Integratori alimentari 1 Agosto 2019 15:01

Integratori, Picardo (dermatologo): «No a “sentito dire” o “fai da te”. Servono prove scientifiche»

«Se suggeriamo di assumere integratori ai pazienti va dimostrato che hanno una capacità biologica, fisiopatologica, di interferire con i processi dell’organismo. Così Mauro Picardo, direttore del dipartimento clinico sperimentale dell’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma

Integratori alimentari sì o no? La risposta la dà la scienza: sì in situazioni di carenze nutrizionali, sotto stress, in malattia o in periodi particolari; no come “pillole magiche” per prevenire o curare malattie.  L’art. 2 della Direttiva 2002/46/CE definisce «gli integratori alimentari come prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico». “Alimenti”, quindi, in forma concentrata, estratti naturali o sintetici di vitamine, minerali, amminoacidi, fibre, erbe.

LEGGI LO SPECIALE INTEGRATORI ALIMENTARI DI SANITA’ INFORMAZIONE

Mauro Picardo, direttore del dipartimento clinico sperimentale dell’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma, a margine del recente convegno al ministero della Salute, ribadisce ai nostri microfoni la necessità di evidenze scientifiche circa i benefici degli integratori alimentari.

Professore, perché è importante effettuare delle prove scientifiche sull’efficacia degli integratori alimentari?

«Perché ormai oggi, e con le conoscenze che abbiamo, anche se gli integratori alimentari sono considerati e sono degli alimenti, non possiamo considerare di attribuire un effetto benefico di qualunque tipo, anche nell’omeostasi e fisiologia dell’organismo, che non sia dimostrabile con prove scientifiche. Non possiamo andare avanti, nel 2020, con il fatto che la nonna o bisnonna utilizzava un certo prodotto per migliorare delle situazioni o che alcune erbe possono migliorare l’irritazione cutanea o la scottatura solare. Se vogliamo suggerire di prendere gli antiossidanti per ridurre il rischio di scottature solari dobbiamo dimostrare che gli antiossidanti che noi stiamo suggerendo hanno la capacità di bloccare la produzione di radicali liberi, di inibire l’induzione del processo infiammatorio e quindi effettivamente di avere una capacità biologica, fisiopatologica di interferire in alcuni di quelli che sono i processi dell’organismo. E questa è una cosa che vale per tutti gli integratori. L’organismo europeo che controlla l’alimentazione, gli alimenti e gli integratori, ha definito che per alcune sostanze, come le vitamine, si possono vantare effetti benefici. Per altri alimenti, che si vogliono proporre per il mantenimento della fisiopatologia dell’organismo, bisogna dare evidenza di quello che sia il meccanismo che induce quel fenomeno. Non si può andare avanti su un concetto di tradizione, dobbiamo avere un’evidenza scientifica della validità dell’obiettivo che ci si pone».

Professore, è arrivata l’estate: è consigliabile assumere regolarmente un integratore alimentare che non solo prepara la pelle all’esposizione solare e la difende dai danni ossidativi causati dal sole ma ci permette anche di abbronzarci correttamente e sfruttare i raggi solari per assumere la vitamina D?

«Noi dermatologi suggeriamo l’assunzione di integratori alimentari prima dell’esposizione solare; ce ne sono tanti: alcuni contengono vitamine e sali minerali su cui è già dimostrato l’effetto antiossidante ossia la capacità di bloccare la degenerazione dei radicali liberi e diminuire la capacità del sole di indurre la scottatura. Ci sono anche una serie di altri integratori che vengono proposti che invece sono estratti di erbe o sostanze naturali estratte da alimenti naturali. Su questo, ovviamente, serve che ci sia una documentazione scientifica per cui valga la pena. Io suggerisco di prendere degli integratori ai soggetti normali e, soprattutto, ai soggetti che tendono a scottarsi, perché effettivamente, l’assunzione di integratori aiuta a resistere meglio ai danni o agli effetti collaterali da esposizione solare e ad avere un’abbronzatura migliore.

Per concludere professore, c’è qualche raccomandazione che si sente di dare per prendere il sole in sicurezza?

«Prenderlo con intelligenza, qui vale la tradizione: le prime ore la mattina, evitare le ore centrali della giornata e riesporsi poi nella seconda parte del pomeriggio. Utilizzare le coperture fisiche per i bambini, che sono migliori di ogni tipo di ogni copertura chimica e tutti i soggetti adulti devono mettere la crema protettiva. Va da sé che l’applicazione va aggiunta in una quantità sufficiente e ripetuta nel tempo perché possa avere l’effetto protettivo che viene dichiarato».

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 1° luglio, sono 547.500.575 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.335.874 i decessi. Ad oggi, oltre 11,74 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dall...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Negativo con i sintomi, quando posso ripetere il test?

Capita sempre più spesso che una persona con i sintomi del Covid-19 risulti negativa al primo test. Con Omicron sono stati segnalati più casi di positività ritardata. Meglio ripet...