Studi medici associati, le opportunità del Bonus Aggregazioni

Le condizioni, i limiti e le possibilità del provvedimento previsto dalla Legge di Bilancio 2021 per i professionisti della salute spiegati da Rosy Cichello di Sercam Advisory

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Il Bonus Aggregazioni, come previsto dalla Legge di Bilancio 2021, consente alle società che deliberano nel 2021 operazioni di aggregazione, realizzate mediante fusione, scissione e conferimenti d’azienda, di trasformare le perdite fiscali e le cosiddette eccedenze Ace non ancora utilizzate in crediti d’imposta spendibili, favorendo società e soggetti con una maggiore liquidità.

Con la dottoressa Rosy Cichello di Sercam Advisory, in collaborazione con Consulcesi&Partners, abbiamo voluto creare un approfondimento sul bonus che interessa molti professionisti della sanità. «Va premesso – ci anticipa Cichello – che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto Sostegni bis, che ha fatto una piccola modifica al fine di concedere più ampio respiro sulla tempistica per la delibera dell’assemblea dei soci da parte dei soggetti interessati, prevedendo che affinché l’agevolazione sia applicabile è sufficiente che il progetto di fusione o scissione possa essere approvato dall’organo amministrativo competente delle società partecipanti nell’arco del 2021 e quindi poi realizzato anche nell’anno successivo, mentre per quanto riguarda il conferimento che l’organo amministrativo della conferente abbia deliberato l’operazione dal 1 gennaio 2021 al 31 dicembre 2021».

Quindi in cosa consiste il Bonus Aggregazioni?

«Fondamentalmente non è altro che la possibilità per i soggetti che deliberano nel 2021 operazioni di aggregazione di trasformare in credito d’imposta le perdite fiscali e le eccedenze Ace non ancora utilizzate, spendibile per un quarto dell’importo alla data di efficacia giuridica dell’operazione e per i restanti tre quarti dal primo giorno dell’esercizio successivo».

Come si ottiene il credito d’imposta?

«I soggetti interessati in ambito medico sono soprattutto le strutture costituite in forma societaria. Per l’ottenimento del credito d’imposta, data l’esistenza di perdite fiscali pregresse ed eccedenze Ace non ancora utilizzate, occorre che vengano realizzate operazioni di fusione o scissione e conferimento, verificate le condizioni richieste dalla norma quali:

  1. Pre-operatività: tutte le società che partecipano all’operazione siano operative da almeno due anni.
  2. Terzietà: non devono far parte dello stesso gruppo societario né essere legati tra di loro da un rapporto di partecipazione superiore al 20% né devono essere controllati dallo stesso soggetto economico.
  3. Buono stato economico dei soggetti che partecipano all’operazione di aggregazione aziendale: per nessuna delle società deve essere stato accertato lo stato di dissesto, il rischio di dissesto o lo stato di insolvenza.

A questo punto viene determinato il credito di imposta, che può essere utilizzato in compensazioni senza limiti di importo oppure può essere ceduto o richiesto a rimborso. Ovviamente deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi, sebbene non partecipi al reddito d’impresa e all’Irap. Il Bonus aggregazioni può essere un’opportunità anche per gli studi medici organizzati in forma societaria ad ampliare le proprie dimensioni per essere più competitivi e far fronte alle esigenze del mercato».

Ci sono dei limiti?

«La Legge di Bilancio non ha previsto dei veri limiti né come requisiti soggettivi né altre forme di decadenza che invece erano previste in altre forme di bonus. Un aspetto che non va assolutamente trascurato è il fatto che non è sufficiente solamente la presenza delle perdite o delle eccedenze Ace, ma occorre che si tratti di società vitali per cui non vi è alcuna deroga alle disposizioni che impediscono l’utilizzo delle cosiddette “bare fiscali”. Un ulteriore limite è che il soggetto può applicare solamente una volta l’incentivo indipendentemente dal numero di operazioni straordinarie che vengono realizzate nell’arco di riferimento».

 

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