Consulcesi: «Oltre 500mila euro recuperati dai nostri camici bianchi. Ecco come fare»

Presentando l’apposita integrazione alla dichiarazione dei redditi è possibile vedersi restituire l’IRAP ingiustamente versate a partire dal 2012 e compensare con i crediti maturati. Consulcesi e il suo partner tecnico specializzato in consulenza tributaria in pochi mesi hanno permesso la restituzione di oltre 500mila euro ai camici bianchi danneggiati

Recuperare il 100% dell’IRAP ingiustamente pagata negli ultimi 5 anni? È possibile, a patto di muoversi rapidamente. In che modo? Lo spiega Consulcesi, realtà di riferimento nella tutela legale dei camici bianchi che, insieme al suo partner tecnico specializzato in consulenza tributaria, ha già permesso la restituzione di oltre mezzo milione di euro ai camici bianchi che avevano versato l’imposta ingiustamente: «L’articolo 5 del Decreto Fiscale (DL 193/2016) – spiegano in una nota – ha introdotto la possibilità di presentare la “dichiarazione integrativa a favore del contribuente” fino alla scadenza del termine di decadenza dell’azione accertatrice anche per l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive. Una delle principali conseguenze di questo provvedimento è l’allungamento da quattro a cinque anni in cui si può andare a ritroso per ottenere il credito». In sostanza, chi agirà nel corso del 2017 potrà recuperare l’IRAP versata a partire dal 2012: i crediti che emergeranno andranno in compensazione, per quanto riguarda l’ultimo anno sin da subito e per il resto fin dall’anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa.

«Secondo quanto stabilito da recenti sentenze della Cassazione, ovvero le n. 9451/2016, 7291/2016 e 7371/2016, – spiegano ancora i legali Consulcesi – possono accedere ai rimborsi tutti i professionisti con un unico dipendente che abbia mansioni di segreteria o meramente esecutive, ad esempio una segretaria o un infermiere (ma non un altro medico) con orario full-time o due dipendenti con orario part-time; sono esenti dall’IRAP anche i medici professionisti che svolgono l’attività in forma associativa in convenzione con il Servizio sanitario nazionale che hanno uno o più dipendenti. In entrambi i casi deve essere verificata la presenza di beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile per l’attività».

Ma quanto è possibile recuperare? Difficile dare cifre, che ovviamente cambiano da medico a medico. Consulcesi fornisce tuttavia un esempio indicativo: «Con un valore medio nazionale del 4% di IRAP, su un reddito imponibile di 70mila euro è possibile vedersi riconoscere oltre 15mila euro. Per tutti quei medici che hanno versato l’IRAP quando non erano tenuti a farlo, Consulcesi ha messo a disposizione 1.000 consulenti che rispondono al numero verde 800.122.777 e sul sito internet www.consulcesi.it».

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