Salute 7 dicembre 2017

Bovenga (FNOMCeO): «Con la proroga ECM sono rimasti pochissimi i medici che non si aggiornano»

Il Segretario FNOMCeO: «Situazione formazione in netto miglioramento. Importante ruolo FAD, ormai gran parte della nostra vita si svolge sul web. Ecco le novità per il 2018: in arrivo il Manuale del Professionista e Dossier Formativo»

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Triennio Ecm agli sgoccioli: il 31 dicembre suona il gong per la fine della proroga concessa ai professionisti sanitari in ritardo con gli obblighi. Sul tema Sanità Informazione ha intervistato Sergio Bovenga, Presidente del Consorzio Cogeaps (Consorzio Gestione Anagrafica delle Professioni Sanitarie) e Segretario FNOMCeO.

Presidente, tra poche settimane scadrà la proroga del triennio formativo ECM 2014–2016. Lei, già a settembre all’incontro FNOMCEO di Bari, aveva riportato numeri incoraggianti. È confermata la tendenza?

«Rispetto al triennio precedente la situazione è assolutamente migliorata e in via di miglioramento, perché tale numero potrà ulteriormente incrementare con il recupero dei crediti del 2017, e con le molteplici possibilità offerte da crediti individuali e potenziali esoneri ed esenzioni. Oggi i ¾ dei professionisti iscritti ad Ordini, Collegi ed Associazioni si formano seguendo le regole del sistema ECM. Se consideriamo i giovani esonerati e i pensionati che rimangono iscritti per affezione della professione, risulta evidente che sono pochi i professionisti che non si aggiornano con il programma di formazione continua ECM. Ma ancor più, per capire come il sistema stia migliorando, basta osservare come tra i professionisti attivi nella formazione ECM, molte professioni come i medici, gli odontoiatri e i farmacisti certificano la maggioranza dei professionisti, che significa che non solo si formano, ma che lo fanno nel pieno rispetto delle regole e dei limiti previsti. Come ultima nota è doveroso aggiungere che qualche volta i professionisti fanno formazione non accreditata ECM e pertanto difficile da quantificare».

In generale i medici apprezzano l’attuale sistema di aggiornamento professionale, ma quali migliorie si potrebbero apportare al sistema ECM per i prossimi anni?

«Sicuramente un maggior coinvolgimento del professionista, nell’orientare l’offerta formativa, è un obiettivo che, anche attraverso lo strumento del Dossier, il Sistema ECM si è posto. L’esigenza che hanno i professionisti è di andare verso una semplificazione del Sistema ECM e un sistema che risponda maggiormente alle loro esigenze e che non si basi solo sull’offerta proposta dai Provider. L’evoluzione professionale pone il professionista di fronte a sfide che potrà vincere solo con un programma di formazione che gli dia le competenze e gli strumenti idonei a innovare le professioni sanitarie».

Moltissimi medici scelgono la formazione a distanza, ritenuta più comoda e semplice. Secondo lei la FAD e l’integrazione con i nuovi media possono essere elemento importante nel mondo della formazione?

«La FAD non è altro che la fruizione della formazione attraverso tecnologie informatiche, che rappresentano un processo oramai naturale parte della nostra vita quotidiana, sia lavorativa che privata. Oggi si fruisce di E-book per leggere libri, si vedono streaming su internet di entertainment e, soprattutto, si lavora costantemente con PC e tablet. Ragion per cui è evidente che la naturale evoluzione della formazione non potesse che svolgersi in prospettiva con strumenti quali la FAD, con le potenzialità ed i limiti di questa tipologia di formazione. Chiaramente le forme interattive di formazione sono da prediligersi per l’alto valore formativo che riescono a trasmettere, ma d’altra parte è evidente che la FAD continuerà ad essere un pilastro importante della formazione».

Tra pochi giorni scade la proroga, ma a gennaio inizia il secondo anno del triennio formativo 2017- 2019. Quali prospettive per il prossimo triennio?

«Credo che il prossimo triennio rimarrà nel solco di un sistema ECM che forse lentamente, ma costantemente, evolve verso una struttura in costante miglioramento seguendo sempre più criteri di qualità. La formazione continua rimane un elemento cardine in un processo di life-long learning e di rivalidazione del Professionista e di questo se ne stanno rendendo conto anche i professionisti sanitari che partecipano apportando costanti benefici al sistema. Sicuramente ci aspettiamo che nei prossimi mesi sarà licenziato dalla Commissione Nazionale ECM il Manuale del Professionista, che dovrebbe andare ulteriormente verso una logica di semplificazione ed una accelerazione sull’utilizzo del Dossier Formativo, affinché il sistema ECM diventi sempre più un sistema a misura del professionista e della sua capacità di evolvere nel tempo a favore di una sanità al passo con le innovazioni e con le esigenze dei cittadini».

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