Politica 31 agosto 2018

Vaccini, Pierpaolo Sileri (Comm. Sanità): «Tema delicato tramutato in braccio di ferro politico. Con nostro Ddl promozione seria vaccinazioni»

Il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato: «L’autocertificazione è un atto di responsabilità del genitore e non è fine a se stessa: ci sono responsabilità penali nel dichiarare il falso». In settimana riunione della Stato-Regioni sullo schema di decreto che istituisce anagrafe vaccinale

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«Le opposizioni hanno tramutato un tema così sensibile come quello dei vaccini in un braccio di ferro politico. Ma con la sanità non si scherza». Il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Pierpaolo Sileri interviene sul tema che ha tenuto banco per buona parte dell’estate e che continua a dividere maggioranza e opposizione in Parlamento: quello dell’obbligo vaccinale.

A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, Sileri fa il punto della situazione e spiega che al momento l’unico intervento del governo è quello della circolare congiunta Miur – Ministero della Salute che permette l’autocertificazione, ma che per ora i dieci obblighi vaccinali introdotti con il Decreto Lorenzin restano in vigore. «L’autocertificazione – chiarisce Sileri a Sanità Informazione – è un atto di responsabilità che fa il genitore e non è fine a se stessa: ci sono responsabilità penali nel dichiarare il falso». Poi ricorda i punti del Ddl presentato da Lega-M5S sul tema dei vaccini: «Si tratta di un testo molto equilibrato. Supera il concetto coercitivo della Legge Lorenzin, si punta a una promozione seria dei vaccini per raggiungere la massima copertura vaccinale con un piano di promozione vaccinale e si istituisce l’anagrafe vaccinale nazionale».

Presidente, a breve riapriranno le scuole. Sulla questione “vaccini” come stanno le cose dopo la circolare congiunta Miur-Ministero della Salute che permette l’autocertificazione?

«Per entrare a scuola, nelle materne e negli asili nido bisogna essere vaccinati. È infatti in vigore il decreto Lorenzin che prevede 10 obblighi vaccinali e, tra le forme sanzionatorie, il mancato ingresso negli istituti scolastici in assenza delle vaccinazioni. L’unica modifica fatta finora dal governo è legata all’autocertificazione. Secondo il decreto Lorenzin, infatti, l’autocertificazione per le vaccinazioni si poteva presentare solo fino al 10 luglio. A inizio luglio però il ministero, a seguito di numerosissime segnalazioni al numero 1500, ha deciso, attraverso una circolare ministeriale congiunta con il ministero dell’Istruzione, di andare incontro ai genitori con una semplificazione burocratica ed eliminare il limite temporale del 10 luglio per permettere a tutti di poter iscrivere a scuola e all’asilo i propri figli. Inoltre, non ci dimentichiamo che la circolare prevede anche la costituzione dell’anagrafe vaccinale nazionale e lo schema di decreto che la istituirà sarà discusso la settimana prossima in Stato-Regioni. Questa era un’enorme lacuna lasciata dal decreto Lorenzin. Proprio per la mancata attuazione dell’anagrafe nazionale vaccini, infatti, si rischiava un gravissimo appesantimento delle procedure burocratiche a carico delle famiglie e delle scuole. Per questo, lo ribadisco, parliamo di una semplificazione burocratica, nulla di più».

Istituti, Asl, Regioni e Comuni hanno istruzioni chiare su come gestire la questione?

«La questione è molto più semplice di quanto si dica. Per i minori da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione nelle scuole (6-16 anni) si può presentare l’autocertificazione dell’avvenuta vaccinazione o della prenotazione effettuata alla Asl. Per i minori da 6 e 16 anni se non si tratta di prima iscrizione è valida la documentazione presentata lo scorso anno se non si devono fare nuove vaccinazioni o richiami. I presidi possono accettare le autocertificazioni e non hanno responsabilità in merito. Questo perché l’autocertificazione è un atto di responsabilità che fa il genitore e non è fine a se stessa: ci sono responsabilità penali nel dichiarare il falso. Ma non solo: l’autocertificazione, come già detto, è solo una semplificazione. Si può autocertificare di aver fatto alcuni vaccini e quindi dopo poco presentare il modulo Asl oppure autocertificare che si ha una prenotazione alla Asl per effettuare il vaccino: trascorsa quella data il genitore avrà il certificato e lo dovrà presentare. Ci saranno controlli incrociati tra istituti scolastici e le Asl. I bambini si devono vaccinare e chi pensa di non farlo sbaglia di grosso».

La maggioranza ha presentato un disegno di legge sul tema dei vaccini che presto sarà al vaglio del Parlamento e che introduce il concetto di ‘obbligo flessibile’. Quali sono gli elementi cardine del provvedimento?

«Si tratta di un testo molto equilibrato che affronta il tema da un punto di vista scientifico, così come sarebbe stato giusto fare fin da subito. Intanto si supera il concetto coercitivo della legge Lorenzin, si punta a una promozione seria dei vaccini per raggiungere la massima copertura vaccinale con un piano di promozione e si istituisce l’anagrafe vaccinale nazionale. L’anagrafe sarà fondamentale per monitorare costantemente i dati e intervenire, laddove necessario, attivando un obbligo».

Come replica a chi vi accusa di fare “confusione” su un tema così delicato e di strizzare l’occhio ai “no vax”?

«Che non è vero, ovviamente. E di abbassare i toni perché prima o poi, anche contro i no vax, inizieranno a fioccare denunce visto il livello a cui alcuni si permettono di arrivare. Sono un medico e da medico non posso essere un no vax, il Movimento 5 Stelle è assolutamente per i vaccini. Leggo delle dichiarazioni allucinanti, alcune non meritano nemmeno risposta. Ne cito una su tutte, Roberto Novelli che accusa il ministro di aver creato confusione con la circolare. Direi che è proprio il contrario, sono le opposizioni che continuano a polemizzare su cose dette e ridette e già spiegate. Peraltro non aggiungendo una riga di novità nemmeno al dibattito politico. Capisco che per qualcuno sia un modo per intervenire anche fine a se stesso in un dibattito piuttosto che in un altro, ma con la sanità non si scherza. La circolare è un atto di semplificazione amministrativa, e lo sanno benissimo tutti, anche chi continua a portare avanti polemiche inutili e davvero, quelle sì, dannose. L’unica cosa certa è che oggi chiunque pensa di poter intervenire a ruota libera sul tema con il risultato che si leggono strafalcioni vergognosi. L’aspetto più assurdo, e questa è una responsabilità becera delle opposizioni, è l’aver tramutato un tema così sensibile in un braccio di ferro politico. Fa sorridere chi parla di anti-scienza dall’alto di ben altre specializzazioni. La scienza non si inventa, la scienza è. La scienza è per i vaccini, non per il mancato accesso a scuola. E noi siamo per i vaccini. I vaccini, è bene ricordarlo sempre, sono uno strumento importantissimo».

Il tema vaccini va affrontato da un punto di vista normativo o scientifico?

«Da un punto di vista scientifico armonizzato nella società chiaramente. E il nostro Ddl va proprio in questa direzione. Le faccio un esempio: i bambini italiani sono tra i più obesi d’Europa, bambini che possono andare incontro da adulti a serie problematiche cardiache o diabetologiche. Uno Stato che fa il suo dovere informa, mette in atto serie campagne informative sulla giusta alimentazione, anche attraverso medici e pediatri, non toglie la patria potestà ai genitori che hanno un bambino sovrappeso, come inizialmente voleva fare il governo precedente per i bambini non vaccinati».

Un’altra questione sollevata in queste settimane è quella dei bambini immunodepressi: c’è una petizione in corso da parte di alcune mamme preoccupate per la salute dei loro figli. Questi genitori possono stare tranquilli?

«Sì, questi genitori possono stare tranquilli. Come già detto non cambierà nulla rispetto al Lorenzin. Si è dato per scontato che dare la possibilità di presentare un’autocertificazione equivalesse a togliere l’obbligo. Si è dato per scontato che in molti, sfidando il Codice penale, dichiareranno il falso, si è dato per scontato che i controlli non ci saranno. Beh, non è così. I bambini si devono vaccinare. Sia per garantire l’immunità di gregge sia per mantenere alta la soglia vaccinale. È stato il decreto Lorenzin a creare allarme, con dieci vaccini obbligatori da fare in un lasso di tempo breve. Peraltro facendo anche confusione tra le malattie che si diffondono e quelle che invece riguardano solo chi se le prende: per esempio, il tetano. L’unico problema reale che c’è in alcune aree del Paese è legato al morbillo. Quest’anno sono morte quattro persone, di queste tre erano adulti. Peraltro, senza mai perdere di vista queste problematiche che restano prioritarie, sarebbe anche il caso però di non distogliere lo sguardo da tutte le altre. I problemi della sanità italiana non finiscono con il morbillo, così come, purtroppo, ci sono tante altre malattie che vanno affrontate in modo serio e anche attraverso strumenti legislativi. Penso, per esempio, ai tumori per cui la capogruppo in Commissione Sanità del MoVimento 5 Stelle Maria Domenica Castellone ha lavorato a un Ddl che istituisce la Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione. Ma non solo. Insomma, i vaccini sono importantissimi, ma non sono l’unico nodo da sciogliere. In ogni caso, su questo fronte, grazie alla legge quadro, all’anagrafe vaccinale e all’obbligo modulato si interverrà in modo mirato laddove necessario, senza allarmismi inutili, ma seguendo i dettami della scienza in una società che cambia e si evolve».

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