Nuove professioni socio-sanitarie. Lenzi (Pd): «Riconoscimento di un settore finora trascurato»

«Figure professionali come operatori socio-sanitari, educatori professionali e assistenti sociali finalmente con diritto di cittadinanza all’interno del nostro sistema sanitario» parola di Donata Lenzi, capogruppo Pd in Commissione Affari Sociali

«Finalmente un riconoscimento ufficiale per alcune professioni finora trascurate». Lo dichiara Donata Lenzi, Capogruppo del Pd in Commissione Affari Sociali alla Camera, all’indomani dell’approvazione dell’emendamento (di cui Lenzi è prima firmataria), che prevede l’istituzione dell’area delle professioni sociosanitarie, al Ddl Lorenzin. Ai microfoni di Sanità Informazione l’Onorevole ha spiegato i motivi che stanno alla base di questo emendamento e gli obiettivi che intende raggiungere.

Lei è firmataria dell’emendamento che riordina le professioni esistenti e riconosce quelle finora non ufficiali. Delineati questi nuovi profili professionali, cosa cambierà per le professioni e cosa cambierà per gli Ordini?

«Finalmente un riconoscimento ufficiale per alcune professioni dell’area socio-sanitaria. È molto importante perché la sanità tende sempre al suo interno a privilegiare la parte medica, la parte ‘di cura’, chiamiamola così, piuttosto che il punto dell’integrazione con il sociale. Basta pensare a tutto l’ambito della non autosufficienza o degli interventi verso l’infanzia: figure professionali come gli Operatori Socio Sanitari (OSS) piuttosto che gli educatori professionali e gli assistenti sociali hanno pieno diritto di cittadinanza all’interno del nostro sistema sanitario. Tengo a chiarire che non si tratta di nuovi ordini, perché questi vengono trattati in un’altra parte del Ddl Lorenzin, quindi non andiamo ad aumentare gli ordini professionali, si tratta del riconoscimento di un settore».

Per quanto riguarda l’iter didattico, la formazione, quali sono le linee direttive?

«Tutto l’ambito della formazione va sempre concertato con il Ministero dell’Istruzione e con accordi in Conferenza Stato-Regioni, quindi sarà demandato a loro. Si tratta comunque di professioni, salvo gli OSS, che hanno già una loro regolamentazione».

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila
Lavoro

Allarme chirurghi, Marini (Acoi): «Specialità scelta solo da 90 giovani. Siamo tra i migliori al mondo, appello alle istituzioni»

Il messaggio lanciato da Sic e Acoi riunite in congresso: «Sostenete la chirurgia italiana che, nonostante tutto, c’è ed è forte. Contenzioso medico-legale e stipendi tra i peggiori in Europa dis...