«Tartassati dallo Stato, ma risarciti in poco tempo». Le testimonianze dei medici

«Peccato non averlo fatto prima». È questo il pensiero comune ai camici bianchi che hanno fatto richiesta tramite Consulcesi di recupero delle imposte ingiustamente versate: «Ho recuperato oltre 6.500 euro per un anno e mezzo di pagamenti non dovuti»

Storie di medici a cui lo Stato ha «fregato» un sacco di soldi. Quella dell’IRAP (l’Imposta regionale sulle attività produttive) che viene chiesta ai camici bianchi italiani anche se, a norma di legge, non devono pagarla, è una questione che negli ultimi anni ha creato non pochi problemi. La normativa è – come sempre – molto intricata e anche specialisti del settore spesso vedono articoli e cavilli da prospettive antitetiche e le interpretano in maniera diversa. E tra questi esperti, la legge e l’Agenzia delle Entrate ci sono i comuni cittadini, spesso in balia di norme che si evolvono con il tempo e cangevoli interpretazioni che rendono il tutto troppo difficile da seguire.

Prendiamo il caso dei camici bianchi e del problema IRAP. Sono tantissimi i professionisti che credevano di dover versare l’Imposta allo Stato, e che in effetti lo hanno fatto. Salvo scoprire, tempo dopo, che quei soldi dovevano restare nelle loro tasche. «Con questa storia – dichiara l’urologo Francesco R., che ha recuperato quanto gli spettava dopo essersi rivolto a Consulcesi – lo Stato mi ha fregato un sacco di soldi». Unico rimpianto del medico, non essersi mosso prima: «Alcuni miei colleghi – continua – si sono mossi prima, e hanno fatto bene. Io ormai sono in pensione, ma per un anno e mezzo di IRAP ho recuperato in poco tempo una cifra enorme, oltre 6.500 euro…».

Anche la Dottoressa Maria Assunta L., medico di medicina generale, ha ottenuto il risarcimento di quanto ingiustamente versato e, ovviamente, è molto felice di averlo fatto: «Tutto il procedimento si è chiuso in pochissimo tempo. Sono molto contenta del risultato ottenuto, tant’è che mi dispiace non aver agito prima, in modo da recuperare più anni di IRAP versata ingiustamente. Per questo ho già consigliato ad un sacco di colleghi di fare altrettanto».

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di Isabella Faggiano