Lavoro 26 maggio 2015

Cassazione: ecco come recupera i suoi soldi il medico “pendolare” e tartassato

Sumai-Assoprof interviene dopo l’ordinanza della Suprema Corte «Per i camici bianchi c’è la possibilità di recuperare migliaia di euro»

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Non è prevista alcuna trattenuta nel rimborso spese del medico specialista per lo svolgimento dell’incarico presso gli ambulatori esterni al comune di residenza. È quanto ha stabilito l’ordinanza n.6793/2015 della Cassazione, escludendo la tassabilità del risarcimento per i costi di viaggio ai fini IRPEF.

Secondo i giudici della Suprema Corte, il rimborso per le spese di viaggio sostenute dal medico specialista ambulatoriale per lo svolgimento del proprio incarico presso ambulatori esterni al comune di residenza ha natura risarcitoria, e non retributiva. Su questo tema il Sumai-Assoprof, il principale sindacato della medicina specialistica ambulatoriale, ha promosso un’azione risarcitoria e invita i suoi iscritti che ritengono di aver subito la stessa ingiustizia a fare ricorso.

«Ancora una volta sono stati calpestati i diritti degli operatori sanitari italiani – afferma il segretario generale del Sumai-Assoprof, Roberto Lala –, ma l’ordinanza della Cassazione ripristina la regolarità degli oneri retributivi. Si apre dunque la possibilità per i camici bianchi di recuperare migliaia di euro relativamente ai 4 anni precedenti alla data della richiesta, in caso di erroneo assoggettamento all’imposta. Siamo pronti a dare battaglia affinché ai medici venga restituito quel che gli è stato ingiustamente tolto. Per questo abbiamo deciso di dare ai nostri camici bianchi la possibilità di essere supportati nei ricorsi da chi ha già ottenuto grandi risultati in sede legale per il rimborso delle specializzazioni».

«Per una valutazione della propria posizione – conclude Lala –  e per intraprendere l’azione, gli iscritti  potranno rivolgersi gratuitamente alle proprie segreterie provinciali. Indipendentemente dalle iniziative delle singole province il Sumai Assoprof ha stipulato una convenzione con Consulcesi, azienda che in ambito nazionale ha ottenuto notevoli risultati in molti procedimenti relativi a diritti negati ai medici, per consentire ai colleghi di essere sostenuti nelle azioni legali con competenza e con un impatto economico contenuto».

«Siamo felici di offrire anche ad una realtà importante e rappresentativa come Sumai-Assoprof e ai tanti professionisti suoi iscritti, la possibilità di ricorrere per vedersi restituito quanto ingiustamente trattenuto dallo Stato italiano», dichiara Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Group, che invita i medici «a contattare gratuitamente i 350 avvocati e consulenti legali al numero verde dedicato 800.122.777 e sul sito www.consulcesi.it per una valutazione delle singole posizioni e per intraprendere l’azione di risarcimento».

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