Giovani 27 Marzo 2019

Stati generali del giovane medico, Quici (CIMO): «Insistere sul certificato curriculare del singolo»

Diletta Duranti di CIMO Lab racconta la sua storia: «Ho provato a formarmi al meglio, ma sono sempre stata svantaggiata»

di Cesare Buquicchio e Viviana Franzellitti
Immagine articolo

È la generazione di medici che ha dovuto fare i conti con l’imbuto formativo, il blocco del turnover, il precariato, la carenza di personale, i turni impossibili e la ‘medicina amministrata’. Dagli Stati generali del giovane medico, svoltosi oggi a Roma, lanciano un grido di allarme: le cose così non vanno, bisogna cambiare.

Sul palco si susseguono gli interventi dei rappresentanti di diverse associazioni e sindacati medici come Cimo, Anaao giovani, Sigm, Fimmg, Federspecializzandi, Chi si cura di te, Als, Smi e Snami. Ad ascoltare, la FNOMCeO, che ha organizzato la giornata, e i colleghi più grandi, «venuti per cercare di capire le esigenze dei colleghi», come dichiara a Sanità Informazione il presidente di CIMO Guido Quici. «La cosa più importante ora – prosegue – è vedere cosa dicono i colleghi e capire quale visione hanno le altre organizzazioni sindacali per poter poi trarre le conclusioni. Ma una cosa è certa: noi di CIMO spingeremo molto sul certificato curriculare del singolo, che elenchi le sue attività, le sue competenze e le sue conoscenze, perché se un collega è bravo deve potere dimostrarlo ed entrare facilmente nel mondo del lavoro. Ma non abbiamo volutamente portato una proposta strutturata, che presenteremo a novembre agli stati generali conclusivi e a cui la nostra sezione dedicata ai giovani, CIMO Lab, sta già lavorando».

A portare la voce di CIMO Lab agli Stati generali del giovane medico è Diletta Duranti, che ha scelto di raccontare la sua esperienza personale: «Mi sono laureata nel 2009 a Firenze e sognavo di diventare un medico legale – spiega ai nostri microfoni -. All’epoca il concorso per accedere alla scuola di specializzazione era ancora interno, e per una serie di combinazioni il primo anno non sono riuscita ad entrare. Ho quindi iniziato a lavorare da volontaria in ospedale, a Medicina legale, e dopo un anno mi hanno offerto una collaborazione esterna che ho portato avanti per tre anni nella mia città, ad Arezzo. Nel frattempo mi ero però allontanata dal contesto universitario, quando i concorsi per le specialità erano ancora interni, quindi ho cercato contatti con l’università di Modena che mi ha accolto subito. Ma proprio in quell’anno è arrivato il concorso nazionale e sono cambiate completamente le logiche di ingresso, particolarmente svantaggianti per la mia situazione».

«Sono comunque riuscita ad entrare – continua la dottoressa Duranti – ma a Patologia clinica, non a Medicina legale. Ora sono al quarto anno e ho avuto un percorso totalmente disomogeneo. Ho fatto di tutto per formarmi al meglio e rivendermi sul mercato del lavoro, ma sono stata osteggiata in tutti i modi possibili, cambiandomi le carte in tavola all’ultimo momento. Ho dovuto subire le logiche del sistema a discapito della mia formazione e della mia soddisfazione».

Quando infine le chiediamo della proposta di richiamare in servizio i medici pensionati, Diletta Duranti scoppia a ridere: «La trovo una cosa ridicola. Se si intende assumere delle figure di riferimento che possano formare e aiutare i giovani medici ha un senso, ma se deve diventare una scusa per non erogare nuovi contratti e non prendersi la responsabilità di inserire le nuove leve sul lavoro, allora è qualcosa di totalmente inutile».

 

Articoli correlati
Ex specializzandi, anche la FNOMCeO appoggia i Ddl per la transazione
Il presidente Anelli: «Invitiamo ad approvare i provvedimenti e a individuare le risorse necessarie per chiudere l’annosa questione»
Medici del privato in sciopero. De Rango (Cimop): «Non siamo camici bianchi di serie B»
La protesta dei medici dell'ospedalità privata contro il mancato rinnovo del contratto, che attendono da oltre 15 anni, e la solidarietà del Patto della Professione Medica
“Io medico giuro”: al via la nuova campagna di FNOMCeO in omaggio ai medici impegnati contro il Covid-19
«Ci hanno chiamati angeli, ci hanno chiamati eroi. La parola che meglio e pienamente ci definisce è ‘medici’ – spiega Filippo Anelli - perché il medico giura di tener fede ai valori che informano la professione e non viene mai meno a questo giuramento, nelle emergenze come nella quotidianità, anche a costo della propria vita»
Giovani medici in piazza con FNOMCeO. Cosa sta succedendo con i 13mila posti di Medicina e “l’imbuto formativo”
1500 posti in più e il rischio di allargare il bacino dei laureati precari. In piazza Giovani Medici con FNOMCeO e Anaao: «Chiediamo al Ministro contratti in rapporto 1:1 con le lauree, come in altri Paesi europei». Consulcesi: «Si tenga conto anche della meritocrazia. Ogni anno 18mila ricorsi per irregolarità ai test»
13 mila nuovi posti a Medicina. Fnomceo pronta al ricorso: «Ingiusto illudere giovani, cifra troppo alta»
Il presidente Anelli preoccupato per l'imbuto formativo: «Tutto questo deve essere legato a una riforma che porti a uno a uno il rapporto tra le lauree e le specializzazioni. Di questa riforma, però, attualmente non si vede traccia»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 7 luglio, sono 11.626.265 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 538.079 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 6 luglio: nell’ambito del ...
Diritto

Pensioni, la Cassazione: «Necessaria richiesta per lavorare fino a 67 anni». Altrimenti due anni di attesa per il primo assegno

Il rischio per il lavoratore è di essere sollevato dall’incarico al compimento dei 65 anni, senza ricevere la pensione. Possibile eccessiva riduzione degli organici in sanità
Lavoro

Riforma sistema 118, le posizioni (opposte) di medici dell’Emergenza e SIS 118

Presentato al Senato il Ddl di riforma del 118: prevede organici propri e un sistema dipartimentale. Ma è scontro tra Balzanelli (SIS 118) e Manca (Simeu)