Sanità, oltre 100 richieste di professionisti stranieri nel 2018. Aodi (Amsi): «Hanno in parte bilanciato la carenza di medici italiani»

Il fondatore dell’Associazione Medici di Origine Straniera chiede che anche gli specialisti senza cittadinanza italiana possano sostenere le selezioni nelle strutture pubbliche, dove possono essere chiamati solo per chiamata diretta

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Concorsi deserti, cittadine senza medico di famiglia o senza pediatra. La questione della carenza di medici è ormai esplosa in tutta Italia e rischia di acuirsi nei prossimi anni a causa dei massicci pensionamenti previsti e dell’imbuto delle borse di specializzazione e del corso di formazione in MMG, troppo poche rispetto al fabbisogno.

Un problema che ha spinto molte strutture pubbliche e private a ricorrere, soprattutto al Nord, a medici di origine straniera: secondo i dati dell’Associazione Medici di Origine Straniera nel 2018 in Italia ci sono state più di 100 richieste di professionisti della sanità di origine straniera. L’Amsi ha sottolineato che negli ultimi dieci anni, il numero dei medici di nazionalità italiana sia sensibilmente sceso e sia stato in parte bilanciato dalla presenza dei medici stranieri, che però possono lavorare solo per chiamata diretta a tempo determinato in ospedali e a tempo indeterminato nelle cliniche private.

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«Ma non possono sostenere nessuna selezione per concorsi presso le strutture pubbliche, a causa del requisito di cittadinanza italiana», sottolinea il fondatore di Amsi Foad Aodi che pone tra le urgenze da affrontare, in proposito, oltre alla programmazione del numero di iscritti alle scuole di specializzazione, la questione dei concorsi per i professionisti della sanità di origine straniera, che non possono essere assunti in strutture pubbliche. I medici Amsi esprimono, infine, «solidarietà e vicinanza a tutti i cittadini che sono stati colpiti da episodi di razzismo», atti che sono in aumento, conclude Aodi, «e sono più del 35 per cento rispetto l’anno precedente secondo il nostro sportello congiunto Amsi, Co-mai e Uniti per Unire».

 

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