A Parma deserto concorso per Pronto Soccorso. Il dg dell’Ospedale Maggiore Fabi: «Questione nazionale ma non rinunciamo ad assunzioni»

«Abbiamo problemi come sistema anche nell’area dell’anestesia-rianimazione e sporadicamente anche nell’area della pediatria, dell’ortopedia, della ginecologia e dell’ostetricia», sottolinea il dirigente. Ora i termini del bando saranno riaperti

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Che in Italia ci sia una carenza di medici è ormai un fatto assodato, certificato da svariati studi e da numeri impietosi. Ma che un concorso possa andare deserto, questo forse è più difficile da immaginare. Invece è accaduto a Parma, dove il bando di concorso per i medici di Pronto Soccorso e di Medicina d’Urgenza dell’Azienda Ospedaliero Universitaria della città è andato clamorosamente deserto: nessuno si è presentato.

Se fino a qualche tempo fa il problema della carenza di medici riguardava prevalentemente le zone interne e quelle montane, ora l’emergenza si sta allargando alle grandi zone urbane, come testimonia anche il caso di Vanzago, comune alle porte di Milano rimasto senza pediatra.

Le cause di un concorso andato deserto possono essere molteplici: può scoraggiare il fatto che la Medicina d’Urgenza sia uno dei reparti più bersagliati dalle aggressioni al personale sanitario, così come i turni spesso molto duri da sostenere. Ma il problema è legato in buona parte all’assenza di specialisti, un’emergenza che ha spinto il Ministro della Salute Giulia Grillo ad attivarsi nelle settimane scorse.

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Dall’Ospedale fanno sapere che non è proprio una novità che un concorso vada quasi deserto: anche nel precedente, chiuso nell’aprile 2017, fecero domanda in 23 e ne furono assunti 5. E precisano che «i medici in organico al Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza dell’Ospedale Maggiore di Parma, tutti assunti con contratti a tempo indeterminato, sono 34».

Il Direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Massimo Fabi sottolinea però che il problema è a livello sistemico: mancano professionisti, come denunciato nei mesi scorsi da quasi tutte le sigle sindacali.

«Non è solamente una questione personale – spiega Fabi – Abbiamo problemi come sistema in alcune discipline fondamentali: una è quella dell’emergenza-urgenza, l’altra è quella dell’anestesia-rianimazione. Ci sono problemi che si presentano sporadicamente anche nell’area della pediatria, dell’ortopedia, della ginecologia e dell’ostetricia. E dipendono anche dalla disponibilità quantitativa dei medici presenti “sul mercato”. Ma questo è un tema di livello nazionale: la Fiaso (Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere) ha recentemente fatto un’indagine dalla quale è emerso che la carenza di medici sarà uno dei prossimi problemi del nostro Sistema Sanitario Nazionale».

Intanto l’Ospedale Maggiore di Parma è corso ai ripari: riaprirà i termini del concorso. E non rinuncerà alla sua politica di assunzioni: dall’inizio dell’anno ad oggi i medici assunti dall’Azienda a tempo determinato o indeterminato sono stati 46 mentre i medici che hanno cessato il rapporto di lavoro con l’Ospedale sono stati 31. E le assunzioni continueranno anche nei prossimi mesi. A breve verranno assunti 7 anestesisti, 3 pediatri, 4 geriatri, 4 chirurghi plastici a tempo determinato.

«Proprio ieri – spiega ancora Fabi – abbiamo riaperto i termini del concorso che è andato deserto lo scorso 20 agosto. La riapertura dei termini darà l’opportunità ai nuovi specialisti di presentare domanda. E noi confidiamo che la partecipazione sia tale per cui potremo avere quei medici che in questo momento servono per supportare l’attività del nostro Pronto Soccorso che non conosce più periodi di ferie. La domanda dei cittadini nei confronti dell’attività di primo intervento è sempre più pressante e stiamo adottando tutte le scelte per adeguare l’organico alle nuove esigenze».

 

 

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