Bonus investimenti strumentali, chi può beneficiarne e quali beni sono compresi? Le risposte del commercialista

Sanità Informazione ha parlato con Francesco Impero, commercialista di Sercam Advisory: «Ecco cos’è il credito d’imposta, come funziona e chi può accedervi»

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Professionisti sanitari, studi medici, aziende con dipendenti e collaboratori possono usufruire del credito d’imposta e sostanzialmente ricevere un ritorno economico per gli investimenti effettuati in beni materiali e immateriali. Un’opportunità importante per chi lavora in ambito sanitario (ma non solo, dato che la misura è rivolta ad ogni tipo di lavoratore o società). E accedervi è estremamente semplice. Ce ne parla il dottore commercialista Francesco Impero di Sercam Advisory, tra i partner di Consulcesi&Partners.

Credito d’imposta, a chi è rivolto e cosa prevede?

«Il credito di imposta – spiega il dottor Impero a Sanità Informazione – è rivolto sia a singoli professionisti che a tutte le imprese operanti sul territorio italiano, compresi gli studi professionali. È necessario solo che le imprese siano in regola con la normativa sulla sicurezza sul luogo di lavoro e con il versamento dei contributi assistenziali e previdenziali di dipendenti e collaboratori. Sono escluse invece tutte quelle società sottoposte a procedure concorsuali, quindi in fallimento o in concordato preventivo».

Il credito d’imposta prevede un ritorno economico per i professionisti e le aziende che investono in beni materiali ed immateriali nuovi (sono infatti esclusi i beni usati), ovvero acquistando (o prendendo in leasing) apparecchiature, strumentazioni, macchinari utili allo sviluppo della propria professione. «Ma la Legge di bilancio del 2021 – spiega Impero – prevede una novità: è possibile recuperare soldi sotto forma di credito di imposta anche in investimenti, come detto, immateriali, come ad esempio un software. Tra i beni che è possibile acquistare sono esclusi veicoli (autovetture, autocarri, ecc.), fabbricati e tutti quei beni con aliquota di ammortamento inferiore al 6,5%».

La misura del beneficio è del 10%. «Esistono poi dei clust di riferimento. Per investimenti in immobilizzazioni materiali il credito d’imposta riguarda il 10% degli investimenti fino a 2 milioni di euro mentre per i beni immateriali il limite è di 1 milione. Se l’investimento è effettuato nel 2022 l’aliquota di recupero del  credito d’imposta si abbassa».

Cosa deve fare il professionista per usufruire del credito d’imposta?

Usufruire di questo servizio è molto semplice. L’unica “formalità” che va espletata è, banalmente, effettuare l’acquisto. È dunque necessario produrre la fattura di acquisto, effettuare il pagamento attraverso metodi che permettono il tracciamento del denaro (e quindi ad esempio bonifico o assegno) e apporre sulla fattura di acquisto una dicitura in cui viene espressamente indicato che l’acquisto in specie gode del credito d’imposta relativo al bonus investimenti. Quindi il professionista deve fare ben poco: gli basta individuare il bene, effettuare l’acquisto e, a partire dall’anno successivo, può utilizzare il credito di imposta in f24.

I tempi

Per quanto riguarda il punto di vista temporale, Impero spiega che la misura copre al 10% gli investimenti che verranno effettuati in tutto il 2021 fino al 30 giugno 2022. È necessario però che l’ordine di acquisto venga effettuato entro il 31 dicembre di quest’anno e che venga versato almeno il 20% di acconto al fornitore. La misura è stata estesa anche nel 2022. L’unica differenza è che la misura del credito è leggermente più bassa: dal 10% al 6%.

Infine, il ruolo del commercialista. Anche se la procedura per chiedere il credito d’imposta è tutto sommato semplice, è sempre bene farsi seguire da un esperto, il quale può «consigliare e supportare il professionista nell’individuare quale può essere l’investimento oggetto di beneficio e accompagnarlo nei vari passaggi». Il commercialista può inoltre indicare all’assistito quali sono quelle determinate categorie di beni che, «per caratteristiche peculiari dal punto di vista dell’automazione e particolarmente innovativi sotto il profilo tecnologico, possono godere di un credito maggiorato fino al 50%».

 

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