcolo tradizionale». Si prevede un’elevata richiesta? «L’operazione riscatto contributivo agevolato – spiega ancora Tomi –, nei primi nove mesi dalla sua entrata in vigore, marzo 2019, ha avuto un successo inaspettato, con ben 67.680 domande di riscatto presentate online all’INPS. Questa possibilità, in via sperimentale, sarà in vigore fino al 2021 salvo proroghe».

LEGGI ANCHE: È VERO CHE ADESSO È POSSIBILE RISCATTARE GLI ANNI DI LAUREA ANCHE PRIMA DEL 1996?

Articoli correlati
Trattativa pensioni, Cignarelli (Codirp): «Utilizzare risorse del Recovery Fund per prepensionare lavoratori a rischio Covid»
Ai nostri microfoni, la Segretaria generale della Confederazione Dirigenti della Repubblica spiega cosa non sta andando ai tavoli di trattativa con il Ministero del Lavoro e quali sono le soluzioni per riformare il sistema (e prevedere maggiore flessibilità in uscita)
ACN medicina fiscale, raggiunta l’intesa. Ecco cosa prevede l’accordo
Tempo indeterminato, tutele, 2.500 euro al mese per la reperibilità e compenso per ogni visita domiciliare. Previste però una serie di incompatibilità. Le novità dell'Accordo Collettivo Nazionale per la medicina fiscale
Medici fiscali, la pre-intesa per l’Acn spacca i sindacati: le ragioni del sì e quelle del no all’accordo
La maggioranza dei sindacati è favorevole all’accordo con l’Inps: per lo Smi si tratta di un «traguardo ambito da decenni per chiudere con il precariato e aprire alla stagione della regolarizzazione e della stabilizzazione dei medici fiscali». Contraria la Fp Cgil: «Grave errore firmare un’intesa che non tutela i lavoratori»
Fermi e senza stipendio da 5 mesi, non c’è fase 2 per i medici fiscali Inps. Mattioli (SMI): «Lavoratori in malattia senza controlli»
«Molti di noi fanno parte di famiglie monoreddito e sono molto in difficoltà» spiega Piera Mattioli, Responsabile SMI Settore Medici Inps. Dopo una diffida all’Inps, l’istituto di previdenza ha convocato una riunione per il 23 luglio. I mille camici bianchi aspettano la firma della convenzione, ma la trattativa si è fermata nel novembre 2019
Sanità, Fp Cgil Medici: «Riaprire attività medicina controllo per malattia»
Dal sindacato richiesta a Governo e Inps: medici fiscali da 5 mesi senza stipendio
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 1 dicembre, sono 63.254.854 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.468.322 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 1 dicembre: ...
Voci della Sanità

Manovra 2021, prevista indennità per gli infermieri. Beux (FNO TSRM e PSTRP): «Offesa alle altre professioni sanitarie, si premi il merito»

L’articolo 66 della bozza della Legge di Bilancio prevede una indennità di “specificità infermieristica” in vigore a partire dal primo gennaio 2021. Ma il Presidente del maxi Ordine delle prof...
Salute

Covid-19, Stefano Vella: «Dall’HIV abbiamo imparato che i virus vanno affamati»

Intervista a Stefano Vella dell'Università Cattolica di Roma: «Pandemia dichiarata colpevolmente in ritardo, ci siamo fidati della SARS. Testare tutti è impossibile, dobbiamo raggiungere una copert...
di Tommaso Caldarelli