Integratori alimentari 1 Agosto 2019

Integratori a base di erbe, Colombo (Univ. Torino): «Leggere bene le etichette, possono esserci effetti collaterali»

La docente di Biologia Vegetale e di Botanica Farmaceutica spiega: «Quasi il 50% degli integratori presenti sul mercato sono a base vegetale». E aggiunge: «Per consigli rivolgersi al farmacista o a un erborista laureato, non c’è obbligo di prescrizione medica»

di Giovanni Cedrone e Viviana Franzellitti

Mens sana in corpore sana, dicevano gli antichi romani. Se sul fine tutti siamo d’accordo, ci si può dividere sul come raggiungere un buono stato di forma fisica. Per tante persone, sono imprescindibili gli integratori alimentari, ancora di più se a base di erbe. Sono i cosiddetti ‘botanicals’, che non hanno bisogno di una prescrizione medica, e possono essere acquistati anche al supermercato. Senz’altro utili per supportare un corretto regime alimentare, ma non privi di rischi. «Certamente le piante possono dare effetti collaterali e in effetti all’interno degli integratori le aziende possono usare soltanto determinate piante che il Ministero della Salute ha già validato in anticipo», sottolinea a Sanità Informazione Maria Laura Colombo, docente di Biologia Vegetale e di Botanica Farmaceutica presso l’Università di Torino. «Quasi il 50% degli integratori presenti sul mercato sono a base vegetale – ricorda Colombo – perché anche il consumatore medio italiano desidera l’apporto non soltanto di vitamine e sali minerali ma anche delle piante per migliorare propria dieta». Allora per difendersi è fondamentale «leggere le etichette» e magari farsi consigliare da un bravo erborista, sempre controllando «che sia laureato».

LEGGI ANCHE: ECCO LA VERITA’ SUGLI INTEGRATORI: BUSINESS O VERA SALUTE? FACCIAMO CHIAREZZA CON ALESSANDRO MUGELLI (PRESIDENTE SOCIETA’ ITALIANA FARMACOLOGIA

Professoressa, cosa si intende esattamente per botanical?

«Per botanical si intende proprio la materia prima vegetale. Possono essere radici, foglie, un fungo, delle alghe che sono poi manipolate per essere poste all’interno di un integratore alimentare».

Quali sono le proprietà delle piante?

«Sono molteplici. Soprattutto in Italia vi è una forte tradizione erboristica ed è per questo che moltissimi integratori, quasi il 50% di quelli presenti sul mercato, sono a base vegetale, perché anche il consumatore medio italiano desidera l’apporto non soltanto di vitamine e sali minerali ma anche delle piante per migliorare la propria vita e la propria dieta».

Non è vero che naturale equivale a sicuro. Come facciamo a districarci in questo ambito? Bisogna comunicare con il medico? Le piante possono dare effetti collaterali o siamo sicuri su questo visto che sono vegetali?

«Certamente le piante possono dare effetti collaterali e in effetti all’interno degli integratori le aziende possono usare soltanto determinate piante che il ministero ha già validato in anticipo. In alcuni casi il ministero ha previsto di porre delle avvertenze sull’etichetta e poi ricordiamo che comunque l’integratore alimentare è un prodotto in libera vendita tanto è vero che il consumatore italiano lo trova al supermercato, in erboristeria, in farmacia perciò non è il medico che lo deve prescrivere. Molti medici li prescrivono se lo ritengono necessario, però il consumatore può rivolgersi al farmacista o all’erborista: stiamo bene attenti che l’erborista a cui ci si rivolge sia un erborista laureato e non una persona qualsiasi. Anche se il consumatore decide di acquistare in modo autonomo nei supermercati ci sono degli ottimi prodotti. In quel caso è meglio consigliare il consumatore di leggere bene l’etichetta perché al supermercato si trova da solo. Eventuali avvertenze per quanto riguarda le piante vanno lette personalmente e attentamente».

Però il sistema di sorveglianza c’è in erboristeria, in farmacia come al supermercato?

«Certamente. I prodotti sono pressochè i medesimi. Sono in libera vendita, bisogna avere sempre l’avvertenza di leggere sempre le etichette, di consigliarsi, di ragionare. È chiaro che se uno si rivolgesse a una persona di fiducia, un erborista laureato, un farmacista, un medico sarebbe meglio. Però la legge europea, non italiana, prevede che questi siano prodotti in libera vendita».

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Cause

Ex specializzandi, Di Amato: «Scorrette le sentenze contrarie basate su prescrizione»

Dal convegno organizzato dall’università Luiss Guido Carli e Sanità Informazione, le ultime novità in tema di inadempimento del diritto UE da parte dell’Italia in ambito sanitario. Parlano i pr...
Salute

Super batterio New Delhi, nuova vittima in Toscana. Rezza (ISS): «Colonizza l’intestino, fondamentale rispettare prassi igienico-ospedaliere»

L’epidemia si sta allargando nella Regione. «Tra novembre 2018 e agosto 2019 è stato isolato nel sangue di 75 pazienti. Letale nel 40% dei pazienti con sepsi» specifica l’Ars Toscana. Rezza (Is...
Università

Test medicina 2019, l’attesa è finita. La graduatoria è online

Il Miur ha pubblicato la graduatoria ufficiale nominativa nazionale e di merito che stabilisce chi ha superato la prova d’accesso ed è riuscito ad accedere alla Facoltà di Medicina. Per i tanti ch...