Sanità internazionale 22 settembre 2016

Telemedicina in Francia, l’FHF: «Pratica in espansione, ma servono finanziamenti»

Diagnosi più precise prima del ricovero e assistenza migliore una volta che il paziente è tornato a casa. La telemedicina fa questo ed altro. È per questo che in Francia, dopo essere già stata sperimentata sotto varie forme, prende sempre più piede. A qualche giorno dalla presentazione (prevista per il 23 settembre) del progetto di […]

Diagnosi più precise prima del ricovero e assistenza migliore una volta che il paziente è tornato a casa. La telemedicina fa questo ed altro. È per questo che in Francia, dopo essere già stata sperimentata sotto varie forme, prende sempre più piede. A qualche giorno dalla presentazione (prevista per il 23 settembre) del progetto di legge di finanziamento della Sicurezza sociale 2017 da parte del governo, la federazione ospedaliera francese (FHF) e le lobby degli ospedali pubblici fanno pressione per ottenere più finanziamenti per questa pratica e diffonderne l’utilizzo in maniera più capillare.

La FHF chiede che gli atti di medicina effettuati a distanza vengano considerati alla stregua di quelli tradizionali. La non copertura delle spese relative a questo tipo di atto da parte del Servizio sanitario nazionale costituisce infatti un ostacolo alla loro diffusione in territorio francese. «Se gli atti dei medici effettuati a distanza non avranno valore finanziario, gli ospedali non avranno visibilità per sviluppare la telemedicina», ha affermato David Gruson, delegato generale della FHF. Un primo bilancio degli esperimenti di assistenza a distanza cominciati nel 2014 sarà presentato il 30 settembre dall’Alta Autorità della salute (HAS).

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