Lavoro 14 febbraio 2019

Medici sotto attacco, Rossi (OMCeO Milano): «La classe medica è massacrata. Il nostro lavoro è sottopagato e sotto considerato»

«Poi non stupiamoci se i reparti si desertificano, il territorio si sguarnisce e i medici vanno all’estero. Questa situazione non ha alcun senso». Così il presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, che accoglie la proposta di istituire un Arbitrato della Salute

di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone
Immagine articolo

«Qualsiasi contenzioso risolto al di fuori delle aule di giustizio è bene accetta». Con queste parole il presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, Roberto Carlo Rossi, accoglie la proposta di istituire un Arbitrato della Salute che contribuisca a diminuire il numero di contenziosi intentati nei confronti dei medici. Una categoria, quella dei medici, sotto attacco da diversi punti: non solo nelle aule dei tribunali, ma anche nelle stesse corsie, dove troppo spesso subiscono aggressioni o le conseguenze del blocco del turnover, che spingono sempre più camici bianchi a scappare all’estero: «Non si può massacrare così la classe medica – commenta Rossi -. Ormai siamo non solo al lavoro sotto pagato, ma anche sotto considerato».

LEGGI ANCHE: AUTODIMISSIONI MEDICI, TURNI MASSACRANTI E POCO PERSONALE. LEONI (FNOMCeO): «ECCO PERCHÈ SI LASCIA OSPEDALE»

Presidente, sono ben 300mila le cause intentate contro i medici e gli operatori della sanità che giacciono nei tribunali. Cosa pensa dell’idea di istituire un Arbitrato della Salute, un luogo di compensazione che possa diminuire il numero dei contenziosi?

«Potrebbe essere un’idea. Qualsiasi contenzioso risolto al di fuori delle aule di giustizia, cioè con quelle metodiche alternative alle risoluzioni in ambito giudiziario, è bene accetta. La legge Gelli sulla responsabilità professionale è una legge molto importante e molto positiva, però purtroppo non ha risolto tanti problemi».

Un dato che emerge è che il 40% dei medici che si sono formati poi hanno meno problemi nel contenzioso. Lei pensa che si debba insistere sull’aggiornamento continuo?

«Una buona formazione è alla base di un professionista moderno, e su questo siamo ormai tutti d’accordo. Purtroppo fino a poco tempo fa questo è stato un campo lasciato un po’ all’improvvisazione, ma adesso le cose cominciano a funzionare e tutto comincia ad essere finalmente oliato. Adesso bisogna che gradatamente si entri nel meccanismo e, poi, si potrà pretendere un medico sempre aggiornato».

Questo è un periodo un po’ particolare per la categoria. Si parla di medici sotto attacco, che affrontano turni massacranti, subiscono il blocco del turnover, tanti camici bianchi decidono di andare all’estero… Cosa si può fare secondo lei per riequilibrare la situazione?

«Dirò una cosa forse poco ordinistica, ma è giunto il momento di dirla. I medici sono pagati poco e non hanno la possibilità di fare libera professione. Questa cosa non può andare avanti. Massacrare una classe così non ha alcun senso. Ormai siamo non solo al lavoro sottopagato, ma anche sotto considerato. Negli ospedali, anche nei più grandi, vengono presi sempre più medici a contratto libero professionale, con il vincolo di non poter fare nient’altro: si devono pagare la previdenza autonomamente e guadagnano meno dei colleghi con i quali lavorano fianco a fianco, facendo le stesse cose. I contratti dei dipendenti e dei convenzionati sono fermi da oltre 15 anni, e poi c’è un aumento continuo del contenzioso. È una situazione che non può reggere, non si può trattare la classe medica in questo modo. Poi non ci meravigliamo se i reparti si desertificano, il territorio si sguarnisce e i ragazzi non vogliono più lavorare in Italia o, addirittura, non vogliono proprio studiare Medicina. A queste condizioni mi sembra una cosa ovvia».

LEGGI ANCHE: DA MESSINA ALLA NUOVA ZELANDA, LA STORIA DEL FONDATORE DI DOCTORS IN FUGA: «COSI AIUTO GIOVANI MEDICI AD ANDARE ALL’ESTERO»

Articoli correlati
Contenziosi, i più colpiti sono oncologi, ortopedici, chirurghi e ginecologi. Ma non tutti gli errori sono uguali…
«Se una massa neoplastica interessa un’arteria e il chirurgo, nel tentativo di eliminarla, recide il vaso, non è detto che sia colpevole. Bisogna valutare le specificità del caso». Così il chirurgo maxillo-facciale Valentino Valentini. Ma intanto aumentano i contenziosi ed il ricorso alla medicina difensiva che, secondo il professor Marco De Vincentiis (Sapienza) va ridimensionata con la formazione
Contenziosi medici-pazienti, Pierpaolo Sileri (M5S): «Arbitrato salute idea vincente, riduce i costi per il SSN e scoraggia la medicina difensiva»
«In tutto il percorso diagnostico-terapeutico del paziente possono essere commessi errori: dalla diagnosi fino alla terapia. A volte, si tratta di errori indiretti causati dal sistema ospedale che non sono riconducibili alla responsabilità del singolo medico» specifica il presidente della Commissione Sanità del Senato
di Viviana Franzellitti e Giovanni Cedrone
Contenziosi pazienti-operatori sanitari, Nicola Titta (Anep): «Bene Arbitrato, professioni siano coinvolte. E per la Formazione si lavori su Codice deontologico»
Il Presidente dell’Associazione Nazionale educatori professionali guarda positivamente alla proposta lanciata dal gruppo Consulcesi su una camera di conciliazione per gestire l’enorme mole di ricorsi: «Registriamo tante aggressioni»
Contenziosi, Magi (OMCeO Roma): «Bisogna eliminare cause in tribunale e arrivare a mediazione tra medici e pazienti»
Il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma accoglie la proposta di istituire un Arbitrato della Salute e parla dello sportello che ha istituito per dare supporto sia ai medici che ai cittadini: «Così aiutiamo i camici bianchi che vengono denunciati e spieghiamo ai pazienti che ritengono di aver subito un danno se ci sono le condizioni per chiedere un risarcimento»
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Medici nel mirino delle denunce: accusati di errori chirurgici, diagnosi sbagliate e terapie scorrette
Al fianco dei medici scende in campo la task force legale di Consulcesi & Partners, che dopo l'evento al Ministero della Salute ha ricevuto migliaia di segnalazioni: al primo posto ci sono gli errori chirurgici (37,9% dei casi), seguono le diagnosi sbagliate (15,5%) e le terapie scorrette (10,2%)
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Taglio pensioni e quota 100, che succede ai medici iscritti all’Enpam? Parla il vicepresidente Malagnino

Ad agosto le prime uscite dei dipendenti pubblici con 62 anni di età e 38 di contributi. Secondo i sindacati, saranno circa mille i medici che ogni anno approfitteranno della riforma pensionistica, c...
Sanità internazionale

La lettera di un medico stressato: «Il mio lavoro sta prosciugando la mia umanità»

«L’ultimo tuo contatto umano, poco prima che le tue condizioni peggiorassero velocemente e morissi, è stato con un medico stressato e distaccato, che ha interrotto il tuo ricordo felice. Ti chiedo...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...