Ricerca e tumori 8 novembre 2018

Oncologia, Stanzione (Pfizer): «Per aiutare la ricerca e i ricercatori investiamo su tecnologia»

Il direttore del settore oncologia di Pfizer Italia ai nostri microfoni: «Immunoncologia particolarmente promettente. Puntiamo su innovazione e alleanze strategiche con altre aziende per accelerare lo sviluppo di farmaci innovativi»

Non può esserci lotta ai tumori senza ricerca. Non può esserci ricerca senza investimenti, anche in tecnologia. Oggi esistono infatti macchinari e piattaforme che (apparentemente) hanno poco a che fare con la medicina, ma che sono di grande aiuto per i ricercatori. Come il Watson for Drug Discovery: sviluppato da IBM, contiene 25 milioni di abstract, 4 milioni di articoli scientifici, diverse centinaia di brevetti. E si aggiorna in tempo reale. Ne abbiamo parlato con Alberto Stanzione, direttore del settore oncologia di Pfizer Italia, che si è recentemente dotato della piattaforma.

«La ricerca – spiega Stanzione – va avanti con idee che i ricercatori generano sulla base di informazioni che hanno. Tuttavia, un ricercatore ogni anno non può leggere più di poche centinaia di articoli. Tecnologie come questa, allora, in grado di generare risposte basate sull’evidenza a domande complesse, sono di grande aiuto».

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Una piattaforma che i ricercatori stanno utilizzando nel campo dell’immunoncologia, in cui «presumibilmente – prosegue Stazione – riusciranno a identificare nuovi target terapeutici e nuove combinazioni promettenti di farmaci, e a selezionare meglio i pazienti che devono entrare negli studi clinici in base alle caratteristiche che devono avere per aver successo».

A detta del dottor Stanzione, la chiave è, quindi, «mettere insieme la “classica” ricerca clinica scientifica con la tecnologia. Questa sinergia ha l’obiettivo di generare farmaci e combinazioni di farmaci che hanno molta più probabilità di avere successo e di portare, quindi, un beneficio clinico reale e significativo ai pazienti».

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Sono sempre i pazienti, infatti, al centro della mission che ispira i ricercatori: «L’obiettivo è trasformare la vita delle persone, sviluppando farmaci sempre più efficaci e più rispettosi della qualità della vita. Ovviamente lavoriamo per raggiungere questo obiettivo in diverse patologie – prosegue Stanzione -, focalizzandoci soprattutto su quelle patologie tumluiorali che hanno un bisogno medico insoddisfatto molto elevato. Le aree di ricerca sono tante, perché si va dall’angiogenesi ai meccanismi del metabolismo cellulare. E ovviamente, tra queste aree, una particolarmente importante è quella dell’immunoncologia che vediamo essere particolarmente promettente, avendo già generato tanti dati e tanti risultati positivi in diverse patologie».

«Anche in quest’area – specifica Stanzione – Pfizer vuole agire da protagonista, e lo fa essenzialmente in due modi: puntando sull’innovazione e la tecnologia, come abbiamo fatto con il Watson for Drug Discovery, e creando alleanze strategiche con altre aziende, che ci permetteranno di accelerare la produzione di risultati e quindi lo sviluppo di farmaci innovativi, e di portare ad un gradino più alto i risultati dell’immunoncologia».

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