Lavoro 23 Dicembre 2021 17:25

Turni massacranti, muore chirurgo dopo 12 ore di lavoro. Quici (Cimo-Fesmed): «Medici ostaggio degli ospedali»

«Non è il primo collega, purtroppo, e non sarà l’ultimo. I medici sono abbandonati dagli ospedali, non riescono ad avere un adeguato riposo e queste sono le tragiche conseguenze. Apriremo una vertenza sulle condizioni dei medici ospedalieri»

Turni massacranti, muore chirurgo dopo 12 ore di lavoro. Quici (Cimo-Fesmed): «Medici ostaggio degli ospedali»

Non è possibile determinare il nesso di causalità tra il malore che lo ha colpito, causandone il decesso, e lo stress psicofisico a cui era sottoposto ogni giorno. Quel che è certo è che Raffaele Sebastiani, chirurgo di 61 anni del Policlinico di Bari, il giorno precedente aveva lavorato dalle 8 alle 14 e la notte, essendo reperibile, aveva gestito le urgenze di pazienti positivi al Covid per 12 ore. I sindacati dei medici hanno chiesto di conoscere turni e orari precedenti alla morte per capire se il dramma possa essere la conseguenza di un forte stress e un gravoso carico di lavoro.

Quici (Cimo-Fesmed): «Condizioni di lavoro insostenibili e inaccettabili»

La notizia spiazza i colleghi che lo ricordano commossi e rassegnati, rimarcando la grande fatica che sentono ogni giorno per i turni massacranti a cui sono sottoposti da anni. «La pandemia ha reso ancora più complicato il lavoro di medici e sanitari. Le condizioni fisiche e psicologiche sono ormai insostenibili e inaccettabili» spiega Guido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed al nostro giornale.

«Ci troviamo con il rischio di dermatologi nei reparti Covid e odontoiatri nei Ps»

«Ad ogni nuova ondata gli ospedali tornano ad essere puntualmente sotto pressione – continua – e i medici ospedalieri esposti in prima persona ad affrontare il Covid-19 e tutto il resto». I problemi che solleva Quici sono, sostanzialmente, tre: imbuto formativo, carenza di personale specialmente per alcune specializzazioni e fuga verso il privato. «Pur di avere il medico a guardia del posto letto ci troviamo con il rischio di dermatologi nei reparti Covid e odontoiatri nei pronto soccorso. Questo cambio di mansione già genera stress a cui si aggiunge la fuga dei medici degli ospedali verso il privato o causa pensionamento. In moltissimi chiedono se ci sono le condizioni per andare in pensione anticipata».

«Ho i miei dubbi – prosegue Quici – che ci siano state assunzioni massicce in questo ultimo anno. E tutto il lavoro di chi è andato via è svolto da chi resta, con orari di lavoro infiniti, prolungati, in condizioni fisiche e di stanchezza incredibili. E poi c’è la paura del Covid, i medici ospedalieri sono ostaggio degli ospedali».

L’Europa stabilisce 11 ore di riposo giornaliere ma in Italia proseguono le infrazioni

Quello dei turni massacranti in sanità é un annoso problema, che va avanti da anni, nonostante chiare normative europee: l’Unione Europea ha infatti già rimproverato l’Italia per il mancato rispetto della direttiva 2003/88/CE che stabilisce un orario settimanale massimo di 48 ore e un periodo di riposo giornaliero di 11 ore consecutive. L’Italia si é adeguata nel 2015 ma solo formalmente, perché le violazioni persistono nei fatti. «L’orario di lavoro previsto dalla normativa europea è del tutto disatteso, è un dato di fatto di cui rendersi conto» conferma Quici. Tant’è che sono numerosi i medici che hanno fatto richiesta di rimborso per il mancato rispetto dei loro diritti in tema di orari di lavoro.

Chi si prende cura dei medici?

Il punto è che lavorare in ospedale con turni e orari massacranti lede i diritti del lavoratore a scapito della qualità del SSN. Con il rischio di aumentare il rischio clinico e gli eventi avversi. «I medici sono abbandonati dagli ospedali, non riescono ad aver un adeguato riposo e queste sono le tragiche conseguenze. Non è il primo collega, purtroppo, e non sarà l’ultimo. È successo a chi lavora in emergenza e sui mezzi di soccorso. Chi si prende cura dei medici? E un medico stanco, che non si sente in forma e in condizioni di salute ottimali, è in grado di prendersi cura del paziente al meglio?» si chiede Quici.

La Cimo-Fesmed pronta alla vertenza

E la Cimo-Fesmed non può restare a guardare. «Apriremo una vertenza sulle condizioni dei medici ospedalieri – rivela Quici -. Nel PNRR si parla, giustamente, di assistenza territoriale, ma non si parla accuratamente di potenziare gli ospedali. E invece il problema è proprio l’ospedale. Non so se la qualità delle cure è stata ottimale in questi ultimi due anni, vista la quantità di interventi chirurgici rinviati per i pazienti cronici. Come sindacato stiamo preparando un questionario da presentare ai medici ospedalieri per sapere quattro cose: quali erano e quali sono le aspettative che hanno, se si sentono sicuri a lavorare negli ospedali, che rapporto hanno con i pazienti e con il datore di lavoro».

Per anni è esplosa la rabbia, ma adesso tra i medici spicca un sentimento di estrema rassegnazione. «Quello che dovrebbe emergere ai nostri occhi, invece, è la grande stanchezza psico-fisica dei medici per lo stress, la mancanza di riposo e le forti implicazioni psicologiche di tutto questo. E negli ospedali è di nuovo emergenza: in queste ore si stanno riconvertendo i reparti ordinari in reparti Covid e si chiede ai medici di bloccare le ferie tanto attese. Prevedo, ancora, un altro periodo difficile. L’ennesimo» conclude il presidente Cimo-Fesmed.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Dopo i medici cubani, la Calabria apre agli specializzandi. Viola (Federspecializzandi): «Servono cambiamenti strutturali»
Per contrastare la grave carenza di medici, la Regione Calabria ha pubblicato un avviso per reclutare specializzandi da tutta italia. Federspecializzandi: «Positivo, ma per specializzandi non è una scelta facile»
Elezioni, CIMO-FESMED: «No a slogan o promesse irrealizzabili. Proposte concrete per salvare SSN»
«Le domande sono numerose, e le risposte di certo non semplici – commenta Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED-. Ma ci auguriamo che trovino spazio nei programmi elettorali di tutti gli attori in campo, in attesa del dibattito pubblico organizzato dall’intersindacale della dirigenza medica e sanitaria in programma per il prossimo 14 settembre»
In Veneto 100 euro l’ora per gli straordinari in Pronto soccorso. CIMO-FESMED: «Estendere accordo in tutta Italia»
Un accordo, quello raggiunto tra la Regione e le organizzazioni sindacali, che prova a rendere nuovamente attrattiva l’area di Emergenza-Urgenza
Consiglio di Stato boccia i reparti gestiti dagli infermieri. CIMO-FESMED: «Competenze mediche non siano affidate ad altri professionisti»
Il sindacato commenta la sentenza: «La gestione del percorso terapeutico e clinico del pazienti deve essere in capo ai medici»
Liste d’attesa, la proposta CIMO-FESMED per recuperare 22 milioni di ore di assistenza l’anno
Il sindacato: «Dedicare le 4 ore a settimana previste per attività non assistenziali a prestazioni mediche aggiuntive per abbattere le liste d’attesa, prevedendo una retribuzione extra-contrattuale»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 27 settembre 2022, sono 615.555.422 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.538.312 i decessi. Ad oggi, oltre 12.25 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Covid-19, che fare se...?

Se risulto negativo al test ma ho ancora i sintomi posso contagiare gli altri?

Sintomi come febbre e tosse possono durare più della positività al test antigenico rapido. Gli scienziati si stanno interrogando quindi sulla durata della contagiosità. L'ipotesi ...
Covid-19, che fare se...?

Quanto durano i sintomi del Long Covid?

La durata dei sintomi collegati al Long Covid può essere molto variabile: si va da qualche settimana fino anche a 24 mesi