Lavoro 12 aprile 2016

Aumenti salariali, assunzioni e formazione: sul contratto dei medici ora si fa sul serio

Sbloccate le macro-aree: al via le procedure per la firma. I sindacati incalzano il governo per i fondi e le Regioni per i fabbisogni. Tempi più brevi per l’abilitazione: niente più tirocinio

Immagine articolo

Ora assunzioni e aumenti salariali. Ruolo del medico e formazione (intesa come accesso alla professione) sono stati i temi che hanno monopolizzato gli incontri di queste ultime settimane tra i sindacati ed il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Ora, però, sembra essere arrivato il momento di spingersi oltre.

Di riunione in riunione è emersa la necessità di cominciare a ragionare sui numeri e, di conseguenza, sui fondi, chiamando in causa anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

Raggiunta l’intesa all’Aran sulle macro-aree (ridotte da 11 a 4) non ci sono effettivamente più ostacoli per avviare le trattative. L’Intersindacale in una nota ha detto chiaramente che «ora il Governo non ha più alibi» e la questione ha fatto già capolino nell’ultimo vertice al Ministero della Salute. Al tavolo c’erano anche MIUR e Regioni e, pur ragionando soprattutto sulla delega del lavoro in Sanità derivate dall’articolo 22 del patto della Salute, si è inevitabilmente anche parlato di organici e contratto. Cgil, Cisl e Uil medici hanno proposto di eliminare il tirocinio abilitando i medici già al momento della laurea, come avviene in tutta Europa (i tre mesi di “stage” cui segue un esame con sporadiche sessioni annuali allunga di molto i tempi per accedere alle scuole post laurea).

Una proposta che ha trovato ampia condivisione su tutti i fronti ed è stata rafforzata dall’ipotesi di contrattualizzare gli specializzandi dell’ultimo biennio «in modo tale da agevolare il loro inserimento nella rete ospedaliera regionale – spiega Riccardo Cassi, presidente di Cimo – e abbreviare i tempi previdenziali. Sia chiaro – precisa – che queste assunzioni non vanno ad incidere sui fabbisogni che le Regioni stanno per comunicare al Ministero: bisogna comunque assumere per risolvere il problema dei turni massacranti». Una soluzione che non convince, però, i giovani medici che hanno espresso le loro perplessità al riguardo in una successiva riunione convocata al Ministero della Salute con tutte le associazioni di riferimento dei futuri camici bianchi: «Rimane inalterata la nostra posizione – afferma Andrea Silenzi, presidente del SIGM – e quindi da parte nostra arriva un forte no per l’utilizzo di specializzandi contrattualizzati nell’ultimo biennio perché c’è il rischio che diventino tappabuchi di un sistema che al momento non è razionale. Questo perché manca l’ accreditamento delle unità operative, fermo da 14 mesi. È necessario partire da lì per creare reti formative reali e non spostare forza lavoro a basso costo visto che c’è un blocco del turn over che tarda e a sbloccarsi. Senza dimenticare la questione calda del monte orari legata alle carenze degli organici. Non vogliamo essere noi i risolutori dell’inappropriatezza organizzativa delle Regioni». «Abbiamo chiesto subito lo sblocco del DCPM sui precari – interviene Biagio Papotto, presidente di Cisl medici – e sul contratto saremo chiari con il governo che deve metterci i soldi per sedersi al tavolo».

Fondi e programmazione come suggerisce Aldo Grasselli, segretario del SIVEMP, il sindacato dei Medici Veterinari: «Senza programmazione nel Ssn si arriva alla guerra tra poveri: i medici si continueranno a contendere le scuole di specializzazione, i posti non saranno coperti perché mancheranno gli specialisti ed in questa maniera il Ssn rischia di crollare. La gobba demografica dei medici è al suo massimo, siamo in procinto di pensionare il 30% dei medici e dei veterinari. Contestualmente il personale non può essere assunto a 45 anni perché deve portare energie fresche, voglia di fare, capacità di innovare nell’interesse dei pazienti».

«Vi è una sperequazione – fa notare Pina Onotri, segretaria dello SMI – che produce un imbuto formativo e crea disoccupati laureati. Le stime attuali dicono che al momento su 96mila laureati ci sono solo 80mila specializzati. C’è un gap di 16mila professionisti che non hanno accesso al Ssn e vanno a riempire aree di sottoccupazione e precariato nelle strutture private. Anche questa diventa una questione fondamentale al momento di discutere il contratto, ma bisognerà fare i conti con i vincoli economici sui quali non ci siamo ancora confrontati».

Sulla battaglia al precariato i sindacati non sono disposti a fare sconti al governo: «Vanno aboliti tutti i contratti atipici – afferma ancora Cassi – e trasformati in assunzioni a tempo indeterminato e determinato. Su questo punto abbiamo ridotto le distanze anche con le Regioni. Ora però avanti con il contratto: c’è un mese e mezzo di tempi tecnici, ma poi si deve arrivare alla firma definitiva».

Articoli correlati
Assunzioni in sanità: ecco le date delle prove per la stabilizzazione di 1400 lavoratori
Sono state fissate le date per le prove dei 145 concorsi che saranno indetti nella Regione Lazio e destinati alla stabilizzazione dei 1.400 lavoratori operanti nella sanità con contratti a tempo determinato, secondo il perimetro definito dal DPCM del 6 marzo 2015. Lo comunica la Regione Lazio in un comunicato stampa. Le prime prove scritte […]
80° Congresso Nazionale SIMLII, la medicina del lavoro dalla ricerca alla professione
Dibattiti, confronti, corsi di aggiornamento specifici e linee guida su tutte le tematiche inerenti la medicina del lavoro: ecco le tematiche che verranno affrontate durante l'incontro
Autocertificazione malattia, Giansante (Medicina Fiscale): «Un errore, solo il medico può capire reale entità problema»
Il Vicepresidente ANMEFI (Associazione Nazionale Medici di Medicina Fiscale) commenta ai nostri microfoni la proposta di legge firmata dal Senatore Romani che ipotizza la possibilità per i lavoratori di autogiustificare i primi tre giorni di assenza per malattia dal lavoro
Asl, al via piano assunzione di 1947 persone a tempo indeterminato
Le Asl ora hanno facoltà di applicare autonomamente le disposizioni del decreto 403/2016, che dà il via a un piano di assunzione di 1947 persone a tempo indeterminato. Il Consiglio Regionale del Lazio ha infatti abrogato la Legge Regionale 14 del 2008 che imponeva alle Asl di richiedere un’autorizzazione preventiva alla Regione prima di assumere […]
La malattia del futuro? La paura di rimanere disconnessi. Si chiama Nomofobia
Terrore di rimanere disconnessi. Si chiama ‘Nomofobia’ (no-mobile-phone-phobia, termine di recente introduzione nel vocabolario della lingua italiana Zingarelli) ed è la malattia da iperconnessione del 21° secolo....
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Ex specializzandi: 62 milioni di euro di rimborsi. Ma arriva la prescrizione…

Lavra (OMCeO Roma): «Felice per i colleghi rimborsati, Consulcesi patriottica». Andrea Tortorella (Ad Consulcesi): «Cifra emblematica, consigliamo a tutti i camici bianchi di muoversi prima della p...
Lavoro

Medici di famiglia, Lorenzin: «Sono le nostre braccia sul territorio. Più risorse da Def e fondi regionali»

«Investiamo sul capitale umano, i nostri medici di famiglia sono l’anello forte della catena» così il Ministro Lorenzin intervistata al 74° Congresso Nazionale Fimmg. Ecco le ultime novità su D...
Lavoro

Enpam: «Pronti da subito a pagare pensioni in cumulo. Ora il problema sono i tempi»

Prime reazioni alla pubblicazione della circolare Inps che dà operatività al cumulo contributivo gratuito. «Resta il problema di quando queste pensioni saranno pagate» precisa la Fondazione